Cima Saben

Cima Saben
La cima Saben dalla Colla delle Piastre
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
Provincia  Cuneo
Altezza1 667 m s.l.m.
Prominenza127 m
CatenaAlpi
Coordinate44°17′38.4″N 7°23′42″E
Altri nomi e significatimonte Sabench
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cima Saben
Cima Saben
Mappa di localizzazione: Alpi
Cima Saben
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Marittime e Prealpi di Nizza
SottosezioneAlpi Marittime
SupergruppoCatena Argentera-Pépoiri-Matto
GruppoGruppo Malinvern-Matto-Lombarda
SottogruppoGruppo Testa Malinvern-Monte Matto
CodiceI/A-2.I-B.9.a/c

La cima Saben (o monte Saben o anche, un tempo, monte Sabench[1]) è una montagna delle Alpi Marittime alta 1670 m s.l.m..[2]

Descrizione

Vista dalla cima delle Piastre, a destra la Cima Pissousa
La meridiana sulla cima

Il monte domina, con la vicina cima Pissousa, il gruppo di rilievi che ad est del profondo intaglio della Madonna del Colletto chiude verso la Pianura Padana lo spartiacque tra le valli Gesso e Stura di Demonte. La Colla delle Piastre (1368 m)[2] lo divide dalla Cima delle Piastre e da una serie di elevazioni minori che digradano verso Borgo San Dalmazzo. [2] Le pendici del monte Saben sono ammantate di boschi di latifoglie mentre la cupola sommitale è caratterizzata da un ambiente aperto e prativo con affioramenti rocciosi. Nei pressi del suo punto culminate si trovano una croce di vetta metallica e una particolare meridiana alla quale sono fissati una serie di tubicini che, inquadrando le cime circostanti, ne consentono il riconoscimento a vista.[3] La sua prominenza topografica è di 127 metri.[4]

Geologia

La montagna è costituita da rocce di natura calcarea[5], con presenza di nummuliti, oltre che di conglomerati eocenici di colore scuro e di ardesia.[6]

Accesso alla vetta

La cima è accessibile per sentiero. Uno degli itinerari più noti, la cui difficoltà è valutata come E[3] o E+[7], parte da Sant'Antonio di Aradolo, in comune di Borgo San Dalmazzo, e raggiunge la vetta passando per la Colla delle Piastre. [3] Più complicate sono invece sia la salita con partenza da Valdieri[8] che quella a partire dalla Madonna del Colletto [9]. La salita alla montagna era già nota e frequentata durante la Belle Epoque.[10]

Tutela naturalistica

La cima Saben dà il nome alla Riserva naturale di Rocca San Giovanni-Saben, una piccola area protetta istituita dalla Regione Piemonte per tutelare una zona di rupi calcaree caratterizzata da condizioni climatiche xerotermiche e da una particolare vegetazione con elementi della flora mediterranea.[11]

Note

  1. ^ Giovanni Bobba, Ascensioni, in Alpi Marittime, Club alpino italiano, Sezione di Torino, 1908, p. 229. URL consultato il 22 luglio 2026.
  2. ^ a b c IGM, carta 1:25.000.
  3. ^ a b c Filippo Ceragioli, La cima Saben, avamposto delle Marittime, in Piemonte Parchi, 30 giugno 2026. URL consultato il 24 luglio 2026.
  4. ^ (EN) Cima Saben, Italy, su peakbagger.com. URL consultato il 25 luglio 2026.
  5. ^ AA.VV., Bollettino del Servizio geologico d'Italia, Comitato geologico, Ufficio geologico d'Italia, vol. 25, Servizio geologico, 1894, p. 66. URL consultato il 24 luglio 2026.
  6. ^ Bruno Lombardo e Guido Gosso, Lettura di un ambiente alpino: la Val Gesso (PDF), in Una gita guidata, CAI - Comitato scientifico ligure - piemontese - valdostano, 1988, p. 98. URL consultato il 24 luglio 2026.
  7. ^ Michael Gaddini, Cima Saben e lo spettacolo del Foliage, su escursionismo.it. URL consultato il 24 luglio 2026.
  8. ^ Saben (Monte) da Valdieri per il Vallone Scumbes, su gulliver.it, 13 aprile 2026. URL consultato il 24 luglio 2026.
  9. ^ Anello delle Cime Saben e Pissousa, da Valdieri, su lafiocavenmola.it, 25 maggigo 2021. URL consultato il 24 luglio 2026.
  10. ^ AA.VV., Sezione di Cuneo - Alla punta Sabench m. 1675, in Rivista alpina italiana, vol. 26, Club alpino italiano, 1907, p. 269. URL consultato il 24 luglio 2026.
  11. ^ Natura, su roccasangiovannisaben.areeprotettealpimarittime.it, Aree protette delle Alpi Marittime. URL consultato il 5 luglio 2026.

Bibliografia

Cartografia
Panorama

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