Red (King Crimson)

Red
album in studio
ArtistaKing Crimson
Pubblicazione6 ottobre 1974[1]
Durata39:53
Dischi1
Tracce5
GenereProgressive metal[2]
EtichettaIsland
ProduttoreKing Crimson
Registrazioneluglio-agosto 1974, Olympic Sound Studios, Londra (Regno Unito)
FormatiLP, MC, CD, download digitale, streaming
King Crimson - cronologia
Album successivo
(1975)
Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
AllMusic[1]
OndarockPietra miliare
Piero Scaruffi[3]7,5/10

Red è il settimo album in studio del gruppo musicale britannico King Crimson, pubblicato il 6 ottobre 1974 dalla Island Records.[1]

Si tratta dell'ultima pubblicazione di materiale inedito del gruppo a seguito dello scioglimento annunciato da Robert Fripp due settimane prima. Viene spesso considerato dalla critica specializzata come uno dei più grandi capolavori del rock progressivo,[4] nonché quello che ha anticipato per certi versi le basi per ciò che sarebbero divenuti il progressive metal e il math rock.[2][5]

Antefatti

Le sedute di registrazione di Red iniziarono l'8 luglio 1974, una settimana dopo la conclusione di una tournée statunitense durata tre mesi, al termine del quale il gruppo aveva deliberato – a maggioranza – il licenziamento di David Cross: i King Crimson erano dunque ufficialmente ridotti a un trio.

Soltanto quattro giorni prima, Robert Fripp era venuto per la prima volta a contatto con gli scritti di John G. Bennett, allievo diretto di Gurdjieff: questa circostanza era destinata a ripercuotersi sia sul lavoro in studio che sul futuro stesso dei King Crimson. A registrazioni appena iniziate, il chitarrista annunciò a Bill Bruford e John Wetton che la sua opinione circa il lavoro in corso non aveva più alcuna importanza,[6] lasciando così di fatto carta bianca al batterista e al bassista/cantante in merito alla produzione. Tra gli effetti di questo cambio gestionale vi fu il ritorno all'utilizzo di turnisti (peraltro tutti già apparsi a vario titolo in precedenti uscite del gruppo), cosa che non accadeva più da Islands 1971: Wetton in particolare insistette molto per il contributo ai fiati di Ian McDonald, che con Fripp aveva fondato i King Crimson nel 1968 per poi lasciarli l'anno seguente. Il prodotto finale vede la combinazione fra il trio e gli ospiti mutare in ciascuna delle cinque tracce che lo compongono.

Descrizione

Red

Al brano di apertura del disco il gruppo aveva originariamente pensato di contrapporne uno intitolato Blue, mai completato.[6] Il pezzo è costruito attorno a un energico riff di chitarra, raddoppiato grazie a tecniche di sovraincisione ed eseguito in diverse tonalità. La sezione centrale del brano include una sovraincisione di violoncello certamente eseguita da un turnista, non accreditato in copertina, che stava lavorando nello studio accanto a quello in cui i King Crimson preparavano Red, e fu perciò reclutato al volo.[6] Del nome di questo musicista non è rimasta traccia né nella documentazione degli Olympic Studios, né nella memoria di alcuno dei membri del gruppo. La sua identità resta perciò a tutt'oggi sconosciuta.[6] La medesima sezione conteneva in origine un passaggio che fu stralciato per essere poi riutilizzato da Fripp, ventun anni dopo, sul brano Vrooom Vrooom (dall'album Thrak).[6]

Fallen Angel

Contiene l'ultima traccia di chitarra acustica registrata da Fripp con i King Crimson. Se si eccettua un brano dell'EP Happy with What You Have to Be Happy With del 2002 (in cui l'esecutore è Adrian Belew), è l'ultima volta che una chitarra non elettrica compare in un disco del gruppo. L'introduzione del brano contiene un altro intervento di violoncello (opera ancora dell'ignoto turnista ricordato per Red); gli altri due ospiti della traccia sono Robin Miller (oboe) e Mark Charig (cornetta): entrambi precedenti collaboratori del gruppo sugli album Lizard (1970) e Islands (1971). La canzone parla di un uomo che chiede a suo fratello di unirsi agli Hells Angels per poi vederlo pugnalato tragicamente per le strade di New York.

