Orbiniida

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Orbiniida
L'orbiniide Phylo felix
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SuperphylumProtostomia
(clado)Lophotrochozoa
PhylumAnnelida
(clado)Pleistoannelida
(clado)Sedentaria
OrdineOrbiniida
Fauchald, 1977
Famiglie

Orbiniida Fauchald, 1977 è un ordine[1] di anellidi del clado Sedentaria, precedentemente classificati come policheti. Il gruppo è diffuso in tutto il mondo e la maggior parte delle specie vive negli interstizi dei sedimenti dei mari, mentre una sola è terrestre.[2]

Descrizione

Il Dinophilidae Dinophilus taeniatus

Le specie della famiglia Orbiniidae hanno lunghezze comprese tra 3,5 e 30 cm. La lunghezza delle specie delle altre famiglie è invece generalmente attorno al millimetro, e le specie più piccole sono lunghe solo 300 μm. Gli organi nucali sono presenti ad eccezione dei Diurodrilidi, nei quali non è neanche visibile la metameria. Possono esserci due o quattro ocelli oppure possono essere assenti. Solo nella famiglia Nerillidae ci sono due palpi e sul prostomio possono esserci fino a tre antenne.[2][3]

Le chete sono presenti e semplici in Parergodrilidae, mentre nelle famiglie Nerillidae e Orbiniidae sono di varie forme. Gli Orbiniidi sono caratterizzati dalle chete capillari crenate mentre nei Nerillidi ci sono chete composte, che generalmente sono solo presenti negli anellidi Erranti. Nelle famiglie Apharyngtidae, Dinophilidae e Diurodrilidae le chete sono assenti. I parapodi sono biramosi ma sono solo presenti nelle famiglie Nerillidae e Orbiniidae. Quest'ultima famiglia ha il corpo diviso in torace e addome, sul quale, dorsalmente, ci sono delle branchie.[2][3]

Distribuzione e habitat

L'ordine è cosmopolita e la maggior parte delle specie è marina. Fanno eccezione i Parergodrilidi Parergodrilus heideri e Stygocapitella subterranea e alcune specie di Nerillidi. Parergodrilus heideri è terrestre e vive nei terreni di diversi tipi di foreste, come quelle di faggi, pecci o aceri. Stygocapitella subterranea vive nella sabbia sia sul piano mesolitorale che fino a 18 m sopra al livello dell'alta marea. Le specie di Nerillidae che non sono marine vivono in acque salmastre o in falde acquifere. Le specie di Orbiniidae sono tutte marine, però si sono adattate a diversi habitat, essendo diffusi dal piano mesolitorale fino a quello abissale e anche in prossimità di sorgenti idrotermali e infiltrazioni fredde.[2][3]

Riproduzione e sviluppo

La maggior parte di questi anellidi non sono ermafroditi, ad eccezione di alcuni Nerillidi, che sono ermafroditi simultanei. Quasi tutte le specie dell'ordine hanno uno sviluppo diretto: solo i Nerillidi Paranerilla e forse alcune specie di Meganerilla hanno uno stadio larvale bentonico e lecitotrofico, cioè nel quale le larve si nutrono del tuorlo. Alcuni Nerillidi covano i loro piccoli, attaccandoli ai segmenti posteriori.[2][3]

Evoluzione

Si ritiene che l'ultimo antenato comune degli Orbiniida fosse simile a quello di tutti i Sedentari, avendo palpi, un segmento senza parapodi dopo il peristomio e gli altri segmenti con parapodi e chete. Le famiglie viventi di Orbiniida, ad eccezione di Orbiniidae, hanno morfologia semplice e dimensioni piccole che si pensa si siano sviluppate in modo indipendente attraverso progenesi, come adattamento alla vita nel substrato.[4]

Tassonomia

L'ordine è stato descritto per primo da Fauchald nel 1977 come parte di Scolecida (un gruppo ora considerato obsoleto) e raggruppando Orbiniidae, Paraonidae e Questidae, tutte famiglie senza antenne o palpi e con una faringe estroflessibile e parapodi biramosi con chete semplici. Adesso Orbiniida viene invece ritenuto il gruppo fratello degli altri Sedentari e raggruppa le famiglie Dinophilidae, Nerillidae, Parergodrilidae, Orbiniidae e i generi Diurodrilus e Apharyngtus. La famiglia Questidae è ora riconosciuta come parte di Orbiniidae ed è classificata al rango di sottofamiglia con il nome Questinae. Tutte le famiglie che fanno ora parte di Orbiniida erano ad un certo punto ritenute parte degli Archianellidi.[2][5][6]

Alcuni studi indicano però che la famiglia Dinophilidae non faccia parte di Orbiniida, ma che sia invece strettamente imparentata con Lobatocerebrum e che questi due gruppi siano il clado fratello di Pleistoannelida.[2][7] La famiglia Nerillidae potrebbe invece far parte di Errantia.[3]

Note

  1. ^ (EN) Geoffrey Read, Orbiniida, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 19 maggio 2026.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Miguel A. Meca, Anna Zhadan e Torsten H. Struck, The Early Branching Group of Orbiniida Sensu Struck et al., 2015: Parergodrilidae and Orbiniidae, in Diversity, vol. 13, n. 1, 13 gennaio 2021, pp. 29, DOI:10.3390/d13010029. URL consultato il 19 maggio 2026.
  3. ^ a b c d e (EN) Katrine Worsaae, Alexandra Kerbl e Maikon Di Domenico, Interstitial Annelida, in Diversity, vol. 13, n. 2, 12 febbraio 2021, pp. 77, DOI:10.3390/d13020077. URL consultato il 19 maggio 2026.
  4. ^ (EN) Torsten Hugo Struck, Anja Golombek, Anne Weigert, Franziska Anni Franke, Wilfried Westheide, Günter Purschke, Christoph Bleidorn e Kenneth Michael Halanych, The Evolution of Annelids Reveals Two Adaptive Routes to the Interstitial Realm, in Current Biology, vol. 25, n. 15, 3 agosto 2015, pp. 1993-1999. URL consultato il 19 maggio 2026.
  5. ^ Handbook of zoology, pp. 49, 50
  6. ^ (EN) João Gil, Questinae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 19 maggio 2026.
  7. ^ (EN) José M. Martín-Durán, Bruno C. Vellutini e Ferdinand Marlétaz, Conservative route to genome compaction in a miniature annelid, in Nature Ecology & Evolution, vol. 5, n. 2, 16 novembre 2020, pp. 231–242, DOI:10.1038/s41559-020-01327-6. URL consultato il 19 maggio 2026.

Bibliografia

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