Saint Philippe (1663)

Saint Philippe
Lo scontro delle flotte di d'Estrées e del Duca di York, con il vascello Saint Philippe in primo piano, in un dipinto di Jan Karel Donatus van Beecq
Descrizione generale
Tipovascello a due ponti
Cantierearsenale di Tolone
Impostazione1661
Varo3 febbraio 1663
Entrata in servizio14 aprile 1664
Destino finaleperso in combattimento il 2 giugno 1692
Caratteristiche generali
Dislocamento1400 t
Lunghezza47,42 m[N 1] m
Larghezza11,71 m
Pescaggio5,86 m
PropulsioneVela
Equipaggio600
Armamento
ArmamentoArtiglieria: (1663)
  • 10 cannoni da 36 libbre nel ponte inferiore
  • 18 cannoni da 24 libbre nel ponte inferiore
  • 26 cannoni da 18 libbre nel ponte medio
  • 24 cannoni da 8 libbre sul cassero
  • 4 cannoni da 4 libbre sul castello di prua
Note
dati tratti da Three Decks[1]
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Il Saint Philippe fu un vascello di linea francese da 74 cannoni che prestò servizio nella marina francese dal 15 aprile 1664 al 2 giugno 1692, quando fu incendiato da un brulotto mentre si trovava con altre navi francesi nella baia di La Hougue, vicino all'isola di Tatihou, nel corso della guerra della Lega di Augusta

Storia

L'impostazione del vascello da 74 cannoni Saint Esprit avvenne presso il cantiere navale di Tolone, sotto la supervisione di Rodolphe Gédéon nel 1661.[2] L'unità era dotata di tredici coppie di portelli per cannoni sul lato di prua (esclusi i portelli di caccia non armati) ed era priva di castello di prua.[2] Mentre era sullo scalo di alaggio, all'inizio del 1662 o del 1663 fu rinominata Saint Philippe, venendo varata il 3 febbraio 1663 ed entrando in servizio il 15 aprile 1664.[2] La Saint-Philippe iniziò la sua carriera nel Mediterraneo, impegnata nella lotta condotta dal re di Francia Luigi XIV contro i corsari barbareschi che attaccavano i convogli mercantili provenienti dai porti del Nord Africa. nave di bandiera di Francesco di Borbone-Vendôme Duca di Beaufort salpò da Tolone il 25 luglio 1665, al comando del capitano Mathurin Gabaret, parte di una squadra navale composta da 4 vascelli, 4 fregate, un brulotto e un brigantino. Informato che nove navi algerine stavano inseguendo i convogli provenienti dall'India attesi nel Mediterraneo, il Duca di Beaufort schierò la sua squadra a ventaglio attorno ad Algeri, il Marchese de Martel a est al traverso di Capo Matifou, il Chevalier Paul a ovest verso Cherchell, mentre Des Ardents, comandante della squadra, era al centro al timone del Saint-Philippe. Il 25 agosto la squadra francese uscì vittoriosa dallo scontro con le navi algerine, incrociando poi sulle coste dell'Algeria distruggendo un gran numero di navi nemiche.[3] Nel 1669 fu riclassificata come vascello di primo rango, armata con 70 cannoni, ritornando di secondo rango l'anno successivo.[2]

Quando scoppiò la guerra d'Olanda nel 1672, il Saint-Philippe faceva parte della flotta combinata franco-inglese. Il 13 maggio 1672 la nave partecipò alla rivista nella rada di Spithead e accolse a bordo Re Carlo II d'Inghilterra.[2][4]

Il 7 giugno la flotta anglo-francese fu attaccata nella baia di Southwold dalla flotta olandese al comando dell'ammiraglio Michiel de Ruyter.[5] Il Saint Philippe era allora la nave ammiraglia della flotta francese, su cui alzava la sua insegna il viceammiraglio conte d'Estrées e comandata dal capitano Pierre de Cou.[6] In linea di battaglia veniva dietro il Le Hasardeux (38 cannoni) sotto il comando di M. de la Vigerie e davanti al Le Foudroyant (70 cannoni) sotto il comando di Louis Gabaret.[6] Fu sottoposta a lavori di manutenzione a Brest dal 2 agosto all'11 settembre 1683, divenendo un vascello con 70 cannoni, e poi a Tolone dal marzo 1689 al maggio 1690, come nave ammiraglia del chef d'escadre Jean Gabaret.[2]

