Blepharizonia

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Blepharizonia
Blepharizonia plumosa
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMadieae
SottotribùMadiinae
Genere Blepharizonia
(A.Gray) Greene, 1885
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùMadiinae
Genere Blepharizonia
Specie

Blepharizonia (A.Gray) Greene, 1885 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae e sottotribù Madiinae.[1][2]

Etimologia

L'etimologia del genere è incerta. Potrebbe derivare da due parole greche: "blepharis" (= ciglia) e "zona" (= cintura o anello). Oppure dall'unione di due generi Blepharipappus e Hemizonia, alludendo ad una possibile somiglianza.[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Asa Gray (1810-1888) e Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione " Bulletin of the California Academy of Sciences" ( Bull. Calif. Acad. Sci. 1: 279) del 1885.[4]

Descrizione

I fiori
Blepharizonia laxa

Portamento. Le specie di questo genere] hanno un habitus erbaceo annuale.[5][6][7][8][3]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Altezza media: 10-180 mm.

Foglie. Le foglie sono sia basali che cauline; quelle prossimali sono opposte e formano delle rosette, la maggior parte delle altre sono alterne; sono più o meno sessili; le lamine variano da strettamente spatolate a lineari o lanceolate (quelle distali); i margini sono interi o seghettati; la superficie è irsuta o strigosa, sericea, pelosa o villosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari o raggruppati in lasse cime panicolate, corimbose o racemose. I capolini, di tipo radiato e peduncolati, sono formati da un involucro, con forme da campanulate a obconici o globosi, composto da 5-13 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Sono presenti delle brattee peduncolari ghiandolose sulla superficie e sui margini. Le brattee dell'involucro sono lanceolate o oblanceolate, erbacee, avvolgenti un fiore ligulato. Il ricettacolo, non persistente, è convesso, può essere ispido o glabro, è inoltre provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono da 5 a 13; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (fino a 60) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi o funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [9]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con 2-3 profondi lobi; le corolle sono colorate di bianco;
  • fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto; la parte apicale ha 5 lobi con forme variabili da deltate a lanceolate-ovali; i colori sono bianco o viola.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, colorate di viola scuro, sono provviste di appendici con forme coniche, ma prive di ghiandole. Le cellule dell'endotecio sono a forma da quadrata a cilindrica, con un ispessimento polare. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi sono troncati e papillosi. Le appendici spesso sono più corte delle linee stigmatiche che sono disposte su due linee e marginali.

Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. La forma degli acheni è più o meno affusolata o obcompressa con delle coste (fino a 10 coste); la superficie è sericea e gli apici sono privi di becco. Il pappo è assente o coroniforme o formato da 12-20 scaglie ciliate o piumose.

Biologia

Riproduzione . Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in California (endemismo).[2]

Sistematica

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Specie

Il genere comprende 2 specie:[2]

Filogenesi

Questo genere appartiene alla sottotribù Madiinae della tribù Madieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee dell'involucro che in parte o del tutto racchiudono l'ovario dei fiori del raggio oppure il relativo achenio; dal ricettacolo che è del tutto o parzialmente provvisto di pagliette (nei capolini discoidi le pagliette sono indistinguibili dalle brattee dell'involucro).[8]

Il genere Blepharizonia nella sottotribù occupa una posizione filogenetica più o meno centrale e insieme ai generi Calycadenia, Osmadenia e Hemizonia formano un clade.[7] Le specie dei generi Blepharizonia e Hemizonia congesta (il secondo genere è monotipo) si distinguono solamente se si esaminano con attenzione le ghiandole fogliari e altri particolari minimi. In effetti i dati molecolari hanno dimostrato che Blepharizonia è "gruppo fratello" di Hemizonia. Inoltre entrambi condividono un numero cromosomico di 2n = 28.[11] Alle analisi del DNA Blepharizonia risulta monofiletico.[12]

La storia tassonomica del genere è stata oscillante. In precedenti analisi le due specie di questo genere sono state trattate come varietà, sottospecie o specie. Tuttavia da conclusive analisi è risultato che le due specie hanno percorso delle linee evolutive distinte e formano due cladi monofiletici ben supportati. Ossia le due linee sono antiche, divergenti, parzialmente intersterili, con distribuzioni che si sovrappongono ma senza fusione genetica.[13]

Alcuni caratteri distintivi del genere:[8]

  • le corolle dei fiori del raggio sono bianche, qualche volta sono gialle, le ligule spesso sono provviste di righe porporine nella parte abassiale;
  • gli acheni dei fiori del raggio sono privi di becco o con un becco diritto e poco visibile;
  • il ricettacolo è provvisto di pagliette solamente per la base dei fiori del disco più esterni;
  • i fiori del disco sono ermafroditi.

Il numero cromosomico delle specie di Blepharizonia è: 2n = 16[8] e 2n=28</ref name=eFloras/>.

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b c (EN) Blepharizonia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 31 luglio 2026.
  3. ^ a b eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 31 luglio 2026.
  4. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 31 luglio 2026.
  5. ^ Strasburger 2007, pag. 860
  6. ^ Judd 2007, pag.517
  7. ^ a b c Funk & Susanna 2009, p. 698.
  8. ^ a b c d e Kadereit & Jeffrey 2007, p. 501.
  9. ^ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  10. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  11. ^ eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  12. ^ Bruce G. Baldwin, A phylogenetic perspective on the origin and evolution of Madiinae, in Tarweeds & Silverswords: Evolution of the Madiinae (Asteraceae), vol. 11, Publisher: Missouri Botanical Garden Press, 2003, pp. 193-228.
  13. ^ Bruce G. Baldwin, Robert E. Preston, Bridget L. Wessa and Margriet Wetherwa, A Biosystematic and Phylogenetic Assessment of Sympatric Taxa in Blepharizonia (Compositae-Madiinae), in Systematic Botany, vol. 26, n. 1, 2001, pp. 184-194.

Bibliografia

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