Acanthomorpha

Come leggere il tassobox
Acanthomorpha
Illustrazione di Percopsis omiscomaycus, un acantomorfo percopsiforme
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
CladeAcanthomorpha
Suddivisioni

Acanthomorpha (“a forma di spina”) è un gruppo estremamente diversificato di pesci teleostei caratterizzato dalla presenza di raggi spiniformi nelle pinne. Il clado comprende circa un terzo di tutte le specie moderne di vertebrati, con oltre 14.000 specie descritte.[1]

Una delle principali innovazioni anatomiche degli acantomorfi è rappresentata da spine cave e non segmentate situate sul margine anteriore delle pinne dorsale e anale. Un pesce può erigere queste spine ossee appuntite per difendersi dai predatori, ma può anche ripiegarle per ridurre la resistenza durante il nuoto.[2] Un'altra caratteristica condivisa è una particolare cartilagine rostrale, associata a legamenti collegati al rostro e alla premascella, che permette al pesce di protrudere notevolmente le mascelle per catturare il cibo.[3]

Rosen coniò il nome nel 1973 per descrivere un clado comprendente gli Acanthopterygii, i Paracanthopterygii e anche gli ctenotrissiformi del Cretaceo, come Ctenothrissa. Questi fossili condividono numerosi dettagli dello scheletro, in particolare del cranio, con gli acantomorfi moderni.[4] Originariamente definito sulla base di caratteristiche anatomiche, il gruppo è stato successivamente confermato anche da analisi molecolari più recenti.[5]

Record fossile e storia evolutiva

I più antichi acantomorfi furono inizialmente segnalati da Louis Agassiz nella Formazione di Sannine del Cenomaniano in Libano, e furono considerati tali per oltre un secolo, finché resti leggermente più antichi non vennero identificati nell’Albiano terminale del Messico. Successivamente, un membro ancora più antico del gruppo, Gondwanacanthus decollatus, è stato descritto nei sedimenti del tardo Barremiano o dell’inizio dell’Aptiano della Formazione Morro do Chaves (Brasile).[6]

I fossili di acantomorfi del primo Cretaceo superiore, dal Cenomaniano al Campaniano, sono relativamente abbondanti e ben conservati, ma diventano estremamente rari durante il Maastrichtiano e il Paleocene, un intervallo che coincide probabilmente con l'origine di molti gruppi moderni. Nell'Eocene si osserva invece una seconda grande esplosione di abbondanza e diversità fossile. Questo misterioso intervallo è noto come "Patterson's Gap", dal nome del paleontologo Colin Patterson, che lo identificò per primo nel 1993. [7]

Alcuni otoliti, strutture di carbonato di calcio che costituiscono l’orecchio dei pesci, rinvenuti in sedimenti del Giurassico, potrebbero appartenere ad acantomorfi. Tuttavia, i più antichi fossili corporei certi del gruppo sono noti soltanto a partire dal Cretaceo inferiore-medio, circa 120 milioni di anni fa. Gli acantomorfi del primo Cretaceo superiore erano piccoli, generalmente lunghi circa 4 centimetri, e relativamente rari.[8] All9inizio del Cenozoico il gruppo andò incontro a una vasta radiazione adattativa e, quando i fossili diventano più comuni nei sedimenti eocenici, gli acantomorfi avevano già raggiunto una diversità paragonabile a quella moderna, con circa 300 famiglie.[2]

Recentemente, alcune scaglie fossili rinvenute in Polonia erano state interpretate come prova dell'esistenza di acantomorfi già nel Triassico superiore.[9] Analisi successive hanno però suggerito che tali scaglie non fossero vere scaglie ctenoidi, ma somigliassero invece a quelle di alcuni pesci estinti non teleostei, come i Macrosemiidae.[6]

Filogenesi

La filogenesi dei moderni pesci ossei[10] mostra gli Acanthomorpha come uno dei principali cladi derivati dei teleostei, comprendente gruppi moderni come Perciformes, Gadiformes, Lampridiformes e molti altri.


Acanthomorpha
Lampripterygii

Lampridiformes

Paracanthopterygii
Percopsaria

Percopsiformes

Zeiogadaria
Zeiariae

Zeiformes

Gadariae

Stylephoriformes

Gadiformes

Polymixiipterygii

Polymixiiformes

Acanthopterygii
Berycimorphaceae

Beryciformes

Trachichthyiformes

Holocentrimorphaceae

Holocentriformes

Percomorpha

Note

  1. ^ (EN) Wei-Jen Chen, Céline Bonillo e Guillaume Lecointre, Repeatability of clades as a criterion of reliability: a case study for molecular phylogeny of Acanthomorpha (Teleostei) with larger number of taxa, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 26, n. 2, 2003, pp. 262-288, DOI:10.1016/s1055-7903(02)00371-8, PMID 12565036.
  2. ^ a b (EN) John G. Maisey, Discovering fossil fishes, Henry Holt & Company, 1996.
  3. ^ (EN) G. David Johnson e E.O. Wiley, Acanthomorpha, Tree of Life Web Project, 2007.
  4. ^ (EN) Donn Eric Rosen, Interrelationships of higher euteleostean fishes, in P.H. Greenwood, R.S. Miles e Colin Patterson (a cura di), Interrelationships of Fishes, Academic Press, 1973, pp. 397–513, ISBN 0-12-300850-6.
  5. ^ (EN) Thomas J. Near et al., Resolution of ray-finned fish phylogeny and timing of diversification, in PNAS, vol. 109, n. 34, 2012, pp. 13698–13703, DOI:10.1073/pnas.1206625109, PMID 22869754.
  6. ^ a b (EN) A.C. Ribeiro, D. Mayrinck, F.A. Bockmann e M. Pinna, The oldest acanthomorph fossil (Actinopterygii, Teleostei) from the Early Cretaceous of Gondwana (Morro do Chaves Formation, Sergipe–Alagoas Basin, NE Brazil), in Papers in Palaeontology, vol. 12, n. 1, 2026, p. e70072, DOI:10.1002/spp2.70072.
  7. ^ (EN) Matt Friedman, James V. Andrews, Hadeel Saad e Sanaa El-Sayed, The Cretaceous–Paleogene transition in spiny-rayed fishes: surveying "Patterson's Gap" in the acanthomorph skeletal record André Dumont medalist lecture 2018, in Geologica Belgica, 16 giugno 2023-06-16, DOI:10.20341/gb.2023.002, ISSN 1374-8505 (WC · ACNP).
  8. ^ (EN) J.D. Stewart, Cretaceous acanthomorphs of North America, in Gloria Arratia e Günter Viohl (a cura di), Mesozoic Fishes – Systematics and Paleoecology, Dr. Friedrich Pfeil, 1996, pp. 383-394, ISBN 3-923871-90-2.
  9. ^ (EN) Mateusz Antczak e Adam Bodzioch, Diversity of Fish Scales in Late Triassic Deposits of Krasiejów (SW Poland), in Paleontological Research, vol. 22, n. 1, gennaio 2018, pp. 91–100, DOI:10.2517/2017pr012, ISSN 1342-8144 (WC · ACNP).
  10. ^ (EN) R. Betancur-R., The Tree of Life and a New Classification of Bony Fishes, in PLOS Currents Tree of Life, vol. 5, n. 1, 2013, DOI:10.1371/currents.tol.53ba26640df0ccaee75bb165c8c26288, PMID 23653398.
  Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci

Content Disclaimer

Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.

  1. The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
  2. There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
  3. It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
  4. Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
  5. Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.