One More Red Nightmare

È il primo dei due brani dell'album in cui compare il sassofono di McDonald. La coda del pezzo è tronca a causa della fine del nastro multi-traccia originale,[6] inconveniente solo in parte "mascherato" da una nota di basso elettrico registrata alla rovescia. La canzone è una descrizione di un incubo: il protagonista si trova in un aereo che sta per schiantarsi, il preludio a questo episodio è caratterizzato da un riff che prosegue per tutta la canzone. Il nome One More Red Nightmare non include solo il nome dell'album stesso, ma associa il colore rosso al sangue, il che significa che l'incubo dipinge l'immagine di una morte di massa in un incidente aereo. Poco prima di schiantarsi, l'uomo si sveglia, come se fosse stato salvato da un intervento divino, e sfugge alla morte nel suo sogno lucido.

Providence

È un'improvvisazione registrata dal vivo al Palace Theatre di Providence (Rhode Island) il 30 giugno 1974, penultima data del tour negli Stati Uniti d'America. Vi compare quindi anche Cross, sia come musicista che come autore, benché come già detto estromesso dal gruppo dopo la tournée in questione. La presenza di questa traccia nell'album testimonia la strategia del gruppo, più ampiamente adottata nell'album precedente, di usare i concerti come laboratorio e studio di registrazione stesso per nuove idee da includere poi nei dischi.

Starless

Chiude l'album Starless, lungo brano che già chiudeva i concerti dei mesi precedenti e che infatti porta anch'esso la firma di David Cross. Scartato in una sua versione embrionale dall'album precedente cui diede il titolo, il brano era stato eseguito in prima assoluta al Palazzo dello Sport di Udine, il 19 marzo 1974. In studio, vi partecipano anche McDonald e Mel Collins.

Starless è divisa fondamentalmente in due parti: la prima, in forma canzone, vede la parte armonica sorretta dal mellotron, suonato da Fripp, sulla quale si alternano il cantato di Wetton – con un testo di Richard Palmer-James particolarmente malinconico ed elegiaco – e un tema di chitarra elettrica, che nei concerti era affidato al violino di Cross; il tutto accompagnato anche da Collins al sassofono soprano. Il verso ricorrente nel testo, starless and bible-black, cita l'incipit del dramma Under Milk Wood di Dylan Thomas. Sulla coda della sezione-canzone s'innesta una lenta linea di basso in 13/8 e dall'armonia diminuita, originariamente composta da Bruford al pianoforte,[6] che apre di fatto alla seconda parte, interamente strumentale. Fripp, a distanza di anni, lo addita come «una dichiarazione conclusiva» per quella formazione nonché per il rock in generale in quegli anni.[6] Secondo l'autore del testo, Palmer-James, il brano parla della rottura tra due amici intimi, sottolineando come il futuro dell'uno senza l'altro appaia "spoglio" e "privo di stelle".

Scioglimento del gruppo

Immediatamente dopo la pubblicazione di Red, Fripp annunciò alla stampa che i King Crimson avevano «cessato di esistere» e poco tempo dopo si ritirò proprio presso la comunità fondata tre anni prima da Bennett, la International Academy for Continuous Education a Sherborne nel Gloucestershire, dove rimase per quasi due anni senza contatti con la chitarra o col mondo musicale. I King Crimson di fatto scomparvero sino al 1981. La connessione tra Fripp e il lascito di Bennett, Ouspensky e Gurdjieff era destinata a rimanere costante, ispirando profondamente le scelte sia artistiche che personali del chitarrista, fino al presente.[6]

Un album dal vivo intitolato USA fu pubblicato nel 1975, ma conteneva materiale tratto dal già citato tour americano, anteriore quindi alle registrazioni di Red.

