Eric Lock
| Eric Stanley Lock | |
|---|---|
| Nascita | Bayston Hill, 19 aprile 1919 |
| Morte | Canale della Manica, 3 agosto 1941 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Royal Air Force |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1939-1941 |
| Grado | Tenente di squadriglia |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) |
| Battaglie | Battaglia d'Inghilterra |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da The Airmen's Stories - P/O E S Lock[1] | |
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Eric Stanley Lock (Bayston Hill, 19 aprile 1919 – Canale della Manica, 3 agosto 1941) è stato un militare e aviatore britannico, asso dell'aviazione nel corso della seconda guerra mondiale con 26 vittorie aeree accertate e otto vittorie probabili. Il totale comprendeva 17 Messerschmitt Bf 109, un "Heinkel He 113" (probabilmente un Bf 109), un Henschel Hs 126, due Messerschmitt Bf 110, due Heinkel He 111, due Junkers Ju 88 e un Dornier Do 17 distrutti.[2] Decorato con il Distinguished Service Order e con la Distinguished Flying Cross con Bar[3][4][5].
Biografia
Nacque nel villaggio di Bayston Hill, nello Shropshire, il 19 aprile 1919, all'interno di una famiglia di agricoltori e cavatori, figlio di Charles Edward e Dora Cornes.[1] Ricevette un'istruzione privata presso la Prestfelde School di Shrewsbury. Per il suo quattordicesimo compleanno, suo padre, al costo di cinque scellini, gli regalò un volo di 15 minuti su un de Havilland DH.61 Giant Moth G-AAEV dell'Air Circus di Sir Alan Cobham, ma non rimase impressionato dal volo e perse presto interesse per l'aviazione.[1] A 16 anni lasciò la scuola e si unì all'attività di suo padre.[6] Un incontro casuale con l'aviatrice Amy Johnson presso un club di volo a vela sul Long Mynd, nelle Shropshire Hills, consolidò ulteriormente il suo crescente interesse per il volo.[1] Nel febbraio 1939, con il crescente precipitare della situazione internazionale, prese la decisione che se ci fosse stata una guerra, avrebbe voluto diventare un pilota da caccia, e quindi si arruolò immediatamente nella Royal Air Force Volunteer Reserve.[1] Entro tre mesi fu richiamato in servizio e iniziò l'addestramento al volo. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre 1939, come pilota addestrato entrò in servizio nella Royal Air Force con il grado di sergente pilota.[1]
Dopo un ulteriore addestramento presso la No.6 Flying School sulla base RAF Little Rissington, fu nominato ufficiale pilota (numero di matricola 81642) e assegnato al No. 41 RAF Squadron presso la RAF Catterick, nel North Yorkshire, pilotando i caccia Supermarine Spitfire.[7][8][6] Completò il suo addestramento alla fine di maggio del 1940, qualificato ufficialmente come pilota da caccia, ed assegnato al No.41 RAF Squadron sulla RAF Catterick come ufficiale pilota ad interim.[1] Trascorse diverse settimane con il suo reparto prima di ottenere un permesso di due settimane nel luglio del 1940 per sposare la sua fidanzata, la signorina Peggy Meyers.[1] Rientrò alla sua unità e iniziò presto missioni di pattugliamento e combattimento sul nord dell'Inghilterra, difendendo lo spazio aereo britannico contro le incursioni portate dalla Luftflotte 5 di stanza in Norvegia. Rimase annoiato dalle missioni di pattugliamento perché consistevano nell'inseguire senza successo i solitari incursori nemici.[6]
La battaglia d'Inghilterra
