Men in Red
Men in Red, o MIR, è un collettivo italiano attivo tra la metà degli anni Novanta e i primi anni del Duemila. Afferente al network informale dell'Ufologia Radicale (UR) formatosi durante le occupazioni studentesche del movimento della Pantera nelle città di Roma, Palermo e Bologna[1], il collettivo, di base a Roma, si caratterizza per un’interpretazione politica del fenomeno UFO in chiave marxista e situazionista[2]. Qui l'aggettivo radicale va inteso nel solco della tradizione della cosiddetta Critica radicale di matrice italiana e francese rappresentate da teorici come Giorgio Cesarano e Jacques Camatte[3].
In questo contesto critico, affine all’area antagonista dei centri sociali occupati e autogestiti e delle occupazioni delle facoltà universitarie degli anni Novanta[4], il collettivo si rende disponibile al dialogo e al confronto con l’ufologia d'impostazione più tradizionale ignorata, al contrario, dal resto dell'UR. Tale direzione è intrapresa intervenendo polemicamente in convegni tenuti da organizzazioni come il CUN e il CISU, pubblicando due numeri dell’omonima rivista[5] e dando alle stampe, nel 1999 per l’editore Castelvecchi, un saggio divulgativo.
Noto è lo slogan utilizzato dal collettivo: “Ufo al popolo!”[2]
Storia
Da quanto riportato dal libro Detonazione! Percorsi, connessioni e spazi altri nella controcultura romana degli anni Novanta, testo di raccolta di materiali provenienti dal movimento anticapitalista romano, nel collettivo Mir convergono principalmente tre precedenti esperienze: il Luther Blissett Project (l'ala romana), il collettivo RAM (Rizoma per l'Autogestione della Metropoli) di base nella Facoltà di Sociologia di Roma e la rivista cyberpunk Codici Immaginari[6].
Nell’ambito della riflessione ufologica e anticapitalista del network dell’Ufologia radicale, il 4 aprile 1998, il collettivo Mir decide d’intervenire al VI Simposio Mondiale d’Ufologia organizzato dal Cun a San Marino. Si tratta in assoluto della prima apparizione pubblica del gruppo che, non ufficialmente invitato a partecipare al convegno, occupa temporaneamente il palco del teatro del turismo di San Marino, interrompendo il programmato svolgersi dei lavori. L’irruzione sarà l’occasione per leggere un comunicato d’accusa contro l’approccio dell’ufologia tradizionale considerata dal collettivo un'emanazione di apparati statali borghesi[7].
Nello stesso periodo, il collettivo Mir pubblica il primo numero dell’omonima rivista[5] autoprodotta e stampata, distribuita in molte città italiane grazie agli infoshop dei centri sociali e alle librerie Feltrinelli che allora ancora disponevano di spazi d'esposizione per riviste e pamphlet autoprodotti. Fino a quel momento, il collettivo aveva prodotto solo succinti bollettini fotocopiati reperibili esclusivamente in situazioni di movimento[6].
Ancora, nel 1998 il collettivo Mir interviene, negli spazi del centro sociale Link di Bologna, alla Seconda Conferenza Intergalattica organizzata dal network dell’Associazione Astronauti Autonomi (AAA): «una rete di gruppi d'intellettuali e artisti legati al mondo del Web e provenienti da varie nazioni, impegnato a studiare lo spazio in quanto nuova frontiera di suggestioni per la cultura antagonista»[8]. Da quel momento, la collaborazione tra i due gruppi, circa questioni inerenti alla lettura politica dello spazio extratmosferico, sarà continua, ma non poco problematica, contrapponendo l’approccio marxista dei Mir a quello anarchico della AAA[7][9][10][11].
Il secondo numero dell’omonima rivista[5] raccoglierà i resoconti dell’intervento presso il VI Simposio Mondiale d’Ufologia e di quello relativo alla Seconda Conferenza Intergalattica, nonché la rassegna stampa nazionale dei quotidiani che all’epoca riferirono circa il punto di vista espresso dal collettivo sul fenomeno ufologico[2][1][12][13].
