Girolamo Scotto

Girolamo[1] Scotto (o Hieronymus Scotus; Milano, circa 1505 – Venezia, 3[2] o 23 settembre[3] 1572) è stato un editore, compositore, imprenditore, libraio e stampatore musicale italiano, attivo a Venezia durante l'epoca rinascimentale.
Fu il più influente membro della Casa Scotto, una ditta di stampatori ubicata nell'attuale capoluogo veneto ed esistita dal tardo XV secolo al 1615, che al suo apice nel 1560 era una delle case editrici più importanti d'Europa, pubblicante oltre ai libri di musica (409 sugli 800 totali) anche volumi di diritto, scolastica, filosofia, medicina, teologia e letteratura antica. Venne superata - per quanto riguarda le edizioni musicali - esclusivamente dall'impresa di Antonio Gardano, il più grande stampatore di spartiti del XVI secolo[4].
Biografia
Girolamo Scotto nacque intorno al 1505 a Milano, figlio di Bernardino Scotto e fratello di cinque bambini[3]. Della sua gioventù non ci sono giunte notizie, e precedentemente alla sua prima apparizione su una pubblicazione della ditta di famiglia nel 1539, il suo nome compare in una petizione al Senato veneziano del 1536, nella quale il giovane richiedeva il privilegio di stampa per un'opera di filosofia scolastica firmata da Marcantonio Zimara, trattante dei commenti di Averroè sopra gli scritti di Aristotele[3]. Sposò Cesaria Sinistri - che gli sopravvisse, poiché era l'esecutrice del suo testamento -, dalla quale non ebbe figli[3]. Molto probabilmente Scotto fu coinvolto nell'azienda del parentado durante gli anni '30 del Cinquecento, imparando sia il mestiere di stampatore che quello di libraio ed imprenditore. Alcuni libri di madrigali di Philippe Verdelot pubblicati dal milanese - datati 1536 e 1538 - mostrano idiosincrasie associate al lavoro successivo di Girolamo, facendo ipotizzare un'ipotetica paternità delle opere suddette da parte sua[3].
Nel 1539 il giovane subentrò nella gestione dell'azienda di famiglia al fratello Ottaviano II, il quale continuò ad esercitare la propria attività da solo. Sebbene questi visse almeno fino al 1566, sembra che abbia avuto ben poco controllo dell'impresa. Nel suo libro sulla ditta Scotto, Jane Bernstein suggerisce che Ottaviano potrebbe essere stato malato, visti i due testamenti separati degli anni '40 del Cinquecento. Potrebbe anche aver preferito dedicare il suo tempo ad altri interessi, come la filosofia e la medicina, cedendo felicemente l'aspetto commerciale della casa editrice al fratello minore[4][3]. Girolamo acquisì il controllo del proprio esercizio commerciale in un momento particolarmente opportuno, durante il quale Venezia stava entrando in un periodo di pace e prosperità durato diversi decenni e le imprese commerciali stavano andando bene. C'era un'enorme richiesta di madrigali, una forma musicale relativamente nuova che si stava rivelando immensamente popolare in Italia, e grazie al progresso tecnologico della stampa musicale a singola impressione – in cui blocchi di caratteri stampavano una parte del pentagramma insieme a una nota – Scotto fu in grado di produrre musica in serie per soddisfare la domanda del mercato. Oltre a produrre libri di musica, il milanese continuo anche la tradizione dell'azienda di pubblicare altre materie, come filosofia, medicina, diritto e teologia, componendo e stampando nel frattempo la propria musica[3].
Le ditte di Gerolamo ed Antonio Gardano formarono un monopolio editoriale sulla musica dell'epoca, non solo a Venezia, bensì in tutta Italia. Il secondo, diversamente dal primo, durante la sua carriera pubblicò esclusivamente partiture, e nonostante la sua feroce competitività nei confronti di una piccola impresa di Ferrara, andò spesso a braccetto con quella di Scotto, visti i loro frequenti aiuti reciproci. Questi, nei suoi 33 anni del proprio dominio di stampa, produsse più di 800 pubblicazioni - di cui più della metà di tipo musicale -, con una media di una a settimana[4][5].
