Gianellaite
| Gianellaite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 3.DD.30[1] |
| Formula chimica | (Hg2N)2(SO4)(H2O)x[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico[3] |
| Parametri di cella | a = 9,5215 Å, V = 863,1 ų, Z = 4[4] |
| Gruppo puntuale | 43m[3] |
| Gruppo spaziale | F43m (nº 216)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 7,19[5] g/cm³ |
| Densità calcolata | 7,13[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3[6] |
| Colore | giallo paglierino[3] |
| Lucentezza | vitrea[4] |
| Opacità | trasparente[4] |
| Striscio | giallo chiaro[3] |
| Diffusione | molto rara[7] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La gianellaite (simbolo IMA: Gia[8]) è un raro minerale e possiede composizione chimica (Hg2N)2(SO4)(H2O)x.[2]
Etimologia e storia
La gianellaite prende il nome da Vincent Paul Gianella (1886-1983) dell'Università del Nevada.[4]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[9] elenca la gianellaite nella classe "3. Alogenuri" e nella sottoclasse "3.D Ossialogenuri, idrossialogenuri e alogenuri doppi correlati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla composizione del minerale, in modo tale che la gianellaite possa essere trovata nella sezione "3.DD Con Hg" dove forma il sistema nº 3.DD.30 insieme alla mosesite.[9]
Questa suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la gianellaite viene collocata nella classe degli "alogenuri (fluoruri, cloruri, bromuri, ioduri)" e da lì nella sottoclasse degli "ossi-alogenuri"; qui è nella sezione dei minerali "alogenuri con mercurio" dove forma il sistema nº III/D.06 insieme a terlinguaite, aurivilliusite, hanawaltite, tedhadleyite, terlinguacreekite, pinchite, poyarkovite, kadyrelite, vasilyevite, eglestonite, mosesite, kleinite, comancheite.[10]
Contrariamente alle altre, la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la gianellaite nella famiglia degli "solfati"; qui è nella classe degli "acidi e solfati anidri" e nella sottoclasse dei minerali con formula "A2XO4" dove è l'unico membro del sistema nº 28.02.04.[11]
Abito cristallino
La gianellaite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale F43m (gruppo nº 216) con la costante di reticolo a = 9,5215 Å, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La gianellaite ha origine differenti a seconda del luogo di ritrovamento: è stata trovata in un giacimento di mercurio all'interno di rocce silicatiche-carbonatiche alterate idrotermalmente dalla serpentinite, oppure è stata rinvenuta come rivestimento minerale di tipo secondario sulle superfici di frattura nelle porzioni ossidate di un giacimento idrotermale di mercurio, nel quale l'azoto deriva probabilmente dalla decomposizione di materia organica. La paragenesi è con calcite, calomelano, cinabro, ematite, mercurio nativo, montroydite e terlinguaite.[5]
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo in 3 siti:[7] la miniera di Almadén (nella Castiglia-La Mancia, Spagna), nella concessione di Clear Creek nella contea di San Benito (California, Stati Uniti) e, sempre negli USA, la gianellaite ha la sua località tipo, la miniera di Mariposa (29.31806°N 103.69417°W) nella contea di Brewster (Texas).[12]
Forma in cui si presenta in natura
La gianellaite si presenta di solito in rosette di cristalli appiattiti; i cristalli hanno forma ottaedrica, sono leggermente distorti e hanno dimensioni fino a 1 mm.[5] Il minerale è trasparente, con lucentezza vitrea e colore giallo paglierino.[4] Lo striscio è di colore giallo chiaro.[3]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With Hg, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ a b c d e f (DE) Gianellait (gianellaite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ a b c d e f (EN) Gianellaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ a b c d (EN) Gianellaite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ (EN) Gianellaite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ a b (EN) Localities for Gianellaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 4 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 4 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Lapis-Systematik - III HALOGENIDE (Fluoride, Chloride, Bromide, Jodide) - III/D Oxihalogenide, su mineralienatlas.de. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ (EN) Dana Classification 8th edition - A2XO4, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ^ (EN) Mariposa Mine, Brewster County, Texas, USA, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Gianellaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 agosto 2026.
- (EN) Gianellaite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 4 agosto 2026.
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