Henry Lafont
| Henry Lafont | |
|---|---|
| Nascita | Cahors, 10 agosto 1920 |
| Morte | Trémuson, 4 novembre 1990 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée de l'air Royal Air Force Forces aériennes françaises libres |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1938-1966 |
| Grado | Colonnello |
| Guerre | Seconda guerra mondiale Guerra d'Algeria |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) Campagna del Nordafrica |
| Battaglie | Battaglia d'Inghilterra |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Henry Lafont[1] | |
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Henry Lafont (Cahors, 10 agosto 1920 – Trémuson, 4 novembre 1990) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Commendatore della Legion d'onore, l'Ordre de la Libération e la Croix de guerre 1939-1945[2] Dal 1967 al 1984 fu direttore generale del Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget[3].
Biografia
Nacque il 10 agosto 1920 a Cahors, dipartimento del Lot, figlio di un commerciante.[1] Intorno ai 12 o 13 anni andò a un'esibizione aerea a Montauban, appassionandosi al mondo dell'aviazione.[4] Decise di diventare pilota grazie ai corsi dell'Aviazione Popolare del Var, voluti dal Fronte Popolare, volando sui Salmson Cricri a Cuers-Pierrefeu, dove dopo 6-7 ore di volo, passo sui Caudron Luciole.[3] Grazie alla guida di un istruttore, il signor Nolet, veterano della Grande Guerra, ottenne il brevetto di pilota di primo livello all'età di 18 anni.[3]
Si stava preparando per entrare alla Scuola Arts et Métiers quando il 4 novembre 1938 si arruolò nell'Armée de l'air.[1] Formatosi alla Scuola di volo di Aulnat, dove ottenne il brevetto di pilota militare, entrò poi nella Scuola di Istres.[1] Al termine dell'addestramento, nel novembre 1939 venne assegnato come sergente in servizio attivo alla Scuola di addestramento caccia di Orano-La Sénia, in Algeria.[1] Qui volò per 30 ore sul caccia Morane-Saulnier MS 406.[3] Rifiutando la firma dell'armistizio con la Germania, avvenuta il 22 giugno 1940, lasciò Orano il 30 giugno 1940 a bordo di un aereo Caudron C.445 Goéland in compagnia di René Mouchotte, Charles Guérin, André Sorret, e Jimmy Held.[5] Poiché le eliche del velivolo erano state deliberatamente disallineate per impedire qualsiasi tentativo di fuga, il decollo poté avvenire solo grazie alla determinazione di Mouchotte che, ai comandi dell'aereo, "tirò" il C.445 Goéland fuori dalla pista all'ultimo minuto.[1]
I fuggitivi atterrarono presso l'ippodromo di Gibilterra, trasformato in campo d'aviazione improvvisato, dove furono accolti e rifocillati.[3] Il giorno prima della partenza, videro la flotta britannica lasciare il porto senza conoscerne la destinazione: la rada di Mers-el-Kébir.[3] Insieme a una trentina di compagni salparono per la Gran Bretagna a bordo del peschereccio francese Le Président Houduce.[3] Per sfamarsi Gérard Weil insegnò loro a pescare il tonno.[3] Il 13 luglio 1940 arrivarono a Liverpool, in Inghilterra, appena in tempo per partecipare alla parata francese del 14 luglio a Londra, alla presenza del generale Charles de Gaulle. In Francia, il governo di Vichy condannò a morte i "ribelli" che si erano arruolati in un esercito straniero per continuare la lotta e che non erano tornati in Francia entro il 15 agosto.[3]
Lui si arruolò immediatamente nella Royal Air Force.[N 1] [2] Dopo un breve corso presso l'Operational Training Unit di Sutton Bridge, vicino a Salisbury.[2] Il mese successivo, il 10 settembre 1940, venne assegnato al No.243 Squadron RAF in Irlanda del Nord.[3] Dal 16 settembre fu integrati nella Flight B del No. 615 Squadron RAF presso l'aeroporto di Kenley, Prestwick (Surrey), un'unità dell'Auxiliary Air Force.[3] Il 9 ottobre 1940 lo squadron fu mandato a Northolt, un sobborgo di Londra, per dare il cambio a un reparto di piloti polacchi.[3]
