Deinandra

Come leggere il tassobox
Deinandra
Deinandra clementina
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMadieae
SottotribùMadiinae
Genere Deinandra
Greene, 1897
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùMadiinae
Genere Deinandra
Specie

Deinandra Greene, 1897 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae e sottotribù Madiinae.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione " Flora Franciscana: an attempt to classify and describe the vascular plants of middle California. San Francisco" ( Fl. Francisc. pt. 4: 424) del 1897.[3]

Descrizione

Il portamento
Deinandra fasciculata
Le foglie
Deinandra halliana
Infiorescenza
Deinandra kelloggii
I fiori
Deinandra minthornii

Portamento. Le specie di questo genere] hanno un habitus erbaceo annuale o perenne, arbustivo o suffruticoso; sono inoltre aromatiche.[4][5][6][7][8]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, raramente prostrata, semplice o ramosa. Altezza media: 4-120 cm.

Foglie. Sono presenti sia foglie basali (delle rosette basali a disposizione opposta) che cauline con disposizione alterna; in genere sono sessili. Le lamine sono oblanceolate, lineari o lanceolate-lineari, solitamente pennatifide o dentate; i margini sono seghettati o interi; le facce sono spesso irsute, talvolta pelose o pubescenti, ma anche glabre.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati e raggruppati in glomeruli o cime panicolate o corimbose. Sono presenti delle brattee peduncolari prive all'apice di una ghiandola a cavità. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da campanulate a emisferiche o urceolate o obconiche, composto da 3-35 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee involucrali hanno delle lanceolate o lanceolate-attenuate o oblanceolate, sono erbacee e ciascuna avvolge per metà il fiore ligulato sottostante. Il ricettacolo è piatto o convesso, può essere ispido o glabro, è inoltre provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 2-13 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono da 3 a 35; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (3-70) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi o in prevalenza funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [9]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con 2-3 profondi lobi; le corolle sono colorate di giallo;
  • fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto; la parte apicale ha 5 lobi con forme variabili da deltate a lanceolate-ovali; i colori sono giallo o varietà più scure.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, colorate di rosso o porpora scuro, sono provviste di appendici con forme da lanceolate-ovate a deltate, ma prive di ghiandole. Le cellule dell'endotecio sono a forma da quadrata a cilindrica, con un ispessimento polare. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi sono subulati e pelosi. Le appendici spesso sono più corte delle linee stigmatiche che sono disposte su due linee e marginali.

Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. La forma degli acheni è leggermente obcompressa, clavata con becco e facce glabre. Il pappo è coroniforme o mancante o composto da 1-15 scaglie in varie forme. In queste specie gli acheni sono dimorfi: i pappi dei fiori ligulati sono assenti, mentre sono assenti gli acheni dei fiori del disco.

Biologia

Riproduzione . Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in USA e Messico (costa occidentale). Altrove è introdotta e naturalizzata.[2]

Sistematica

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][6][7]

Specie

Il genere comprende 21 specie:[2]

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Hartmannia DC.

Filogenesi

Questo genere appartiene alla sottotribù Madiinae della tribù Madieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee dell'involucro che in parte o del tutto racchiudono l'ovario dei fiori del raggio oppure il relativo achenio; dal ricettacolo che è del tutto o parzialmente provvisto di pagliette (nei capolini discoidi le pagliette sono indistinguibili dalle brattee dell'involucro).[7]

Il genere Deinandra nella sottotribù occupa una posizione filogenetica abbastanza centrale e fa parte del gruppo Centromadia, Deinandra e Holocarpha, è inoltre strettamente imparentata con Calycadenia e Osmadenia. Deinandra comprende tutti i taxa inclusi nella Hemizonia sect. Madiomeris BD Tanowitz, 1982 più altre specie arbustive. Il genere mostra modelli di recente divergenza guidati da riorganizzazione cromosomica e disploidia (riduzioni del numero di cromosomi).[6][8] Le specie arbustive di Deinandra presenti sull’isola di Guadalupe (Messico, ossia D. frutescens, D. greeneana e D. palmeri, costituiscono una radiazione adattativa recente e si sono evolute tramite migrazione e radiazione da lignaggi dell'isola della California piuttosto che tramite colonizzazione antica diretta, ossia in "situ", parallela (su scala minore) a quella della "Hawaiian Silversword Alliance".[11]

Alcuni caratteri distintivi del genere:[7]

  • le piante hanno un ciclo biologico annuale o perenne;
  • le brattee dei peduncoli sono prive all'apice di una ghiandola a cavità;
  • il ricettacolo è provvisto di pagliette solamente per la base dei fiori del disco più esterni.

Il numero cromosomico delle specie di Deinandra è: 2n = 24 e 26. Ma anche 2n = 18 e 22 (specie disploidi).[7]

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b c d (EN) Deinandra, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 2 agosto 2026.
  3. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 2 agosto 2026.
  4. ^ Strasburger 2007, pag. 860
  5. ^ Judd 2007, pag.517
  6. ^ a b c Funk & Susanna 2009, p. 698.
  7. ^ a b c d e Kadereit & Jeffrey 2007, p. 502.
  8. ^ a b eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 2 agosto 2026.
  9. ^ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  10. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  11. ^ Bruce G Baldwin, Adaptive radiation of shrubby tarweeds (Deinandra) in the California Islands parallels diversification of the Hawaiian silversword alliance (Compositae-Madiinae), in American Journal of Botany, vol. 94, n. 2, 2007, pp. 237–248.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica

Content Disclaimer

Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.

  1. The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
  2. There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
  3. It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
  4. Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
  5. Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.