Avendo il monopolio musicale, un mercato fiorente per i suoi prodotti e una rete di librai in tutta Italia e Sicilia, Scotto acquisì una considerevole ricchezza durante i decenni centrali del XVI secolo. I registri fiscali e il suo testamento menzionano la possidenza da parte propria di numerose proprietà in affitto e campi coltivati, molti dei quali nei pressi di Padova. Nel 1571 fu eletto priore della Corporazione Veneziana degli Stampatori e dei Librai, cosa che includeva tra i suoi membri tutte le figure di spicco del settore a Venezia, morendo un anno dopo a questa nomina, il 23 settembre del 1572, e venendo sepolto nella chiesa monastica di San Francesco della Vigna di Venezia[3]. Dopo il suo decesso, il grande Scotto venne succeduto dal nipote Melchiorre, al decesso del quale nel 1613 l'impresa venne sciolta ed i suoi beni messi all'asta, in quanto l'erede di quest'ultimo era considerato dalle autorità veneziane illegittimo[6].
Musica
La musica di Girolamo Scotto, tutta profana e vocale, fu scritta per il suo mercato ed era in gran parte didattica. Durante la sua carriera, il milanese compose 220 composizioni, da lui stesso pubblicate, molte delle quali madrigali a due o tre voci. I primi erano una relativa rarità all'epoca, ma utili per l'insegnamento e per i dilettanti, in quanto la maggior parte di questo tipo di composizioni erano a quattro o cinque voci. Stilisticamente si mantenevano al passo con le tendenze del momento, e probabilmente Scotto imparò dai compositori le cui opere pubblicò, viste le non rare parafrasi di composizioni altrui da parte sua[4]. Una delle sue musiche più celebri fu un'ambientazione del sonetto di Petrarca Padre del ciel, doppo i perduti giorni. Quest'opera a tema serio, un sonetto di contrizione e rinuncia emblematico della Controriforma, fu ambientata da un solo altro compositore, il rinomato Cipriano de Rore[7].
Note
- ^ o Gerolamo
- ^ Jane Agar Bernstein, Scotto, Girolamo, in Oxford Music Online, Oxford University Press, 2001. URL consultato il 24 febbraio 2026.
- ^ a b c d e f g h Jane A. Bernstein, Music printing in Renaissance Venice: the Scotto Press, 1539-1572, Oxford University Press, 1998, ISBN 978-0-19-510231-4.
- ^ a b c d Thomas W Bridges e Jane Agar Bernstein, Scotto family, in Oxford Music Online, Oxford University Press, 2001. URL consultato il 26 febbraio 2026.
- ^ Mary S. Lewis e Richard J. Agee, Gardano family, in Oxford Music Online, Oxford University Press, 2001. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ^ Stanley Sadie, The new Grove dictionary of music and musicians, Macmillan, 1995, ISBN 978-1-56159-174-9.
- ^ Alfred Einstein, Alexander Haggerty Krappe e Roger Sessions, The Italian madrigal, Princeton University Press, 1971, ISBN 978-0-691-09112-9.
Bibliografia
- (EN) Allan W. Atlas, Renaissance Music: Music in Western Europe, New York, W.W. Norton & Co., 1998, ISBN 0-393-97169-4.
- (EN) Gustave Reese, Music in the Renaissance, New York, W.W. Norton & Co., 1954, ISBN 0-393-09530-4.
- (EN) Howard Mayer Brown, Music in the Renaissance, collana Prentice Hall History of Music Series, Englewood Cliffs, Prentice-Hall, Inc., 1976, ISBN 0-13-608497-4.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Girolamo Scotto
Collegamenti esterni
- Opere di Girolamo Scotto, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Spartiti o libretti di Girolamo Scotto, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Girolamo Scotto, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Girolamo Scotto, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 13137489 · ISNI (EN) 0000 0004 3957 4271 · SBN DDSV098436 · CERL cni00038946 · Europeana agent/base/45686 · LCCN (EN) n90628591 · GND (DE) 120408007 · BNE (ES) XX1580017 (data) · BNF (FR) cb12231008d (data) · J9U (EN, HE) 987007267820305171 · NSK (HR) 981005710286509366 |
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