Sulla scia di questo interesse mediatico il collettivo, in forma anonima, compare nell'agosto del 2002 in uno speciale di Studio aperto su Italia1[14].
Nel 1999 il collettivo Mir pubblica per la casa editrice Castelvecchi il libro Ufologia Radicale. Manuale di contatto autonomo con extraterrestri. Il testo raccoglie una controstoria della fenomenologia ufologica mondiale, una sintesi delle teorie dell’ufologia radicale e dei presupposti filosofici e sociologici che l’animano (dal filosofo situazionista Guy Debord al sociologo Jean Baudrillard, fino al contattista George Adamski)[2], nonché una serie di pratiche, dette "esopratiche", tipiche dell’azione politica ufologica radicale tra cui lo skywatching, il veganesimo come presupposto etico per il contatto con civiltà aliene e l'UfoCiclismo.
Nel 2001 il collettivo organizza un'ultima azione dimostrativa inscenando segretamente il finto atterraggio di un disco volante su un prato dinnanzi l'Acquafan di Riccione, nota come la beffa ufo di Riccione. Il caso di cui si interessa il CUN acquisisce velocemente tratti di sensazionalismo giornalistico e solo l'intervento chiarificatore della giunta comunale interromperà l'incontrollato circolare d'informazioni[15][16]. All'epoca del caso ufologico s'interessarono l'Ansa, Studio Aperto (Italia1)[17], Tg3 regione, Il Resto del Carlino e La Voce di Rimini.
Nel 2003, il sito ufficiale del collettivo annuncia la fine dell'esperienza e lo scioglimento del collettivo[10].
Pensiero
In una intervista a il Mattino dell'8 gennaio 2023, il collettivo Wu Ming evidenzia la matrice bogdanoviana del marxismo dei Mir sottolineando la somiglianza tra il racconto di fantascienza La Stella Rossa scritto nel 1908 dal leader bolscevico e l'idea di comunismo interplanetario proprio del collettivo romano[18].
L'autore statunitense A.M. Gittlitz nel suo volume I Want to Believe: Posadism, UFOs and Apocalypse Communism[19] sottolinea l'ascendente delle teorie posadiste rispetto alle prospettive politiche del collettivo Mir. Gittlitz fa riferimento, in particolar modo, all'idea espressa tanto da J. Posadas che dal collettivo romano che i viaggi spaziali interplanetari saranno possibili solo a patto che le civiltà coinvolte abbiano eliminato i limiti allo sviluppo sociale imposti dal conflitto capitalista in favore di una più estesa cooperazione intellettuale e tecnologica di tutti gli individui. Tuttavia, i Mir hanno esplicitamente riconosciuto un debito intellettuale non verso Posadas, ma nei confronti dell'ufologo e guerrigliero argentino Dante Minazzoli[20][21] , vicino alla causa posadista, ma non del tutto allineato ad essa. A partire dal testo di Minazzoli, Perché gli extraterrestri non prendono contatto pubblicamente? Come vede un marxista il fenomeno degli ufo, i Mir sviluppano l'idea della necessità che il contatto con eventuali civiltà aliene non debba transitare per le istituzione riconosciute. Il contattismo promosso da Minazzoli diviene, in chiave materialista, contattismo autonomo, ovvero la capacità individuale o di comunità autorganizzate di gestire autonomamente un rapporto con esseri provenienti da altri mondi[8][1].
Un'altra fonte esplicita d'ispirazione delle idee dei Men In Red proviene dall'esperienza della rivista milanese Un'ambigua utopia. Sul numero 2 della rivista Mir, infatti, trova spazio l'articolo di una delle figure pù influenti di quell'esperienza del movimento del 77: Antonio Caronia.
