Hubert Waelrant

Frontespizio della parte di [contr]alto del Di Hvberto Vvaelrant le canzon napolitane a qvattro voce, pubblicato presso il veneziano Girolamo Scotto nel 1565

Hubert Waelrant (o Waelrand, Hubertus Waelrant/Waelrandus[1]; circa 151719 novembre 1595) è stato un compositore, cantante, insegnante editore musicale, libraio, stampatore ed editore fiammingo, attivo ad Anversa durante il XVI secolo.

Membro della generazione di musicisti franco-fiamminghi contemporanei a Palestrina, a differenza di famosi compositori del suo tempo, lavorò principalmente nell'Europa settentrionale. Il suo stile è una transizione tra quello di Nicolas Gombert e il maturo Orlando di Lasso. Le sue musiche erano abbastanza moderne visto il largo uso del cromatismo e della dissonanza[2].

Biografia

I dettagli sulle origini di Hubert Waelrant sono alquanto incerti, anche se potrebbe essere stato membro di una famiglia di avvocati di Anversa, la città in cui trascorse la maggior parte della sua vita, visto l'intraprendimento da parte dei suoi figli della carriera giudiziaria.

Da giovane potrebbe aver studiato in Italia, una destinazione comune per un talentuoso cantante e compositore olandese nel XVI secolo, sebbene non vi siano prove che confermino questa ipotesi. Nonostante tutto, si sa che Waelrant era in contatto con un ricco mecenate del nostro paese e i suoi madrigali risentirono dell'influenza di alcuni compositori nostrani più progressisti a lui contemporanei.

La prima prova certa della sua attività si trova negli archivi della cattedrale e della chiesa di San Giacomo di Anversa, ove Waelrant fu tenore nel 1544 e nel 1545. A metà degli anni '50 fu attivo anche come insegnante di musica, fondando poco tempo dopo una scuola di musica e stipulando contratti di locazione dal 1553 al 1556 per la sua gestione[3], incominciando inoltre nello stesso periodo l'attività di editore in collaborazione con Jan de Laet. Mentre quest'ultimo si occupava quasi totalmente della stampa delle partiture, Waelrant ricopriva il ruolo di editore, libraio, venditore e gestore degli aspetti economici. La collaborazione tra i due fiamminghi produsse ben 16 volumi di musiche, nella realizzazione tipografica delle quali fu coinvolto a quanto pare anche il compositore stesso, definendosi da solo occasionalmente un typographus[2].

Frontespizio del Sacrarum cantionium pubblicato da Waelrant e de Laet nel 1554/1555

Secondo il suo allievo Frans Sweerts (noto con il nome latinizzato di Franciscus Sweertius), autore del libro del 1628 Athenae belgicae, il suo insegnante fu un innovatore della solmizzazione, per la quale ideò due nuovi metodi. Aggiunse prima il si alle sei sillabe dell'esacordo ripetendo ut per formare un'ottava completa e creando un nuovo metodo con queste nuove sillabe, mentre in un secondo momento comportò la creazione di un'ottava utilizzando otto sillabe con nuovi nomi, tutti diversi da quelli già esistenti, ossia BO, CE, DI, Ga, LO, MA e NI. Queste novità miravano ad affrontare i problemi inerenti al sistema guidoniano esistente che utilizzava tre esacordi sovrapposti e le difficoltà di mutazione[4].

La sua adesione alla fede cattolica è stata oggetto di controversia. Alcune tracce nella sua musica suggeriscono che potesse avere simpatie protestanti, come, ad esempio, i testi tedeschi dei proprî salmi sequestrati a Courtrai. In effetti, Waelrant, potrebbe essere stato un anabattista, sebbene i documenti legali dimostrino che fosse fedele alla curia romana. Questa incertezza odierna probabilmente fu voluta dal compositore stesso, per provare a scampare ai varî massacri a lui contemporanei causati dalle guerre di religione. Questo fu il motivo che portò Anversa a essere dominata da diversi credi in diverse fasi del XVI secolo, e che causò a sua volta le carneficine reciproche tra cattolici e protestanti.

I dettagli della sua vita sono scarsi dopo il 1558, ma probabilmente rimase ad Anversa, ove fu sempre attivo come compositore, consulente per l'accordatura delle campane della cattedrale e curatore musicale. Collaborò nel 1584 a un'antologia musicale con diversi altri compositori fiamminghi, tra cui Cornelis Verdonck e Andreas Pevernage, pubblicando l'anno successivo con molto successo un libro di madrigali italiani, il Symphonia angelica, alcuni dei quali scritti da lui stesso. Alla fine della sua vita, Waelrant affrontò difficoltà finanziarie, morendo infine nel 1595 e venendo sepolto nella Onze-Lieve-Vrouwekathedraal.

