Talisman Energy

Talisman Energy Inc.
Logo
Logo
StatoCanada (bandiera) Canada
Forma societariaIncorporation
ISINCA87425E1034
Fondazione1 gennaio 1993
Chiusura21 dicembre 2015 (fusione per incorporazione in Repsol)
Sede principaleCalgary
SettoreEnergia
Prodotti
Sito webwww.talisman-energy.com/

Talisman Energy Inc. è stata una compagnia petrolifera e del gas naturale canadese, attiva dal 1993 al 2015.

La società nacque dagli asset di BP Canada in seguito alla cessione, nel giugno 1992, della partecipazione del 57% detenuta da British Petroleum. Nel corso della sua attività divenne una delle principali compagnie petrolifere e del gas indipendenti del Canada, operando a livello internazionale con attività nella Columbia Britannica, in Alberta, Ontario, Saskatchewan e Québec, negli Stati Uniti d'America (Pennsylvania, New York e Texas), in Colombia, Algeria, Regno Unito, Norvegia, Indonesia, Malesia, Vietnam, Papua Nuova Guinea, Timor Est, Australia e nel Kurdistan. La società realizzò inoltre il parco eolico offshore Beatrice Wind Farm, situato nel Mare del Nord al largo della costa della Scozia.[1] La crescita dell'azienda fu favorita da numerose fusioni e acquisizioni, che contribuirono alla complessità della sua struttura societaria e alla diversificazione delle sue attività. Nel 2015 Talisman Energy si classificò al 1.728º posto nella classifica Forbes Global 2000 delle maggiori società quotate al mondo.[2]

Nel 2015 la società fu acquisita da Repsol e,[3] nel gennaio 2016, assunse la denominazione di Repsol Oil & Gas Canada.[4]

Storia

Origini (1923–1992)

Lo stesso argomento in dettaglio: Supertest Petroleum.

Le origini di Talisman Energy risalgono alla Supertest Petroleum Corporation, fondata nel 1923 con sede a London, nella provincia dell'Ontario.

Nel 1953 la British Petroleum fece il suo ingresso nel mercato canadese acquisendo una partecipazione di minoranza nella Triad Oil Company, con sede a Calgary. Negli anni cinquanta, l'inasprimento delle tensioni tra le compagnie petrolifere internazionali e i governi dei paesi produttori del Medio Oriente rese più difficili le attività di BP nella regione, spingendo l'azienda a diversificare le proprie operazioni al di fuori delle aree tradizionali di estrazione. Nell'ambito di questa strategia, nel 1969 la holding canadese della compagnia assunse la denominazione di BP Canada e, nel 1971, acquisì il 97,8% del capitale di Supertest.[5]

Successivamente, Supertest fu ridenominata BP Canada Ltd. e vi furono incorporate le altre attività canadesi di British Petroleum. Le attività di distribuzione al dettaglio del gruppo scomparvero dal mercato canadese all'inizio degli anni ottanta quando, nel 1982, BP Canada cedette le proprie attività downstream a Petro-Canada, all'epoca controllata dal Governo del Canada.[5]

Talisman Energy (1992–2011)

Nel 1992 British Petroleum collocò sul mercato la propria partecipazione del 57% in BP Canada Ltd., che fu successivamente ridenominata Talisman Energy Inc. Con la separazione dal gruppo BP, la società divenne una delle principali compagnie petrolifere e del gas indipendenti del Canada. Nei primi anni di attività dismise le proprie attività minerarie, in perdita, concentrandosi principalmente sulle riserve di gas naturale nella Columbia Britannica.[6]

Attraverso la controllata Fortuna Petroleum, Talisman Energy fu tra le prime compagnie petrolifere internazionali a operare a Cuba.[6] Nel 1993 acquisì Encor Inc. da BCE Inc., raddoppiando le proprie dimensioni e consolidando la propria posizione tra le maggiori compagnie petrolifere canadesi. L'anno successivo rilevò Bow Valley Energy da British Gas, acquisendo ulteriori attività in Canada e rafforzando la propria presenza nel Mare del Nord e nel Sud-est asiatico. Nel 1995 cessò le proprie attività a Cuba per concentrare gli investimenti in tali aree.

