LACAB GR.8
| LACAB GR.8 | |
|---|---|
| Descrizione | |
| Tipo | Aereo da bombardamento |
| Equipaggio | 3-5 |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 14 maggio 1936 |
| Data ritiro dal servizio | maggio 1940 |
| Esemplari | 1 |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 13,45 m |
| Apertura alare | 18,00 m |
| Altezza | 4,15 m |
| Superficie alare | 65,00 m² |
| Peso a vuoto | 3.400 kg |
| Peso max al decollo | 5.200 kg |
| Propulsione | |
| Motore | due radiali Gnome-Rhône 14Kdrs |
| Potenza | 820 CV (603 kW) a 0 m |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 360 km/h a 4.000 m |
| Autonomia | 1.000 km |
| Tangenza | 8.000 m |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | 6 Browning-FN calibro 7,62 mm |
| Bombe | 800 kg |
i dati sono estratti da LACAB GR.8 Doryphore[1] | |
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Il LACAB GR.8 era un aereo da bombardamento e caccia pesante belga sviluppato della seconda metà degli anni Trenta del XX secolo e rimasto allo stadio di prototipo.[2][3]
Storia del progetto
Nel 1934 il governo belga, in conseguenza dell'inizio del riarmo tedesco, emanò una specifica per un bimotore "Croiseur aérien" o incrociatore volante, da impiegare nel 3° Reggimento d'aviazione della Aviation militaire/Militair Vliegwezen, in linea con una tendenza tipica dell'epoca per i grandi aerei da combattimento plurimotore.[N 1][2][4]
La specifica per questo bombardiere prevedeva l'utilizzo di due motori radiali Gnome-Rhône 14Kdrs da 780 CV e un equipaggio di tre persone.[5] Altre specifiche richiedevano che potesse eseguire acrobazie aeree, in modo da poter essere utilizzato anche come caccia pesante, potesse volare orizzontalmente a 350 km/h alla quota di 4.000 m, avesse una tangenza di 8.000 m, e una velocità di atterraggio di 115 km/h.[2][5] Inoltre l'aereo doveva essere dotato di doppi comandi, al fine di consentire il pilotaggio dell'aereo anche dal mitragliere posteriore.[5]
Al requisito per il "Croiseur aérien" risposero le aziende LACAB (Les Ateliers de Constructions Aéronautiques Belges), con il GR.8, e Stampe et Vertongen di Deurne, con lo SV.10.[3] Il progetto GR.8 fu elaborato dagli ingegneri Servais, capo progettista della SABCA, e Wulfson, capo progettista della LACAB.[5] Esso fu inizialmente concepito per utilizzare due motori britannici Rolls-Royce Kestrel IIS a 12 cilindri a V, raffreddati a liquido, ciascuno da 487 CV (358 kW), dotati di un radiatore comune montato sotto la fusoliera.[3] I motori Kestrel furono scelti perché la Avions Fairey li aveva installati sui caccia Fairey Firefly IIM, consentendo la standardizzazione dei propulsori su tutti i velivoli dell'aeronautica militare belga e semplificandone notevolmente la manutenzione.[3] Tuttavia, durante lo sviluppo, il peso del velivolo aumentò a tal punto che i motori Rolls-Royce Kestrel IIS vennero giudicati insufficienti per raggiungere le prestazioni richieste.[3] Alla fine, la scelta cadde sui potenti motori radiali francesi Gnome-Rhône 14Kdrs.[3] Durante il suo successivo sviluppo, il LACAB GR.8 subì diversi miglioramenti.[4] Il carrello d'atterraggio fu dotato di carenatura e la posizione del mitragliere anteriore fu riprogettata.[4]Il prototipo venne costruito presso gli Ateliers Jef Guldentops (SABCA) di Evére.[5]
Descrizione tecnica
Aereo da bombardamento, biplano, bimotore, di costruzione mista.[3] Le ali disuguali dell'aereo erano costruite da due longheroni realizzati interamente in legno e rivestimento in compensato.[3] Gli alettoni, montati solo sull'ala superiore, avevano un telaio in duralluminio e un rivestimento in tessuto.[3] Lo stabilizzatore verticale e quello orizzontale avevano un disegno simile a due longheroni, con un telaio in legno e un rivestimento in compensato.[3] I compensatori erano installati sull'elevatore e sul timone.[3] La fusoliera era basata su una struttura reticolare di tubi d'acciaio saldati, rivestita in fogli di duralluminio, compensato e tessuto.[3] La porta d'ingresso era situata sul lato di destro della fusoliera, sopra l'ala inferiore.[3]
La propulsione era affidata a due motori radiali Gnome-Rhône 14Kdrs, a 14 cilindri a doppia stella raffreddati ad aria eroganti la potenza di 780 CV (573 kW) a 4.000 metri e 820 CV (603 kW) a 0 m.[3] Essi azionavano eliche tripala metalliche a passo fisso.[3] I motori erano ricoperti da cappottature NACA e installati in corte gondole aerodinamicamente raffinate, poste tra le superfici portanti.[3] Le sezioni inferiori delle gondole erano collegate tramite montanti alla fusoliera e ai bracci del carrello di atterraggio principale, le cui ruote erano coperte da carenature.[3] L'aereo saliva a 4.000 m in sette minuti.[3]