Musica e influenza

La chanson Vorria morire di Hubert Waelrant pubblicata dal veneziano Girolamo Scotto nel 1565

Hubert Waelrant scrisse diversi brani di musica vocale sacra e profana, oltre alla propria musica strumentale. La sua produzione include mottetti, arrangiamenti metrici di brani dal Libro dei salmi, chanson, madrigali, napoletane (canzoni profane di carattere leggero composte tramite l'utilizzo di stilemi partenopei) e arrangiamenti - spesso liutistici - di brani nostrani.

I mottetti del fiammingo rappresentano la parte più progressista della sua produzione e sono caratteristici della pratica di metà secolo, a cavallo tra l'imitazione fluida e pervasiva di compositori come Nicolas Gombert, dove tutte le voci erano uguali e il contrasto strutturale era ridotto al minimo, e compositori di fine secolo come de Lassus. In effetti, molti dei suoi mottetti ricordano quest'ultimo autore, visto il largo uso del cromatismo e del contrappunto ma rimanendo sempre attentamente attenti alla comprensibilità del testo. Waelrant utilizza anche la pittura del testo, evidenziando singole parole con gesti caratteristici, come metodo per aumentare l'espressività della musica. Occasionalmente, questa tecnica è evidente: ad esempio, nella sua chanson Musiciens qui chantez, dopo la parola taire, che in francese vuol îre a significare la nostra silenzio, tutte le varie voci si fermano per esaudire il suo significato.

Dal punto di vista armonico, il compositore anversano preferiva solitamente le sonorità costituite da triadi complete, e con la sua preferenza per i movimenti fondamentali di quinta rispetto a quelli di terza, si possono percepire le incombenti strutture tonali dell'era barocca, che sarebbe iniziata di lì a poco dopo la sua morte. In questo senso, anche i suoi mottetti assomigliavano a quelli di Lasso.

L'attività di Waelrant come editore e interprete influenzò il suo approccio alla composizione, e i suoi manoscritti sono pieni di utili abbreviazioni per gli esecutori. Era attento ad allineare note e sillabe, una pratica tutt'altro che universale nel XVI secolo, e usava le alterazioni in modo affidabile, lasciando raramente l'interpretazione di semitoni e toni interi al cantante.

Le sue composizioni di testi profani spaziavano dal leggero al serio e impiegavano una serie di espedienti contrappuntistici, una caratteristica più della musica profana dell'Europa settentrionale che dell'Italia, anche se, nonostante tutto, la lingua delle composizioni è l'italiano per i madrigali e il francese per le chansons. La maggior parte della sua musica fu pubblicata ad Anversa, sebbene almeno una raccolta di 30 napolitane fu pubblicata a Venezia nel 1565. Waelrant fu coinvolto negli sforzi per comporre musica per testi contemporanei in lingua olandese. Insieme a Gregorius Trehou, Cornelis Verdonck e Andreas Pevernage, infatti, il compositore avrebbe musicato il testo del Lofsang van Braband di Jan van der Noot[5], anche se quest'opera è omai perduta[2].

Matrimonî e figli

Attorno al 1547 Hubert Waelrant si sposò con Maria Loochenborch, la quale, a seguito della loro unione, diede alla luce dieci figli, tra i quali i tre organisti Raymond, Peter e Paul.

Nonostante tutto, le seconde (il 28 luglio 1564 con Anna Ablyt/Van Covelen), le terze (il 3 maggio 1581 con Johanna Cleerhaghen) e le ipotetiche quarte nozze (il 23 luglio 1551 con Maeyken Corecopers) non portarono un'ulteriore progenie[2].

Bibliografia

(EN) Gustave Reese, Music in the Renaissance, New York, Norton & Co., 1954, ISBN 0-393-09530-4.

Note

  1. ^ Altre grafie del nome sono: Waelrans, Waelramst, Waelranck, Waralt o Vuaelrant
  2. ^ a b c d Robert Lee Weaver, Waelrant [Waelrand], Hubert, in Oxford Music Online, Oxford University Press, 2001. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  3. ^ (EN) Howard Slenk, The Music School of Hubert Waelrant, in University of California Press, vol. 21, n. 2, American Musicological Society, 1968, pp. 157-167.
  4. ^ (EN) Jessie Ann Owens, Waelrant and Bocedization: Reflections on Solmization Reform, in Music Fragments and Manuscripts in the Low Countries, Lovanio, Yearbook of the Alamire Foundation, 1997.
  5. ^ Jan Willem Bonda, De meerstemmige Nederlandse liederen van de vijftiende en zestiende eeuw =: The polyphonic songs in Dutch of the fifteenth and sixteenth centuries: (with a summary in English), Verloren, 1996, ISBN 978-90-6550-545-3.

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