Nel 1997 Talisman lanciò un'offerta pubblica di acquisto su Wascana Energy, ex società della Corona della provincia del Saskatchewan, entrando in competizione con Canadian Occidental Petroleum (successivamente confluita in Nexen).[7] L'operazione non ebbe successo, ma la società proseguì la propria strategia di espansione internazionale investendo nel Mare del Nord e in Indonesia e acquisendo nello stesso anno Pembina Resources.

Nel 1999 Talisman acquisì Rigel Energy, proseguendo l'espansione delle proprie attività nel Sud-est asiatico e nel Mare del Nord, oltre a intraprendere un breve programma di esplorazione nel sud-est di Trinidad e Tobago. Nel 2001 acquisì la società petrolifera svedese Lundin Oil attraverso un'offerta pubblica del valore di circa 3,9 miliardi di corone svedesi. Nell'ambito dell'operazione, alcune attività di Lundin Oil furono trasferite a una nuova società, Lundin Petroleum AB, le cui azioni iniziarono a essere negoziate alla Borsa di Stoccolma nel settembre dello stesso anno. L'operazione consentì a Talisman di ampliare la propria presenza internazionale, in particolare in Sudan.[8]

Nel 2005 Talisman acquisì dalla norvegese Petroleum Geo-Services (PGS) la compagnia petrolifera Pertra, attiva nell'esplorazione e produzione di idrocarburi sulla piattaforma continentale norvegese. L'operazione contribuì ad ampliare il portafoglio europeo di Talisman Energy e la sua presenza nelle attività offshore norvegesi.[9]

Il 30 maggio 2007 la società annunciò il ritiro del presidente e amministratore delegato James Buckee, in carica da lungo tempo. A partire dal 1º settembre dello stesso anno gli succedette John Manzoni, proveniente da BP.[10]

Nel gennaio 2008 Talisman raggiunse un accordo per l'acquisizione di RSX Energy Inc., società con sede a Calgary, in Alberta, specializzata nell'esplorazione e nello sviluppo di giacimenti di petrolio e gas nel Canada occidentale. L'azienda era stata fondata nel 1997 con il nome di Royal Sovereign Exploration Inc. e aveva assunto la denominazione RSX Energy nel 2002.[11]

Riorganizzazione e acquisizione da parte di Repsol (2012–2015)

Nel luglio 2012 Talisman Energy cedette parte delle proprie attività nel Regno Unito nell'ambito di una strategia volta a concentrare gli investimenti sui progetti di gas di scisto in Nord America e nel Sud-est asiatico. Contestualmente annunciò la costituzione di una joint venture con la compagnia cinese China Petroleum & Chemical Corporation (Sinopec), alla quale cedette il 49% delle attività nel Mare del Nord, con sede ad Aberdeen, per un corrispettivo di 1,5 miliardi di dollari statunitensi.[12][13]

Il 10 settembre 2012 la società comunicò le dimissioni con effetto immediato del presidente e amministratore delegato John Manzoni, sostituito da Hal Kvisle, già membro del consiglio di amministrazione dal 2010 ed ex amministratore delegato di TransCanada Corporation.[14] L'avvicendamento alimentò le speculazioni di mercato circa una possibile acquisizione della società, anche alla luce della recente vendita di Nexen alla compagnia cinese China National Offshore Oil Corporation (CNOOC). Kvisle dichiarò tuttavia che l'obiettivo della nuova dirigenza era quello di rafforzare Talisman come compagnia canadese indipendente e sostenibile nel lungo periodo.[15]

Nell'ottobre 2013 l'investitore attivista Carl Icahn acquisì circa 61 milioni di azioni della società, annunciando l'intenzione di ottenere un seggio nel consiglio di amministrazione. L'operazione determinò un immediato incremento del prezzo delle azioni, seguito nel corso del 2014 da un marcato calo della capitalizzazione di mercato, prima che Icahn dismettesse la propria partecipazione.[16]