A bordo di un caccia Hawker Hurricane, partecipò alla battaglia d'Inghilterra, durante la quale compì oltre 100 missioni difensive per quasi 200 ore di volo in combattimento.[5] Dimostrò il suo valore in diversi scontri vittoriosi, in particolare il 26 febbraio, quando abbatté un aereo e ne danneggio gravemente un altro, e il 15 marzo 1941, quando distrusse un Messerschmitt Bf 109.[2][3] Da luglio al dicembre 1941, fu istruttore presso l'Operational Training Unit a Crossby-on-Eden, vicino a Carlisle (Northumberland), dove addestrò più di 60 piloti francesi.[3][1] Entrato nelle Forces aériennes françaises libres partì volontario per il Medio Oriente, dove nel gennaio 1942 si unì al Groupe de chasse "Alsace", allora in formazione ad Abu Sweir, vicino a Ismailia (Egitto).[3] Partecipò alla campagna di Libia, e il 30 maggio 1942, durante una pattuglia notturna, attaccò un bombardiere nemico, che probabilmente abbatté.[2] Il 27 giugno 1942, attaccato da una forza nemica numericamente superiore, fu ferito e abbattuto dopo aver danneggiato un Messerschmitt Bf 109F.[5] Durante questa campagna volò quasi 50 missioni offensive e difensive.[1] Si imbarcò verso l'Inghilterra intorno all'ottobre del 1942 per far rimuovere le schegge, e da Lagos (Costa d'Avorio) a Londra, il viaggio avrebbe dovuto durare 12 giorni.[3] Ma, dirigendosi verso ovest, un lungo viaggio lo portò in nave a Trinidad e Freetown (Sierra Leone), e poi a New York dove fu curato.[3]
Ritornò in Gran Bretagna per rientrare in servizio al Groupe de chasse "Alsace" basato a Biggin Hill, nel gennaio 1943 al fine di prepararsi a partecipare all'offensiva aerea sul fronte occidentale.[5] La sua ultima missione bellica ebbe luogo nel giugno 1943, in quanto colpito dalla dissenteria amebica nell'agosto successivo fu allontanato dalla prima linea.[3] Alla fine dell'anno, "per circa sei mesi", effettuò missioni di trasporto aerei volando sui Supermarine Spitfire Mk.IX, sugli Hawker Typhoon, e altri tipi all'interno dell'Inghilterra, in particolare a Croydon.[3] Dopo lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, arrivò con il distaccamento "Northern Zone Advance" per seguire le linee del fronte e svolgere missioni di ricognizione.[3] Fu a bordo di una nave da sbarco ad Arromanches, verso la metà di giugno del 1944, che vide per la prima volta la Francia liberata.[3]
Nel 1944 aveva accumulato più di 1.000 ore di volo, di cui 230 voli di combattimento, e 195 missioni, di cui 160 difensive e 35 offensive.[1] Due giorni dopo la Liberazione di Parigi, si ritrovò nella Capitale e andò a lavorare nell'ufficio del Ministro dei Trasporti Aerei, Max Huysmans.[3] Cercò di entrare nel personale di volo dell'Air France, ma durante la visita medica fu scartato per motivi di salute.[3]
Al termine della guerra aveva il grado di tenente, e al suo attivo due aerei abbattuti, uno probabile, e uno danneggiato.[1] Proseguì la sua carriera militare nell'Armée de l'air, e nel 1953, a Landsberg, si unì alla 1ª Divisione aerea statunitense, nota come 2ª Air Force.[3] Fu assegnato a un generale americano che comandava l'8ª Air Force in Germania.[3] A quel tempo, ce n'erano solo una decina.[3] Fu questo il periodo della creazione della 4ª Forza Aerea Tattica Alleata (TAF), che riuniva americani e francesi.[3] Due o tre mesi dopo, alla fine del 1953, era a Treviri, durante la formazione vera e propria della 4ª Forza Aerea Tattica Alleata (ATAF).[3] Promosso capitano, poi maggiore, svolse mansioni amministrative.[3] Fu poi trasferito a Londra, presso l'ufficio di standardizzazione militare della NATO e per sei anni fu uno dei quattro segretari internazionali, insieme a un britannico, un canadese e un americano.[3] Sotto gli ordini del Presidente, organizzò e diresse riunioni durante le quali gli esperti definirono le norme di standardizzazione, gli STANAG (accordi di standardizzazione).[3]