La ricerca Eurispes del 1999 condotta sul network dell'ufologia radicale, con un focus sull'esperienza del collettivo Mir, evidenzia come l'aspetto più caratteristico di questa proposta politica sia stato quello d'aver coniugato la riflessione anticapitalista alla prospettiva interpretativa del fenomeno ufologico[2]. Nel 2007 Roberto Pinotti, per anni presidente del CUN scriveva: «Per costoro l’imperativo “UFO al popolo!”, che nega a chicchessia il diritto di “gestire” il fenomeno (e su questo possiamo anche essere d'accordo), esprime al contempo il più che discutibile concetto che gli UFO vadano visti non come un fine ma come un semplice mezzo per abbattere la realtà borghese, capitalista e imperialista del sistema, ha in fondo una coerenza e comunque una sua logica di cui occorre prendere atto»[22].
Influenza
Nel 1999 l'istituto di ricerca Eurispes definisce l'esperienza dei Mir come un Terzo polo rispetto all'approccio interpretativo dei due principali centri studi sul fenomeno ufo Cun e Cisu[2].
La rivista Tempi, in un articolo del 1999, inserisce il collettivo Mir tra le tendenze contemporanea legate alla popolarizzazione del fenomeno UFO[23].
Nel 2000 il centro studi Cesnur inserisce i Men in red e l'AAA nell'enciclopedia delle religioni in Italia curata da Massimo Introvigne e Pierluigi Zoccatelli[8].
Nel 2008 l'enciclopedia Treccani inserisce il concetto di "contattismo autonomo" dei Mir nella voce Contattismo tra i neologismi di quell'anno[24] .
In Rapporto Italia 2010 l'istituto di ricerca Eurispes torna sulla questione del ruolo avuto negli anni precedenti dal collettivo Mir: «Nel 1998 con l’uscita di Mir (Men In Red), una rivista distribuita nelle librerie specializzate, l’Ur assumerà ufficialmente il ruolo di terzo polo dell’ufologia nazionale. La sua politica sarà fondata essenzialmente sull’annullamento dei ruoli tra avvistatore e indagatore, elemento centrale di Cisu e Cun nella metodologia di indagine»[25].
Il film indipendente del 2012 Space Metropoliz parafrasa il motto dei Mir "Ufo al popolo!" trasformandolo in "Luna al popolo!".
Nel settembre 2017 la rivista Vice racchiude sotto il titolo di “Ufo al Popolo!” e rave nello spazio – Breve storia dei ‘comunisti spaziali’ italiani tanto l'esperienza del collettivo Mir che quella nel network dell'AAA[7]. Nello stesso articolo si evidenzia il legame tra il Mir e la pratica cartografica dell'Ufociclismo[26], ritenuta l'attuale continuatrice di quell'esperienza politica[27][10].
In un articolo de Il manifesto dell'11 ottobre 2022 il collettivo Wu Ming sottolinea il debito verso Mir e il network dell'Ufologia radicale per quel che concerne il proprio romanzo Ufo78[28]
Sempre Wu Ming in un'intervista del 2023 a Jacobin italia torna a citare gli ufologi radicali per quel concerne le fonti d'ispirazione del suddetto romanzo[29].
In un articolo della rivista spagnola Letras Corsias, dal titolo Daft Punk en el espacio, si propone un parallelo tra la visione fantascientifica dei MIR e l'approccio della band francese Daft Punk[30]
Nel 2025 la rivista Blast in un articolo sulla saga Alien propone un parallelismo tra la narrazione cinematografica e l'approccio politico dell'UR[31].
Nel suo Novanta. Una controstoria culturale edito per Einaudi, Valerio Mattioli annovera il Mir e l'Ufologia radicale tra le esperienze più significative di quegli anni assieme all'AAA, al collettivo Luther Blissett e a riviste provenienti dall'area dei centri sociali come Torazine e Decoder[11].
Note
- ^ a b c Stefania Scateni, A.A.A. giovani aspiranti astronauti (PDF), in l'Unità, 6 marzo 1999. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b c d e f Eurispes, IV - Giovani/Anziani, in Rapporto Italia 1999, Roma, Eurispes, 1999, p. 681.