Servì nuovamente durante la guerra della Lega di Augusta; il Saint Philippe era allora una vecchia nave, aveva più di vent'anni. Il 16 giugno 1690 prese parte alla battaglia di Beachy Head come nave di bandiera dell'ammiraglio Alain Emmanuel de Coëtlogon.[7] Il 27 maggio 1692 partecipò alla battaglia di La Hougue, sotto il comando del cavaliere d'Infreville.[8] Era allora armato con 84 cannoni e aveva un equipaggio di 600 uomini.[2][9] Dopo le battaglie di Barfleur e La Hougue, dodici navi francesi dello squadrone del conte di Tourville, tra cui il Saint Philippe, cercarono rifugio nella baia di La Hougue, vicino all'isola di Tatihou.[10] Il 2 giugno 1692 gli anglo-olandesi circondarono le navi francesi e le incendiarono con i brulotti.[2][11]

Oggi, il Saint Philippe è uno dei relitti (A/B) del sito archeologico di Saint-Vaast-la-Hougue.[12]

Note

Annotazioni

  1. ^ 39,30 m alla chiglia.

Fonti

  1. ^ Three Decks.
  2. ^ a b c d e f g h Winfield, Roberts 2017, pp. 56.
  3. ^ Troude 1867, p.106.
  4. ^ Troude 1867, p.118.
  5. ^ Troude 1867, p.123.
  6. ^ a b Troude 1867, p.124.
  7. ^ Troude 1867, p.199.
  8. ^ Troude 1867, p.211.
  9. ^ de Coligny-Saligny 1841, p.118.
  10. ^ Troude 1867, p.216.
  11. ^ Troude 1867, p.217.
  12. ^ L'Hour, Veyrat 2002, p.141.

Bibliografia

  • (FR) Lucien Bély (a cura di), Dictionnaire Louis XIV, Paris, Éditions Robert Laffont, 2015, ISBN 978-2-221-12482-6.
  • (FR) Jean de Coligny-Saligny, Mémoires du comte de Coligny-Saligny, J. Renouard et Cie., 1841.
  • (EN) Georges Lacour-Gayet, La marine militaire de la France sous les règnes de Louis XIII et de Louis XIV, Paris, Honoré Champion éditeur, 1910.
  • (FR) Guy Le Moing, Les 600 plus grandes batailles navales de l'Histoire, Rennes, Marines Éditions, 2011.
  • (FR) Jean Meyer e Martine Acerra, Histoire de la marine française : des origines à nos jours, Rennes, Ouest-France, 1994, ISBN 2-7373-1129-2,.
  • (FR) Jean-Michel Roche, Dictionnaire des bâtiments de la flotte de guerre française de Colbert à nos jours 1671-1870. Volume 1, Brest, éditions LTP, 2005, ISBN 978-2-9525917-0-6.
  • (FR) Jean-Michel Roche, Commandants, états-majors et activité des bâtiments de la Marine française, Tome 1 (1661-1689), Brest, éditions LTP, 2019, ISBN 978-2-9525917-0-6.
  • (FR) Charles La Roncière, Histoire de la Marine française: La Guerre de Trente Ans, Colbert, tome 5, Paris, Plon, 1920.
  • (FR) Charles La Roncière, Histoire de la Marine française: La crépuscule du Grand règne, l’apogée de la Guerre de Course, tome 6, Paris, Plon, 1932.
  • (FR) Michel Vergé-Franceschi, La Marine française au XVIIIe siècle: guerres, administration, exploration, Paris, SEDES, 1996, ISBN 2-7181-9503-7.
  • (FR) Michel Vergé-Franceschi, Dictionnaire d'histoire maritime, Paris, éditions Robert Laffont, 2002, ISBN 2-221-09744-0.
  • (FR) Rif Winfield e Stephen S. Roberts, French Warships in the Age of Sail 1626–1786, Barnsley, Seaforth, 2017.
  • (FR) Onésime Troude, Batailles navales de la France, Tome 1, Paris, Challamel aîné, 1867.
Periodici

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