Nel 1958 venne richiamato in Francia, dove lavorò al Ministero della Difesa per sette mesi.[3] Poi, si recò al quartier generale della Quinta Regione Aerea in Algeria come capo di stato maggiore del generale Henry Martin, imparando a pilotare gli elicotteri.[3] Prese parte alle operazioni nel corso della guerra contro gli insorti ricevendo una citazione nel marzo 1960.[2] In quell'anno, a causa di una malattia, rimpatriò in Francia.[3] Nel 1963 fu trasferito a Berlino, presso l'ufficio del generale François Binoche, rimanendovi per due anni.[3] Lasciò l'aeronautica militare nel luglio 1966 con il grado di colonnello.[1] Dal 1967 al 1984 fu direttore generale del Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget e Direttore della società immobiliare aeronautica.[2] Nel 2002, in omaggio ai suoi commilitoni caduti in guerra, pubblicò un'opera di riferimento, Aviateurs de la Liberté. Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres.[1] Si spense a Trémuson, Côtes-d'Armor, il 2 dicembre 2011.[2]
Onorificenze
Onorificenze estere
Note
Annotazioni
- ^ Quattordici aviatori francesi, un ufficiale Philippe de Scitivaux, e tredici sottufficiali Didier Béguin, Pierre Blaize, Henry Bouquillard, Yves Brière, Maurice Choron, Émile François Fayolle, Charles Guérin, François de Labouchere, Xavier de Montbron, René Mouchotte, Georges Perrin, Jean Demozay e Henry Lafont vennero considerati sufficientemente addestrati da essere impiegati subito in combattimento. Dei tredici piloti della Francia Libera che parteciparono alla Battaglia d'Inghilterra, solo tre sopravvissero. Due di loro morirono accidentalmente dopo la guerra: Demozay nel 1945, Montbron nel 1955.
Fonti
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Ordre de la Liberation.
- ^ a b c d e f g h Ciel de Gloire.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai Veronique Chemla.
- ^ Veronique Chemla.
- ^ a b c d (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 compagnons : Histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
Bibliografia
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, Service historique de l'armée de l'air, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Vital Ferry, Croix de Lorraine et Croix du Sud 1940-1942: Aviateurs belges et de la France libre en Afrique, Paris, Editions du Gerfaut, 2006, ISBN 2-914622-92-9.
- (FR) Mémorial des Compagnons 1940-1945: Compagnons morts entre le 18 juin 1940 et le 8 mai 1945, Imprimerie nationale, 1961, ISBN 2-221-09997-4.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- (FR) Romain Gary, La Promesse de l'aube, Paris, Gallimard, 1960.
- Periodici
- (FR) Georges-Didier Rohrbacher, Les French Flights des Escadrilles Françaises su seins de la RAF, in Aéro Journal, n. 33, Agén-Boe, Aéro Éditions, aôut-septembre 2003.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (FR) Henry Lafont, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Hanry Lafont, su Ciel de Gloire. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) La mort d’un «as» des FFL: Henry Lafont est décédé près de Saint-Brieuc, su Lignesdedefense. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Henry Lafont (1920-2011), su Veronique Chemla. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Les Français libres dans la bataille d’Angleterre, su France Libre. URL consultato il 24 aprile 2025.
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