- ^ Carmilla Redazione, Ludd, ovvero dell’insurrezione permanente, su Carmilla Online, 26 luglio 2018. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Totus Tuus Rassegna Stampa, Culti dei dischi volanti: non più solo una curiosità, su Rassegna Stampa Totus Tuus, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b c (autore non specificato), Grafton9, su Grafton9, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b AA.VV., Detonazione! Percorsi, connessioni e spazi altri nella controcultura romana degli anni Novanta, Roma, Rave Up Books, 2020.
- ^ a b c Vice Staff, UFO al popolo e rave nello spazio: breve storia dei comunisti spaziali italiani, su Vice Italia, 13 agosto 2020. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b c CESNUR, Dagli astronauti autonomi ai men in red, su CESNUR - Centro Studi sulle Nuove Religioni, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Machina - DeriveApprodi, Cosmoanticapitalismo, su Machina - DeriveApprodi, 22 ottobre 2020. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b c Nero Editions, Pretendi la terza spaziale, su NOT - Nero Editions, 7 luglio 2021. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ a b Valerio Mattioli, Novanta. Una controstoria culturale, collana Maverick, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2025, p. 552, ISBN 9788806266233.
- ^ Emanuela del Frate, Con i MIR per liberare Marte e gli alieni dissidenti (PDF), in l'Unità, 21 novembre 2002. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Tiziana Platzer, Così Marx è finito in orbita, su La Stampa, 5 dicembre 2000. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ YouTube, UFO al Popolo – Video, su YouTube, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Newsrimini, Falsi UFO, denunciato il Comune, su Newsrimini, 27 luglio 2001. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Guerriglia Marketing, Riccione Press, su Guerriglia Marketing, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Andrea Natella / YouTube, UFO al Popolo – Video (Andrea Natella), su YouTube, (data non specificata). URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ (autore non specificato), Gli avvistamenti degli UFO per sfuggire agli alieni (PDF), su Il Mattino / Wu Ming Foundation, 8 gennaio 2023. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ (EN) A.M. Gittlitz, I Want to Believe: Posadism, UFOs and Apocalypse Communism, Londra, Pluto Press, 2020.
- ^ CESNUR, Il Cenacolo: luglio 2001, su CESNUR - Centro Studi sulle Nuove Religioni, luglio 2001. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Intervista di Alfredo Lissoni a Dante Minazzoli
- ^ R. Pinotti, UFO: il fattore contatto, Milano, Mondadori, 2007, p. 40, ISBN 9788804564379.
- ^ Tempi, Aiuto, gli UFO sono entrati in rete e nei calzoni, su Tempi, 19 luglio 2001. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Contattismo, su Vocabolario Treccani, Neologismi, Istituto della Enciclopedia Italiana. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ^ Eurispes, Spirito/Materia, in Rapporto Italia 2010, Roma, Eurispes, 2010, p. 1090.
- ^ Vice Italia, Ufociclismo: la bicicletta nella grande città, su Vice Italia, 14 settembre 2017. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ^ Marinella Correggia, Forse bisogna guardare al cosmo per fare la rivoluzione in terra, in il manifesto, 8 gennaio 2023. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ^ Giuliano Santoro, Incontri ravvicinati e traumi irrisolti davanti alla sfida del narrare, in il manifesto, 21 ottobre 2023. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ^ Cambiare la realtà guardando il cielo, su Jacobin Italia. URL consultato il 1º dicembre 2025.
- ^ (ES) RC30. Daft Punk en el espacio, su Letras Corsarias.
- ^ Alien Spartacus, su Il Blast. URL consultato il 1º dicembre 2025.
Bibliografia
- Men in Red, Ufologia Radicale, ed. Castelvecchi, 1999.
- Molti/e Compagni/e, Detonazione! Percorsi, connessioni e spazi altri nella controcultura romana degli anni Novanta, ed. Rave Up, 2020.
- Cobol Pongide, CosmoAntiCapitalismo. Critica e conflitto nel tempo della conquista dello spazio, ed. Novalogos, 2021.
- Valerio Mattioli, Novanta. Una controstoria culturale, Torino, Einaudi, 2025, ISBN 978-88-06-26623-3.
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