Kyūdō

(JA) Kyūdō (弓道?)
Kyūdō al Santuario Meiji
FederazioneInternational Kyudo Federation
Contattono, Tiro con l'arco
GenereMaschile, femminile e misto
Indoor/outdoorIndoor e outdoor
Campo di giocoDojo
OlimpicoNo

Il kyūdō (弓道? lett. "via dell'arco") è un'arte marziale giapponese, ovvero una forma di budō (武道? lett. "via marziale" o "via della guerra").

Può essere considerato, nella sua componente puramente sportiva, l'equivalente giapponese del tiro con l'arco occidentale.

Descrizione

Kyūdō in kanji

Per secoli, l'arco e le frecce furono utilizzati in Giappone sia come armi che come strumenti rituali e cerimoniali, secondo una prassi tipica di molti altri popoli. Una delle caratteristiche peculiari dell'arcieria giapponese è la tipologia dell'arco utilizzato, lo Yumi, che presenta una forma asimmetrica in cui la parte superiore rispetto all'impugnatura è più lunga della parte inferiore.

Conosciuta prima come kyujutsu e solo più tardi come kyudo, l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro prevalentemente in base alla provenienza regionale, al collegamento con uno specifico orientamento filosofico-religioso e ad una maggiore enfasi posta su alcuni aspetti del tiro. Questi stili, che si possono definire "antichi", sono giunti sino ai nostri giorni, ed è su questa base che, a partire dall'epoca Meiji, analogamente a quanto avvenuto per altre arti del Budo giapponese, si è avviata l'elaborazione di una forma unitaria che rappresenta lo standard praticato dall'All Nippon Kyudo Federation[1] nonché dall'International Kyudo Federation[2], la federazione internazionale di Kyudo. Tale standard, formulato grazie al lavoro congiunto di maestri appartenenti alle scuole antiche, permette ad arcieri che praticano stili diversi di tirare insieme.

Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco, all'aperto o al chiuso per l'esercitazione al bersaglio, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. Oggi si pratica in specifici dojo, per il tiro a 28 metri, perlopiù inseriti in club o strutture scolastiche.

L'arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta.

Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L'addestramento a cavallo, naturalmente, era più aristocratico, sia per carattere sia per tradizione, dell'addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento.

L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu, usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta.

Come in ogni arte tradizionale, la praticità funzionale del tiro con l'arco giapponese, così come storicamente espressa nel suo uso militare, è perfettamente integrata con le sue valenze estetiche, rituali, simboliche e sapienziali.

Nelle competizioni promosse dalla International Kyudo Federation, il merito discende da una valutazione che combina l'efficacia del tiro, la corretta esecuzione dei movimenti e delle posizioni di base (Kihontai) e l'assenza di attaccamento nel colpire il bersaglio.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

  • AAVV (1992?), Kyudo Manual - v. 1. Principles of Shooting, All Nippon Kyudo Federation.
  • Accademia Procesi, 1898 The first evidence of Kyudo in Italy.
  • DeProspero, Dan [e] Jackie (1993), Kyudo: The Essence and Practice of Japanese Archery, Kodansha International, ISBN 4-7700-1734-0.
  • Herrigel, Eugen (1953), Zen in the Art of Archery, Pantheon.
  • Hoff, Feliks (2002), Kyudo: The Way of the Bow, Shambhala Publications, ISBN 1-57062-852-1.
  • Pérez, Bélen (2013), La Esencia del Kyudo. El Arte del Tiro con Arco Japonés, Satori Ediciones, ISBN 978-84-941125-5-3.
  • Stevens, John (2011), Lo zen, l'arco, la freccia, Edizioni Mediterranee, ISBN 978-88-272-2148-8.
  • Triplett, Christoper [e] Katja, Kyudo - Standing Zen.

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