NZ Truth
| NZ Truth | |
|---|---|
| Abbreviazione | NZ |
| Stato | |
| Lingua | inglese, maori |
| Periodicità | settimanale |
| Genere | sensazionalistico, irriverente e scandalistico |
| Formato | tabloid |
| Fondatore | John Norton |
| Fondazione | 1905 |
| Chiusura | 2013 |
| Sede | Auckland |
| Editore | Multimedia Solutions |
| ISSN | 1170-0866 |
NZ Truth è stato un giornale scandalistico pubblicato settimanalmente ad Auckland, Nuova Zelanda dal 1905 al 2013.
Storia
Il NZ Truth fu fondato nel 1905 dall’australiano John Norton a Wellington, come edizione neozelandese del suo Truth di Sydney, con l’obiettivo di proporre un mix sensazionalistico di sesso, crimine e politica radicale rivolto principalmente ai lettori della classe operaia.[1][2]
Secondo lo storico della stampa (ed ex giornalista di NZ Truth) Redmer Yska, Norton, nato in Inghilterra, era «un mix esplosivo di magnate, giornalista, benefattore e alcolizzato cronico e sbandato».[3] Nel 1907 il giornale contava 40.000 lettori, con una diffusione in «ogni accampamento di minatori, raccoglitori di gomma e boscaioli».[4] Tre anni dopo subentrò Frederick Dawson, ex redattore delle edizioni del Truth di Norton nel Queensland e nell’Australia Occidentale. Rimase in carica fino al 1920. Nel frattempo, Norton morì alcolizzato nel 1916.
L’autore degli editoriali e, per un breve periodo, direttore dal 1913 al 1922 fu Robert Hogg, giornalista e socialista di origine scozzese.[5] Secondo Yska, Hogg «trasformò NZ Truth in un portavoce ardente ed entusiasta del socialismo rivoluzionario». La situazione sarebbe cambiata nel 1922, quando Ezra, figlio di John Norton, divenne proprietario e direttore con sede a Sydney, nominando una serie di redattori della Nuova Zelanda. Sotto la guida del populista Norton, il «giornale dei lavoratori» si trasformò in un «quotidiano nazionale» snello e adatto alle famiglie. Il caporedattore di maggior successo di Norton fu l’australiano Brian Connolly, il quale, nell’arco di 16 anni (dal 1935 al 1951), riportò il giornale alle sue radici operaie, sebbene con una vena conservatrice.
Nel 1951 Norton cedette il giornale a un consorzio neozelandese guidato dal rappresentante legale del giornale, James Dunn, e dal suo ex compagno di scuola allo Scots College, Cliff Plimmer. Nei decenni successivi, i proprietari neozelandesi avrebbero trasformato NZ Truth in quello che Yska definisce «un megafono stridulo al servizio di un establishment conservatore che cercava di frenare i legami politici, sociali e culturali che minacciavano sempre più di spazzarlo via».[6]
Nel corso dei decenni, NZ Truth ha collaborato con diversi autori neozelandesi di fama, tra cui Robin Hyde nel 1928.[7]
Come in Australia NZ Truth ha sfruttato la copertura giornalistica senza restrizioni dei casi di divorzio durante il suo primo mezzo secolo di vita, dedicando ampio spazio, e con un tono invariabilmente piccante, alle testimonianze processuali relative ai casi di adulterio. Nel 1958 un governo laburista approvò una legge che limitava la copertura ai soli fatti essenziali dei procedimenti, privando NZ Truth di una parte fondamentale dei suoi contenuti.[8] Nel 1963, mentre venivano alla luce le rivelazioni su uno scandalo politico britannico di bassa lega, la tiratura certificata raggiunse il picco di 240.000 copie e il settimanale dichiarò di avere un milione di lettori neozelandesi. Nel 1980 la tiratura si attestava a 150.000 copie, ma il trasferimento della sede centrale ad Auckland nel 1982 e il lancio di una versione «più vivace» Truth and TV Extra fallirono. Verso la metà degli anni ’90, la tiratura scese a 50.000 copie e nel 2005 a 12.000.
Il coinvolgimento di Cameron Slater
Alla fine di ottobre 2012, il controverso blogger di destra Cameron Slater fu nominato nuovo direttore del giornale. Dichiarò che nel suo nuovo ruolo avrebbe “dato una bella lezione a chi deve” e avrebbe “difeso i più deboli”. Il suo primo numero fu pubblicato nel novembre dello stesso anno.[9] A seguito della sua nomina, l’editorialista di sinistra del giornale Martyn “Bomber” Bradbury si dimise. Entro sei mesi dalla nomina di Slater, fu annunciato che la testata avrebbe cessato le pubblicazioni nel luglio 2013; Slater affermò che la situazione era «ormai irrimediabile».[10]
Nonostante avesse cessato la pubblicazione della versione cartacea, il sito web continuò ad essere aggiornato fino a maggio 2014.[11]
Galleria d'immagini
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Un visitatore afferma: «I neozelandesi dovrebbero costruire il proprio destino nazionale invece di dipendere così tanto dalla Gran Bretagna».
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Il Partito Laburista appoggiò l'intervento della Società delle Nazioni in Abissinia e in Spagna; la Gran Bretagna e altri paesi del Commonwealth erano già favorevoli alla politica di appeasement.
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Il “Big Noise” per la pace?
Note
- ^ (EN) Redmer Yska, Truth: The rise and fall of the people's paper, Nelson, Craig Potton Publishing, 2010, ISBN 9781877517303.
- ^ (EN) New Zealand and Pacific Newspapers and Magazines (University of Auckland newspaper holdings on microfilm), su library.auckland.ac.nz (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2006).
- ^ Yska, 2010, p. 15
- ^ Yska, 2010, p. 19
- ^ (EN) Barry Gustafson, Labour's Path to Political Independence, Auckland, Auckland University Press, 1980, p. 158, ISBN 0-19-647986-X.
- ^ Yska, 2010, p. 144
- ^ (EN) Robin Hyde (Iris Wilkinson), 1906–1939, su New Zealand Electronic Text Centre, Victoria University of Wellington, 2007.
- ^ Yska, 2010, p. 125
- ^ (EN) Cameron Slater takes helm of Truth, in 3 News NZ, 31 ottobre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2013).
- ^ (EN) NZ Truth to cease publishing after 125 years – reports, in The New Zealand Herald, New Zealand Press Association, 17 giugno 2013. URL consultato il 23 febbraio 2024.
- ^ (EN) Archive of Truth website, su truth.co.nz, 23 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2014).
Bibliografia
- (EN) Craig Potton Publishing Redmer Yska, Truth: The rise and fall of the people's paper, Nelson, 2010, ISBN 9781877517303.
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