Dopo alcuni mesi di trattative e indiscrezioni, nel dicembre 2014 la compagnia energetica spagnola Repsol presentò un'offerta di acquisizione di Talisman Energy pari a 8 dollari statunitensi per azione.[17][18] Considerando anche l'assunzione di circa 5 miliardi di dollari di debiti, il valore complessivo dell'operazione ammontava a 13,1 miliardi di dollari statunitensi.[19]

Il 19 febbraio 2015 gli azionisti di Talisman approvarono l'operazione con il voto favorevole del 99% delle azioni rappresentate nelle rispettive categorie.[20] Nel gennaio 2016 Repsol annunciò che, con effetto dal 1º gennaio dello stesso anno, la denominazione legale della società sarebbe stata modificata in Repsol Oil & Gas Canada Inc.[4]

Controversie

Sudan

Nel 1998 Talisman Energy acquisì Arakis Energy, ottenendo, tra le altre attività, una partecipazione del 25% nel progetto petrolifero Greater Nile Oil Project, gestito dal consorzio Greater Nile Petroleum Operating Company (GNPOC). Il consorzio era composto inoltre dalla compagnia cinese Sinopec (40%), dalla malese Petronas (30%) e dalla società petrolifera statale sudanese Sudapet (5%).[21]

L'acquisizione avvenne durante la seconda guerra civile sudanese, periodo in cui il governo del Sudan dipendeva in larga misura dalle entrate derivanti dall'industria petrolifera per finanziare lo sforzo bellico.[22] Diverse organizzazioni non governative, gruppi religiosi e osservatori internazionali accusarono il governo sudanese di aver perpetrato gravi violazioni dei diritti umani, tra cui sfollamenti forzati delle popolazioni locali per agevolare le attività di esplorazione e produzione petrolifera. In tale contesto, Talisman Energy fu oggetto di una campagna internazionale di disinvestimento, con richieste rivolte anche al Governo del Canada affinché adottasse misure nei confronti della società.[23]

Nell'ambito di tali iniziative, la Presbyterian Church of Sudan promosse un'azione legale negli Stati Uniti d'America, sostenendo che Talisman avesse fornito assistenza al governo sudanese nelle operazioni militari condotte nelle aree interessate dallo sfruttamento petrolifero. Sebbene un giudice statunitense avesse inizialmente ritenuto ammissibile il procedimento, la causa fu successivamente respinta dalla United States District Court for the Southern District of New York, che stabilì che gli attori non avevano presentato prove ammissibili a sostegno delle accuse rivolte alla società.[24]

Conclusioni analoghe emersero dal rapporto della cosiddetta missione Harker (2000), commissionata dal governo canadese, che criticò Talisman per non aver fatto abbastanza per contrastare le violazioni dei diritti umani commesse da altri soggetti operanti nell'area, senza tuttavia riscontrare prove di un coinvolgimento diretto della società nelle atrocità denunciate.[25] In risposta alle critiche, Talisman introdusse un Corporate Responsibility Report annuale, sottoposto a verifica indipendente, e adottò procedure interne volte a monitorare il rispetto del International Code of Ethics for Canadian Business.[26]

Nel 2003 Talisman Energy cedette la partecipazione del 25% detenuta nel progetto sudanese, acquisita con l'acquisto di Arakis Energy, alla società indiana ONGC Videsh, uscendo definitivamente dal paese.[27] Secondo alcune organizzazioni non governative attive nella regione, la dismissione non avrebbe necessariamente migliorato la situazione dei diritti umani, poiché gli altri membri del consorzio continuarono le attività petrolifere. L'allora amministratore delegato di Talisman, James Buckee, dichiarò inoltre che la società avrebbe preso in considerazione un eventuale ritorno in Sudan qualora fosse stato raggiunto un accordo di pace.[27]

