Isolueshite
| Isolueshite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.CC.35[1] |
| Formula chimica | NaNbO3[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico[3] |
| Parametri di cella | a = 3,9045(5) Å, V = 59,525 ų,[4] Z = 1[5] |
| Gruppo puntuale | 4/m 3 2/m[6] |
| Gruppo spaziale | Pm3m (nº 221)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 4,72(1)[7] g/cm³ |
| Densità calcolata | 4,69[7] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5,5[3] |
| Sfaldatura | non osservata[6] |
| Frattura | irregolare[4] |
| Colore | nero-brunastro[4] |
| Lucentezza | adamantina[4] |
| Opacità | opaca[4] |
| Striscio | giallo pallido[6] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'isolueshite (simbolo IMA: Isl[8]) è un minerale molto raro del supergruppo della perovskite, all'interno del quale viene collocato nel gruppo delle perovskiti stechiometriche e da lì al sottogruppo della perovskite; appartiene alla famiglia minerale degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica NaNbO3.[2]
Il minerale è un polimorfo di lueshite, natroniobite e pauloabibite, oltre a essere l'analogo del sodio della goldschmidtite, dominata dal potassio (KNbO3).
Etimologia e storia
L'isolueshite è stata scoperta per la prima volta nella miniera di apatite di Kirovsky (in russo: Кировский рудник), sui monti Chibiny (Russia). Il minerale è stato descritto per la prima volta da Anton Chakhmouradian, Viktor Yakovenchuk, Roger H. Mitchell e Alla Bogdanova, che si riferivano al minerale come isolueshite per via sistema cristallino, che in questo caso è cubico (detto anche isometrico), all'isotropia ottica e alla sua relazione con la lueshite.[9][4]
Nel 1995, il team di mineralogisti inviò i risultati dei suoi test e il nome scelto all'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) con numero di registrazione 1995-024[2]) per la revisione, che riconobbe l'isolueshite come specie minerale indipendente.
Il campione tipo dell'isolueshite è esposto nel Museo Minerario dell'Istituto Minerario con il n. di catalogo 3007 e nel Museo Mineralogico dell'università statale di San Pietroburgo con il numero di catalogo 1/18271.[10]
Classificazione
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[11] l'isolueshite è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e da lì nella sottoclasse "4.C Metallo:Ossigeno = 2:3, 3:5 e simili"; questa viene più finemente suddivisa in base al rapporto metallo:ossigeno e alla dimensione dei cationi coinvolti, in modo da trovare l'isolueshite nella sezione "4.CC Con cationi di media e grande dimensione" dove forma il sistema nº 4.CC.35 insieme a loparite-(Ce) (oggi loparite), macedonite, nioboloparite e tausonite.[12]
Tale classificazione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat nella quale, oltre ai minerali già citati, fa la sua comparsa la panguite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'isolueshite si trova nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno = 2:3 (M2O3 e composti correlati)"; qui forma la "serie della perovskite" con il numero di sistema IV/C.10 insieme a perovskite, megawite, lakargiite, latrappite, barioperovskite, tausonite, loparite, pauloabibite, lueshite, natroniobite, macedonite e vapnikite.[13]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'isolueshite nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi semplici con carica cationica 3+ (A2O3)" dove forma il "gruppo della perovskite" con il numero di sistema 04.03.03 insieme a perovskite, latrappite, lueshite e tausonite.[14]
Abito cristallino
L'isolueshite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Pm3m (gruppo nº 221) con la costante di reticolo a = 3,9045(5) Å.
Chimica
La composizione teorica dell'isolueshite pura (NaNbO3) è costituita dal 14,027% di sodio (Na), dal 56,687% di niobio (Nb) e dal 29,286% di ossigeno (O).
Tuttavia, l'analisi del campione tipo ha rivelato anche miscele estranee di titanio (Ti), calcio (Ca), stronzio (Sr), torio (Th) e le terre rare lantanio (La) e cerio (Ce), nonché tracce di potassio (K), tantalio (Ta) e le terre rare praseodimio (Pr), neodimio (Nd) e samario (Sm).[7] Sulla base di tre ioni ossigeno, la composizione empirica media:
è stata calcolata e idealizzata nella formula (Na,Ca,La)(Nb,Ti)O3.[15]
Origine e giacitura
L'isolueshite è stata trovata in una vena di pegmatite alterata idrotermalmente in ijolite-urtite; probabilmente è un polimorfo temprato di lueshite, formatosi per rapida cristallizzazione dopo un improvviso calo di temperatura e/o pressione.[5]
L'isolueshite è un minerale molto raro ed è stata trovata solo nella sua località tipo, la miniera di apatite di "Kirovskii" (67.66667°N 33.71667°E) sui monti Chibiny (nell'oblast' di Murmansk, Russia),[16] e a Candelaria sull'isola di Tenerife (Spagna).[17]
Forma in cui si presenta in natura
L'isolueshite si forma in cristalli di dimensioni fino 0,7 mm.[5]
Il minerale è opaco con lucentezza adamantina. Il colore è nero-brunastro e quello del suo striscio è giallo pallido.[4]
Proprietà
In contrasto con il suo colore superficiale nero-brunastro, Isolueshit appare bluastro con riflessi interni bruno-rossastri al microscopio a luce riflessa. La microdurezza di isolueshite con una forza di prova di 70 g è compresa tra 544 e 616 secondo {110} e 479-544 secondo {100}. Ciò corrisponde a una durezza Vickers media di 580 e una durezza Mohs di 5,5.[7]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With large and medium-sized cations, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c (DE) Isolueshite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c d e f g (EN) Isolueshite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c (EN) Isolueshite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c (EN) Isolueshite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ a b c d (EN) Anton Chakhmouradian, Viktor Yakovenchuk, Roger H. Mitchell e Alla Bogdanova, Isolueshite: a new mineral of the perovskite group from the Khibina alkaline complex (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 9, 1997, pp. 483-490. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 18 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ (EN) Robert F. Martin e William H. Blackburn, Encyclopedia of mineral names: first update (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 37, 1999, pp. 1045-1078. URL consultato il 18 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ^ (EN) Catalogue of Type Mineral Specimens – I (PDF), su docs.wixstatic.com, Commission on Museums (International Mineralogical Association), 9 febbraio 2025. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 18 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (EN) Nickel-Strunz Oxides Classification, su webmineral.com. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (DE) Lapis Classification - IV OXIDE - IV/C Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 2:3 (M2O3 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (DE) Dana 8 Classification - 04 Oxide Minerals - 04.03 Simple Oxides with a cation charge of 3+ (A3+2O3), su mineralienatlas.de. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (EN) John Leslie Jambor, Edward S. Grew e Andrew C. Roberts, New mineral names (PDF), in American Mineralogist, vol. 83, 1998, p. 186. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (EN) Kirovskii apatite mine, Kukisvumchorr Mt, Khibiny Massif, Murmansk Oblast, Russia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ^ (EN) Localities for Isolueshite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 18 aprile 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'isolueshite
Collegamenti esterni
- (EN) Isolueshite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy.
Content Disclaimer
Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.
- The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
- There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
- It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
- Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
- Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.
