Simbatio

Costantino
Follis di Leone V l'Armeno, insieme al figlio Costantino.
Nascita805 circa
Mortedopo l'820
Dati militari
GradoCoimperatore
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Simbatio, poi Costantino (in greco Συμβάτιος Κωνσταντίνος?, Symbátios Kōnstantinos; 805 circa – dopo l'820), è stato co-imperatore dell'impero bizantino dal 814 fino al 25 dicembre 820, era il figlio maggiore del basileus Leone V l'Armeno (813-820).

Biografia

Simbatio era il primogenito dell'imperatore Leone V l'Armeno (r. 813-820) e di Teodosia.[1] Il padre era un comandante armeno al servizio dei Bizantini, forse discendente dalla famiglia Gnuni, ed era asceso all'alto comando come protégé di Bardane il Turco, ma lo tradì disertando quando quest'ultimo si rivoltò all'imperatore Niceforo I (r. 802-811).[2][3] Anche la madre era di origini armene, ed era la figlia di quel patrikios Arsaber che tentò invano di usurpare il trono a Niceforo I nell'808.[4] Poiché era ancora un bambino all'epoca dell'ascesa del padre al trono, Simbatio era nato approssimativamente tra l'800 e l'810. Michele I Rangabe (r. 811-813), il genero e successore di Niceforo I, era probabilmente il padrino del ragazzo.[1][5]

Ponendosi a capo di una rivolta militare conseguente alla disfatta di Versinikia contro i Bulgari, Leone detronizzò Michele I l'11 luglio 813 e fu incoronato imperatore il giorno successivo.[6] Qualche tempo dopo[N 1] fece incoronare Simbatio co-imperatore e lo ribattezzò Costantino. Quest'ultimo nome fu scelto non a caso: oltre a essere un tradizionale nome bizantino da dare agli imperatori fin dai tempi di Costantino il Grande, le truppe adunate acclamarono pubblicamente gli imperatori "Leone e Costantino", rievocando apertamente l'imperatore iconoclasta Leone III l'Isaurico (r. 717-741) e il figlio Costantino V (r. 741-775).[1][11]

Anche se prima dell'ascesa al trono Leone aveva dato garanzie per iscritto al patriarca iconofilo Niceforo I che non avrebbe tentato di ripristinare l'iconoclastia,[12] il nome scelto per il nuovo co-imperatore era una chiara indicazione dell'intento di fare l'opposto. Le motivazioni di Leone possono solo essere ipotizzate, ma in un epoca in cui le immediate vicinanze di Costantinopoli erano saccheggiate dal sovrano bulgaro Krum, i successi militari conseguiti in passato dagli imperatori iconoclasti risaltavano particolarmente in confronto con le sconfitte subite dagli imperatori iconofili. Leone era inoltre un militare, e la memoria degli imperatori iconoclasti era particolarmente viva nell'esercito, dove molti ancora aderivano all'iconoclasmo.[13][14]

Il 14 marzo 814 Leone costrinse alle dimissioni il patriarca Niceforo I, e nominò al suo posto il filo-iconoclasta Teodoto Melisseno, il figlio di uno dei cognati di Costantino V.[15] Il nuovo patriarca convocò un Concilio a Costantinopoli, che abrogò quanto stabilito nel Secondo Concilio di Nicea e ripristinò il divieto di venerare le icone. Il concilio fu presieduto da Teodoto, mentre Costantino vi presenziò in rappresentanza del padre.[1][16] Nell'819/820 promulgò, insieme al padre, una novella sul diritto matrimoniale.[1]

Leone l'Armeno fu assassinato il 25 dicembre 820 dai seguaci di Michele l'Amoriano, che era stato imprigionato per aver cospirato ai danni di Leone. Michele fu liberato dalla prigione e proclamato imperatore nella stessa notte.[17][18] Il nuovo imperatore esiliò Costantino, insieme alla madre e ai tre fratelli Basilio, Gregorio e Teodosio, sull'isola di Proti, una delle Isole dei Principi sul Mar di Marmara. In quel luogo, i quattro fratelli vennero castrati per renderli incapaci di rivendicare il trono in futuro, e ricevettero la tonsura. Trascorsero il resto della vita in quel luogo come monaci, anche se Michele l'Armeno permise loro di conservare parte dei proventi delle loro proprietà terriere confiscate per il loro mantenimento e quello dei loro servi.[1][19] Basilio e Gregorio sono ancora menzionati come iconofili nell'847,[20] ma nient'altro è noto di Costantino.[1][10]

Note

Esplicative
  1. ^ Le fonti non forniscono una data esatta per l'incoronazione di Simbatio. Lo Scriptor Incertus si limita a menzionare che "quando i giorni di festa arrivarono incoronò il figlio, ancora giovane, e invece di chiamarlo Symbates mentì chiamandolo Costantino" (φθασάντων τῶν ἑορτῶν ἔστεψεν τὸν υἱὸν αὐτοῦ μικρὸν ὄντα, καὶ ἐπονομαζόμενον Συμβάτην ἐψεύσατο λέγων ὅτι Κωνσταντῖνος καλεῖται). Questo evento è menzionato insieme alle incursioni bulgare in Tracia nell'inverno dell'813/814. Di conseguenza, studiosi come J. B. Bury,[7] Robert Browning,[8] e Warren Treadgold[9] hanno collocato l'incoronazione a natale dell'813, ma la Prosopography of the Byzantine Empire la colloca il 16 aprile 814, a Pasqua.[10]
Bibliografiche
  1. ^ a b c d e f g PmbZ, Konstantinos (Symbatios) (#3925).
  2. ^ Treadgold 1988, pp. 196–197.
  3. ^ PmbZ, Leon V. (#4244/corr.).
  4. ^ PmbZ, Arsaber (#600), Theodosia (#7790).
  5. ^ Treadgold 1988, p. 197.
  6. ^ Treadgold 1988, pp. 188–189.
  7. ^ Bury 1912, pp. 58–59.
  8. ^ Browning 1965, p. 401.
  9. ^ Treadgold 1988, pp. 202–204.
  10. ^ a b PBE, Konstantinos 29.
  11. ^ Treadgold 1988, p. 203.
  12. ^ Treadgold 1988, p. 199.
  13. ^ Treadgold 1988, pp. 201–204.
  14. ^ Bury 1912, pp. 57–59.
  15. ^ Treadgold 1988, pp. 212–213.
  16. ^ Treadgold 1988, p. 213.
  17. ^ Treadgold 1988, pp. 224–225.
  18. ^ Bury 1912, pp. 48–54.
  19. ^ Treadgold 1988, p. 224.
  20. ^ PBE, Basilios 54 & Gregorios 70.

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