Ritrovarsi a Tokyo

Ritrovarsi a Tokyo
Lily (Mei Cirne-Masuki) e Jay (Romain Duris) in una scena del film
Titolo originaleUne part manquante
Lingua originalefrancese, giapponese
Paese di produzioneFrancia, Belgio
Anno2024
Durata98 min
Rapporto2,35:1
Generedrammatico
RegiaGuillaume Senez
SceneggiaturaGuillaume Senez, Jean Denizot
ProduttoreJacques-Henri Bronckart, David Thion
Casa di produzioneLes Films Pelléas, Versus Production
Distribuzione in italianoTeodora Film
FotografiaElin Kirschfink
MontaggioJulie Brenta
MusicheOlivier Marguerit
ScenografiaTakeshi Shimizu
CostumiJulie Lebrun
TruccoJill Wertz
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ritrovarsi a Tokyo (Une part manquante) è un film franco-belga del 2024 diretto da Guillaume Senez, co-autore della sceneggiatura insieme a Jean Denizot.

Il film è ispirato a diverse storie reali – tra cui quella di Vincent Fichot – e affronta il delicato tema dell’affido e del diritto di visita in Giappone: in caso di separazione, il genitore che riesce per primo a ottenere la custodia del figlio o della figlia ne mantiene l’affido esclusivo fino alla maggiore età, escludendo completamente l’altro genitore dalla vita del minore.[1]

Trama

Jérôme, detto "Jay", è un ex cuoco francese trasferitosi a Tokyo dove lavora come tassista. Il suo scopo è ritrovare la figlia Lily, che non vede da nove anni. Dopo la separazione dalla compagna giapponese e il suo rifiuto di firmare il divorzio, la famiglia di lei ha interrotto ogni contatto tra padre e figlia, dicendo a Lily che il padre l'ha abbandonata.

Ormai scoraggiato e pronto a tornare in Francia, Jay riconosce Lily tra i passeggeri del suo taxi, mentre lei ovviamente non può riconoscerlo non avendolo più visto dall'età di tre anni. Jay farà di tutto per mettersi in contatto con la figlia, affinché finalmente abbiano dei ricordi condivisi.

Per riuscirci, Jay si appropria di un taxi della compagnia per cui lavora (venendo poi accusato di furto) e trascorre una giornata insieme a Lily, durante la quale si avvicinano e iniziano a formare un legame. Lily chiede al padre di restare a dormire a casa sua. Il giorno dopo, però, la polizia interviene: Jérôme viene arrestato e rimpatriato d'urgenza in Francia. Mentre è in volo scopre che Lily, durante la fase concitata del suo arresto, ha installato di nascosto sul suo telefono un'app di geolocalizzazione, FindMe, per permettergli di seguirla. Sorride: ora niente potrà più dividerli.

Nei titoli di coda, durante una pausa da una lezione di nuoto sincronizzato, Lily controlla l'app e vede che suo padre sta arrivando a Parigi. Sorride anche lei.

Distribuzione

Il film è stato distribuito in Italia mercoledì 30 aprile 2025 da Teodora Film.[2]

Accoglienza

«Guillaume Senez dirige e scrive con Jean Denizot “Ritrovarsi a Tokyo”, un dramma sulla paternità e una denuncia, rispettosa e garbata quanto si vuole, ma precisa, sulla rigida legge giapponese che non prevede l’affidamento congiunto. Il primo dei due genitori che si “prende” il figlio potrà tenerlo con sé in esclusiva fino al compimento del suo 18° anno. Poi sarà il figlio stesso a decidere se vedere o meno l’altro genitore. [...] un film delicato, essenziale nella scrittura, magistralmente diretto e non privo di inaspettati tocchi di ironia, che esplora, senza fronzoli né retorica, il dramma di un padre, il suo coraggio, la sua battaglia contro un meccanismo più grande di lui, in un contesto che lo fa sentire “diverso”. Jay parla perfettamente giapponese e vive come un giapponese (lo si evidenzia in molti piccoli particolari e nella lunga sequenza in cui va a lavarsi nei bagni pubblici, abitudine nipponica raccontata da Wim Wenders nel suo bellissimo “Perfect Days”), ma è comunque uno straniero, un “gaijin”. Il titolo originale del film, “Une part manquante”, sottolinea meglio il senso di questa ostinazione, di questa ricerca che sfiora l’ossessione: ritrovare la parte mancante di sé.»
«Senez evita la Tokyo seducente dai colori sgargianti e la verticalità che mozza al fiato, si sposta di qualche chilometro per raccontare la città quotidiana vissuta realmente dai suoi abitanti, fredda e a tratti respingente, in cui lo scontro culturale finisce di essere seducente e mette in scena una rigidità che colpisce, pare, oltre 100 mila genitori ogni anno, coppie miste ma non solo. La camera segue in ogni fotogramma questo viaggio quotidiano del protagonista, come fosse Ulisse in continua ricerca, pur non spostandosi se non di quartiere o di pochi isolati. [...] “Ritrovarsi a Tokyo” commuove per la forza di un sentimento inespresso ma portato con sé per tanti anni, per la capacità di raccontare una maniera personale ma allo stesso tempo universale di esprimere le proprie emozioni, contro un ambiente ostile che fa sentire Jay costantemente in trincea a combattere una guerra ingiusta, imposta dalla donna che ha amato anche all’inconsapevole figlia. Senza pretese eroiche, se non l’inesauribile forze e pazienza di un genitore che per anni subisce la modifica genetica di respirare con un solo obiettivo, di poter essere pienamente padre e amare sua figlia.»

Riconoscimenti

Note

  1. ^ Davide Turrini, Ritrovarsi a Tokyo, l’inferno dell’affido condiviso per un padre francese in Giappone in un film toccante e appassionante, su ilfattoquotidiano.it, 30 aprile 2025. URL consultato il 9 maggio 2025.
  2. ^ Filmato audio Teodora Film, RITROVARSI A TOKYO - Trailer Ufficiale (dal 30 Aprile al cinema), su YouTube, 4 aprile 2025. URL consultato il 9 maggio 2025.
  3. ^ Ritrovarsi a Tokyo - Commissione Nazionale Valutazione Film, su commissionefilmcei.it. URL consultato il 9 maggio 2025.
  4. ^ Mauro Donzelli, Ritrovarsi a Tokyo, il dramma di un padre che cerca la figlia: la recensione del film con Romain Duris, su comingsoon.it, 1º maggio 2025. URL consultato il 9 maggio 2025.
  5. ^ (FR) NOMINATIONS 2025- Les Magritte du Cinéma - 14e édition - 22 février 2025, su lesmagritteducinema.com. URL consultato il 9 maggio 2025.

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