Note

  1. ^ Talisman Energy (UK) Limited (a wholly-owned subsidiary of Talisman Energy Inc, su www.sec.gov. URL consultato il 5 agosto 2026.
  2. ^ (EN) Talisman Energy | Company Overview & News, su Forbes. URL consultato il 5 agosto 2026.
  3. ^ MF Milano Finanza, Repsol acquista Talisman per 8,3 miliardi di dollari | MilanoFinanza News, su MF Milano Finanza, 16 dicembre 2014. URL consultato il 5 agosto 2026.
  4. ^ a b (EN) Marketwired, Talisman Energy Inc. and Related Canadian Partnerships Announce Name Changes | BOE Report, su boereport.com, 4 gennaio 2016. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. ^ a b The State of Competition in the Canadian Petroleum Industry (PDF), su publications.gc.ca. URL consultato il 5 agosto 2026.
  6. ^ a b (EN) History of Talisman Energy Inc., su FundingUniverse. URL consultato il 5 agosto 2026.
  7. ^ Ivey Publishing - Ivey Business School, su www.iveypublishing.ca. URL consultato il 5 agosto 2026.
  8. ^ (SV) Sveriges Radio, Delar av Lundin Oil säljs - Nyheter (Ekot), su www.sverigesradio.se. URL consultato il 10 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2022).
  9. ^ (PT) PGS Closes Pertra Sale With Talisman, su ADVFN. URL consultato il 5 agosto 2026.
  10. ^ (EN) Jim Buckee: Talisman's retired contrarian picks his next fight, in The Globe and Mail, 8 ottobre 2007. URL consultato il 5 agosto 2026.
  11. ^ 2007 ANNUAL REPORT SUMMARY, su sec.gov. URL consultato il 5 agosto 2026.
  12. ^ (EN) Talisman announces North Sea stake sale to Sinopec of $1.5bn, in BBC News, 23 luglio 2012. URL consultato il 5 agosto 2026.
  13. ^ (EN) Linette Lopez, Carl Icahn Just Got Out Of A Tight Spot, su Business Insider. URL consultato il 5 agosto 2026.
  14. ^ (EN) Talisman CEO John Manzoni steps down; Hal Kvisle takes helm, in financialpost. URL consultato il 5 agosto 2026.
  15. ^ 'For sale' sign not up at Talisman following Manzoni's departure, new CEO says | CanadianBusiness.com, su www.canadianbusiness.com. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2012).
  16. ^ Talisman shares drop as investors question Icahn effect, su reuters.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  17. ^ Repsol Agrees to Buy Canada's Talisman for $8.3 Billion, su bloomberg.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  18. ^ Spain's Repsol to buy Talisman Energy for $13 bln, su reuters.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  19. ^ (EN) Talisman Energy acquired by Repsol in $8.3-billion deal, in The Globe and Mail, 15 dicembre 2014. URL consultato il 5 agosto 2026.
  20. ^ (EN) 'Sad day' as Talisman Energy Inc shareholders approve $8.3-billion Repsol SA takeover, in financialpost. URL consultato il 5 agosto 2026.
  21. ^ (EN) Sudan, Oil, and Human Rights, n. 1564322912, Human Rights Watch (HRW), 25 novembre 2003. URL consultato il 5 agosto 2026.
  22. ^ Talisman oil operations prolong Sudan civil war, su cbc.ca. URL consultato il 5 agosto 2026.
  23. ^ (EN) Presbyterian Church of Sudan v. Talisman Energy, Inc., 244 F. Supp. 2d 289 (S.D.N.Y. 2003), su Justia Law. URL consultato il 5 agosto 2026.
  24. ^ The Presbyterian Church of Sudan v. Talisman Energy, Inc. (PDF), su earthrights.org. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2010).
  25. ^ Human Security in Sudan: The Report of a Canadian Assessment Mission Prepared for the Minister of Foreign Affairs Ottawa, January 2000, in Review of African Political Economy, vol. 27, n. 83, 2000, pp. 132–137. URL consultato il 5 agosto 2026.
  26. ^ (EN) CR Report - Talisman Energy Inc., su www.talisman-energy.com. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2012).
  27. ^ a b (EN) Talisman pulls out of Sudan, 10 marzo 2003. URL consultato il 5 agosto 2026.

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0004 1781 8730

Content Disclaimer

Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.

  1. The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
  2. There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
  3. It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
  4. Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
  5. Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.