Vikingite
| Vikingite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.40a[1] |
| Formula chimica | Ag5Pb8Bi13S30[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[3] |
| Parametri di cella | a = 13,60 Å, b = 4,11 Å, c = 25,24 Å, β = 95,55°, V = 1 404,20 ų, Z = 1[4] |
| Gruppo puntuale | 2/m[3] |
| Gruppo spaziale | B2/m[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 7,19[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3,5[4] |
| Colore | grigio chiaro[4] |
| Lucentezza | metallica[3] |
| Opacità | opaca[3] |
| Diffusione | non comune[6] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La vikingite (simbolo IMA: Vkg[7]) è un minerale non comune appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag5Pb8Bi13S30.[2]
Etimologia e storia
La vikingite prende il nome da Vichinghi (in inglese Vikings, da qui la grafia del nome del minerale), il popolo che per primo esplorò la Groenlandia, terra in cui il minerale è stato trovato per la prima volta.[4]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[8] elenca la vikingite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa viene suddivisa più finemente in base alla composizione del minerale, in modo tale che la vikingite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove forma il sistema nº 2.JB.40a insieme ad andorite VI, bursaite, fizélyite, gustavite, lillianite, nakaséite, quatrandorite, ramdohrite, treasurite, uchucchacuaite, roshchinite e xilingolite.[8]
Tale suddivisione rimane invariata anche nell'edizione successiva, anche se i membri del sistema 2.JB.40a cambiano leggermente: fizélyite, uchucchacuaite, lillianite, holubite, brusnitsynite, treasurite, roshchinite, erzwiesite, vikingite, gustavite, terrywallaceite, quatrandorite, jasrouxite, tarutinoite, oyonite, menchettiite, bursaite, ramdohrite, staročeskéite e xilingolite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la vikingite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S:As, Sb, Bi = x)"; qui è nella sezione dei "solfosali di piombo con bismuto (x = 6,0 - 1,6); serie della lillianite" dove forma il sistema nº II/E.31 insieme a lillianite, jasrouxite, ourayite, eskimoite, xilingolite, schirmerite, treasurite, terrywallaceite, gustavite e oscarkempffite.[9]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la vikingite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "solfosali" e nella sottoclasse dei minerali con "2 < ø < 2.49", dove la vikingite è l'unico membro del sistema nº 03.06.11.[10]
Abito cristallino
La vikingite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/m con i parametri di cella a = 13,60 Å, b = 4,11 Å, c = 25,24 Å e β = 95,55°, oltre a possedere 1 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La vikingite è associata nella galena nella paragenesi gustavite-galena dove si presenta sotto forma di lamelle; altre associazioni si hanno con cosalite, gustavite, heyrovskýite e quarzo.[5]
Il minerale non è affatto comune ed è stato trovato in una quarantina di siti sparsi per il mondo.[6] Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera Ivigtut (61.20611°N 48.17556°W) sul fiordo di Arsuk a Sermersooq (Groenlandia).[11]
Forma in cui si presenta in natura
Le lamelle di vikingite possono raggiungere i 0,5 mm.[5] Il minerale è opaco, con lucentezza metallica e di colore grigio chiaro.[4]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Galena derivatives, with Pb, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ a b c d e (EN) Vikingite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ a b c d e f g (EN) Vikingite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ a b c (EN) Vikingite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ a b (EN) Vikingite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 31 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 31 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Lapis-Systematik - II SULFIDE UND SULFOSALZE (Sulfide, Selenide, Telluride, Arsenide, Antimonide, Bismutide) - II/E Sulfosalze (S : As,Sb,Bi = x), su mineralienatlas.de. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ (EN) Dana Classification 8th edition - 2 < ø < 2.49, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ^ (EN) Ivigtut Mine, Ivigtut stock, Arsuk Fjord, Sermersooq, Greenland, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Vikingite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 luglio 2026.
- (EN) Vikingite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 31 luglio 2026.
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