Bruford e Wetton si ritroveranno nel 1978 con gli UK. Lo stesso Bruford tornerà a militare in due successive incarnazioni dei King Crimson (1981-84 e 1994-97).

Influenze e lascito

Nel luglio del 2001 Red è stato votato dai lettori della rivista inglese Q fra i "50 album più pesanti della storia", piazzandosi al 19º posto.[7]

Il produttore Butch Vig, ha in tempi recenti confidato personalmente a Wetton la grande influenza che Red aveva avuto sulla sua generazione e sul suo lavoro,[6] e quanto quest'album fosse caro anche a Kurt Cobain dei Nirvana, che lo definì «il miglior album nella storia del rock».[6]

Nel giugno del 2015 la rivista Rolling Stone ha collocato l'album alla quindicesima posizione dei 50 migliori album progressive di tutti i tempi.[8]

Tracce

Lato A
  1. Red – 6:20 (musica: Robert Fripp)
  2. Fallen Angel – 6:00 (testo: Richard Palmer-James – musica: Robert Fripp, John Wetton)
  3. One More Red Nightmare – 7:07 (musica: Robert Fripp, John Wetton)
Lato B
  1. Providence – 8:08 (musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
  2. Starless – 12:18 (testo: Richard Palmer-James – musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
Contenuto bonus nella riedizione del 2009
  • CD – Bonus Tracks
  1. Red (Trio Version) – 6:27 (musica: Robert Fripp)
  2. Fallen Angel (Trio Version) (Instrumental) – 6:26 (musica: Robert Fripp, John Wetton)
  3. Providence (Full Version) – 10:09 (musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
  • DVD
  1. Original Album and Selected Bonus Tracks (MLP Lossless Stereo (24/96)) – audio
  2. Original Album and Selected Bonus Tracks (PCM Stereo 2.0 (24/48)) – audio
  3. Original Album and Selected Bonus Tracks (MLP Lossless 5.1 Surround) – audio
  4. Original Album and Selected Bonus Tracks (DTS 5.1 Digital Surround) – audio
  5. Video Content (Audio: Mono)

Formazione

Hanno partecipato alle registrazioni, secondo le note di copertina:[9]

Gruppo
Altri musicisti
Produzione

Note

  1. ^ a b c (EN) Bruce Eder, Red, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  2. ^ a b (EN) David Fricke, The Road to Red, su Rolling Stone, 3 gennaio 2014. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  3. ^ (EN) King Crimson, su Piero Scaruffi. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  4. ^ 20 brani che hanno fatto la storia del prog, su Stone Music. URL consultato il 16 marzo 2022.
  5. ^ (EN) Sam Sodomsky, Red - King Crimson, su Pitchfork, 10 settembre 2017. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  6. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Sid Smith, In the Court of King Crimson, Helter Skelter Publishing, 2001.
  7. ^ (EN) Q 50 Heaviest albums of all time, su rocklistmusic.co.uk. URL consultato l'8 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2018).
  8. ^ (EN) Jon Dolan, Dan Epstein, Reed Fischer, Richard Gehr, Brandon Geist, Kory Grow, Will Hermes, Ryan Reed e Jon Weiderhorn, 50 Greatest Prog Rock Albums of All Time, su rollingstone.com, Rolling Stone, 17 giugno 2015. URL consultato il 12 ottobre 2015.
  9. ^ (EN) Note di copertina di Red, King Crimson, Island Records, ILPS 9308, LP, 1974.

Bibliografia

  • Alessandro Staiti, Robert Fripp & King Crimson, Lato Side Editori, 1982.
  • Donato Zoppo, King Crimson. Islands - Testi commentati, Arcana, 2013.
  • (EN) Sid Smith, In the Court of King Crimson, Helter Skelter, 2001, ISBN 9781900924269.

Collegamenti esterni

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