L'armamento era composto da 6 mitragliatrici Browning-FN calibro 7,62 mm montate a coppie.[6] Le mitragliatrici erano installate 2 fisse nella parte anteriore vetrata della fusoliera, due nella torretta dorsale e due in una postazione ventrale, accessibile al mitragliere tramite un portello.[6] Il vano bombe poteva trasportare un carico di 400 kg, oltre a un massimo di 400 kg di bombe sotto le ali.[3]
Impiego operativo

L'assemblaggio del prototipo del GR. 8 fu completato entro la fine di aprile del 1936, e l'aereo volò per la prima volta, per 14 minuti, il 14 maggio dello stesso anno nelle mani del collaudatore Charles Rooms.[5][1] Dopo un breve periodo di collaudo da parte dei piloti di fabbrica, fu rilevarono che il velivolo era instabile in tutte le possibili configurazioni e durante tutte le fasi, dal decollo all'atterraggio.[3] Il 25 maggio 1935 il prototipo fu consegnato allo S.C.M.U. e ricevette i simboli dell'aeronautica militare tre giorni dopo.[5] il 2 giugno 1936 il velivolo fu consegnato all'Aeronautica Militare belga per le prove ufficiali, durante le quali i piloti collaudatori soprannominarono l'aereo "Doryphore".[4][1] L'obsolescenza del modello divenne evidente durante i collaudi (la maggior parte dei paesi stava già costruendo velivoli interamente in metallo con carrello principale retrattile), mentre il comando dell'aeronautica militare belga continuava a credere nelle capacità e nelle prestazioni del velivolo che avrebbe potuto essere potenzialmente utilizzato come aereo di "polizia" coloniale nei territori africani belgi.[3] Dopo lo scoppio della guerra civile spagnola l'aeronautica repubblicana tentò di acquistare l'aereo, ma non fu possibile a causa della proclamazione dell'embargo internazionale di vendita delle armi ai due contendenti.[N 2] [1] Anche l'interesse per la costruzione di una serie di 4 LACAB GR.8 Doryphore da fornire alle forze repubblicane spagnole che combattevano contro l'aeronautica franchista, supportata dai tedeschi e dagli italiani, non si concretizzò mai, più per ragioni diplomatiche e politiche che finanziarie.[4] I test del GR.8 procedettero molto lentamente, ed inoltre, il 4 aprile 1938, durante l'atterraggio sul campo d'aviazione di Haren, il carrello destro del prototipo cedette e la parte inferiore dell'ala si staccò, danneggiando gravemente l'aereo che fu restituito alla SABCA per le riparazioni, poiché la LACAB era ormai in crisi e sull'orlo della chiusura.[4][1][3] Una volta riparato il velivolo effettuò diversi voli nel 1939, ma poiché il produttore era ormai fallito, la produzione in serie non ebbe seguito così come per suo concorrente, l'SV.10.[4]
Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il GR.8 prestò servizio nell'aeronautica militare belga volando però raramente, ed effettuando principalmente voli di supporto prima di rimanere per lo più inutilizzato in un hangar dell'aeroporto di Evere.[3] Lì, il 10 maggio 1940, dopo l'inizio dell'offensiva tedesca nell'Europa occidentale, il GR.8 fu distrutto durante un massiccio bombardamento da parte di aerei tedeschi.[1] Per sostituire il GR.8 il Belgio acquistò i bombardieri leggeri monomotore Fairey Battle britannici.[3]
Utilizzatori
Note
Annotazioni
- ^ Il "Croiseur aérien" era interpretazione belga del concetto francese di "Multiplace de Combat" sfociato nel programma BCR.
- ^ Il governo repubblicano spagnolo, che stava vivendo una grave carenza di velivoli moderni, mostrò interesse per il LACAB GR.8. A quel tempo, in Francia, aveva già ordinato i bombardieri pesanti Potez 540 e Bloch MB 210, ed erano in corso trattative con altri paesi. Gli spagnoli conoscevano già i dati preliminari dei collaudi del GR.8 ed erano generalmente soddisfatti del velivolo. Fu concluso un accordo preliminare per la consegna di un prototipo alla Spagna, ma la sua attuazione fu impedita da un divieto imposto dalla Società delle Nazioni.
Fonti
Bibliografia
- (EN) C.G. Grey e Leonard Bridgman, Jane's All the World's Aircraft 1938, London, Sampson Low, Marston & Company, Ltd., 1938.
- (NL) John Pacco, Het Militar Vliegwezen-L'Aéronautique militaire 1930-1940, JP Publications, 2003.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (FR) LACAB GR.8 Doryphore, su Histaviation. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (EN) LACAB GR.8 Doryphore, su Belgian Wings. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (RU) LACAB GR.8, su Airwar. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (EN) LACAB GR.8, su Aviastar. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (FR) LACAB GR.8 Doryphore, su Avions Legendaires. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (FR) LACAB GR.8 Doryphore (PDF), su Fnar. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (PL) LACAB GR.8 Doryphore, su Encyklopedia. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- (FR) LACAB GR.8 Doryphore, su Aviation Ancienne. URL consultato il 23 dicembre 2025.
- Video
- BFP Episode 8: the LACAB GR.8, su youtube.com.
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