Jensia

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Jensia
Jensia rammii
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMadieae
SottotribùMadiinae
Genere Jensia
B.G.Baldwin, 1999
Classificazione Cronquist
taxon non contemplato
Specie

Jensia B.G.Baldwin, 1999 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae e sottotribù Madiinae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere è stato dato in onore di Jens Christian Clausen (1891–1969), botanico californiano.[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Bruce Gregg Baldwin (1957-) nella pubblicazione " Novon; a Journal for Botanical Nomenclature. St. Louis, MO" ( Novon 9(4): 464) del 1999.[4]

Descrizione

Il portamento
Jensia yosemitana
I fiori
Jensia yosemitana

Portamento. Le specie di questo genere] hanno un habitus erbaceo annuale. Inoltre non possono praticare l'autoimpollinazione.[5][6][7][8][3]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Altezza media: 5-60 cm.

Foglie. Le foglie sono perlopiù cauline; quelle prossimali sono a disposizione opposta, quelle distali sono alterne; tutte sono sessili. lamine da spatolate a lineari, margini interi o dentati, faccia irsuta o strigosa (le foglie distali talvolta anche stipitate-ghiandolari)

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati raggruppati in strutture corimbose. Sono presenti delle brattee peduncolari ghiandolose ma non spinose. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da obconiche o urceolate a globose, composto da 2-12 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee involucrali hanno delle forme da lanceolate a lanceolate-attenuate, sono erbacee e ciascuna avvolge interamente un ovario dei fiori ligulati. Il ricettacolo è piatto o convesso, può essere ispido o glabro ed è inoltre provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 3-5 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): da 2 a 12; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (1-65) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [9]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con alcuni lobi; le corolle sono colorate di giallo;
  • fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto; la parte apicale ha 5 lobi con forme variabili da deltate a lanceolate-ovali; i colori sono giallo o varietà più scure.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, colorate di viola scuro, sono provviste di appendici con forme da ovate-deltate, ma prive di ghiandole. Le cellule dell'endotecio sono a forma da quadrata a cilindrica, con un ispessimento polare. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi variano da strettamente lanceolati a subulati e sono pelosi. Le appendici spesso sono più corte delle linee stigmatiche che sono disposte su due linee e marginali.

Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. Gli acheni sono compressi, clavati, arcuati e con facce glabre. Il pappo dei fiori del raggio è formato da una corona di squame; quelli dei fiori del disco sono formati da 5–7 squame subulate, increspate e ciliate.

Biologia

Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in California.[2]

Sistematica

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Specie

Il genere comprende 2 specie:[2]

Filogenesi

Questo genere appartiene alla sottotribù Madiinae della tribù Madieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee dell'involucro che in parte o del tutto racchiudono l'ovario dei fiori del raggio oppure il relativo achenio; dal ricettacolo che è del tutto o parzialmente provvisto di pagliette (nei capolini discoidi le pagliette sono indistinguibili dalle brattee dell'involucro).[8]

Il genere Jensia nella sottotribù occupa una posizione filogenetica abbastanza centrale; in particolare fa parte del "Madia lineage", un gruppo filogenetico ben definito all’interno della tribù Madieae formato dai generi Madia, Jensia, Carlquistia e Harmonia. Il genere comprende specie precedentemente incluse in Madia, ma viene riconosciuto come genere distinto sulla base di caratteri morfologici (in particolare la struttura dei capolini e dei frutti) e dati molecolari e forma un clade monofiletico separato. Jensia rappresenta una linea evolutiva antica all’interno delle "Madieae", con divergenze risalenti al tardo Miocene, in coincidenza con eventi di speciazione geografica nella California centrale.[11]

Alcuni caratteri distintivi del genere:[8]

  • il ciclo biologico di queste piante è annuo;
  • le antere sono colorate di purpureo scuro.

Il numero cromosomico delle specie di Jensia è: 2n = 16.[8]

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b c (EN) Jensia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 agosto 2026.
  3. ^ a b eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  4. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. ^ Strasburger 2007, pag. 860
  6. ^ Judd 2007, pag.517
  7. ^ a b Funk & Susanna 2009, p. 698.
  8. ^ a b c d e Kadereit & Jeffrey 2007, p. 504.
  9. ^ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  10. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  11. ^ Bruce G. Baldwin, A phylogenetic perspective on the origin and evolution of Madiinae, in Tarweeds & Silverswords: Evolution of the Madiinae (Asteraceae), vol. 11, Publisher: Missouri Botanical Garden Press, 2003, pp. 193-228.

Bibliografia

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