La battaglia d'Inghilterra iniziò nel luglio del 1940 con gli attacchi della Luftwaffe contro le navi mercantili britanniche nel canale della Manica e sulla costa orientale della Gran Bretagna. In agosto, le basi del RAF Fighter Command vennero attaccate mentre i tedeschi cercavano di stabilire la supremazia aerea sull'Inghilterra meridionale. Le battaglie aeree si ampliarono, ma il No.41 RAF Squadron, con base a nord, era ben lontano dalla principale zona di combattimento e vide poca azione durante le prime quattro settimane dell'offensiva aerea tedesca.[9] Entrò in azione il 15 agosto 1940, quando la Luftwaffe tentò di mettere alla prova il Fighter Command lanciando un'ondata di aerei contro obiettivi nel nord dell'Inghilterra, dove l'intelligence tedesca riteneva che ci sarebbe stata poca resistenza. Fu in questa battaglia che ottenne la sua prima vittoria. Salendo a 6.100 metri di altitudine a nord di Catterick, avvistò una formazione compatta di caccia bimotori Messerschmitt Bf 110 e bombardieri Junkers Ju 88. Lo squadrone ricevette l'ordine di mettersi in formazione in linea di battaglia e sferrare l'attacco. Nel primo passaggio, seguì il suo caposezione, e nel secondo ebbe l'opportunità di sparare a un caccia pesante Bf 110. Dopo due brevi raffiche, il motore di destra prese fuoco. Seguendo il caccia nemico fino a 3.000 metri, sparò alla fusoliera e incendiò il motore di sinistra. Il mitragliere cessò di sparare ed egli lo lasciò a 5.000 piedi (1.500 m).[1] Stava per rivendicare il probabile abbattimento, ma un altro pilota del suo reparto lo vide schiantarsi nel porto di Seaham e confermò la sua vittoria. Attaccò subito gli Ju 88, abbattendone uno.[6]
Alla luce della necessità del Fighter Command di unità da caccia nel sud del paese, il No.41 RAF Squadron fu ridispiegato alla base RAF di Hornchurch, nell'Essex, il 3 settembre 1940.[1] Il 5 dello stesso mese volò come Red 2, posizionato dietro e a protezione del comandante dello squadron. Abbatté due bombardieri Heinkel He 111 sopra l'estuario del Tamigi. [1]Una delle sue vittime si schiantò in un fiume, l'altra prese fuoco e il suo carrello di atterraggio si staccò. Lui lo seguì, rendendosi subito conto del suo errore: ridurre l'altitudine per inseguire un nemico danneggiato metteva un pilota a rischio di essere attaccato dai caccia nemici, ma era troppo tardi.[10][11]
Un Messerschmitt Bf 109 lo attaccò immediatamente, danneggiando il suo Spitfire e ferendolo a una gamba.[10] Cabrò immediatamente, seguito da Bf 109 che tentando di raggiungerlo andò in stallo. Si gettò subito in picchiata aspettando che il velivolo nemico facesse altrettanto, poi sparò subito brevi raffiche di mitragliatrice e l'aereo nemico esplose in volo.[10] Guardandosi intorno, vide il secondo He 111 ammarare nel Canale della Manica, a circa dieci miglia dal primo.[10] Volteggiò sopra l'He 111 e, notando una barca, la avvertì della sua presenza sorvolandola e la condusse al luogo dell'incidente.[10] Mentre lasciava la scena, vide l'equipaggio nemico arrendersi agli occupanti della barca.[10] Sulla via del ritorno vide la sua prima vittima nel fiume, con un gommone nelle vicinanze.[10] In quella data rivendicò l'abbattimento di un altro Bf 109.[12]
Il giorno seguente, nonostante il dolore alla gamba e contro il parere dei medici, decollò nuovamente e rivendicò la sua settima vittoria, un Ju 88 al largo di Dover, abbattuto alle 09:00.[10] Il 9 settembre rivendicò la distruzione di due Bf 109 sopra il Kent e l'11 settembre 1940 altre due vittorie, abbattendo un Ju 88 e un Bf 110.[1] All'epoca aveva distrutto nove aerei nemici, otto dei quali in meno di sette giorni.[1] Gli fu conferita la Distinguished Flying Cross (DFC), pubblicata sulla London Gazette il 1° ottobre 1940.[10]
Il 14 settembre registrò abbatté due Bf 109 e il giorno seguente partecipò alla distruzione di un Dornier Do 17 prima di distruggere un Bf 109 il 15 settembre 1940, il battle of Britain Day sopra Clacton-on-Sea. Seguirono due giorni di riposo. Il 18 settembre rivendicò la distruzione di un Bf 109 probabilmente durante la sua prima pattuglia, poi la distruzione di un altro e di un altro probabile nel pomeriggio sopra Gravesend.[10] Il 20 settembre, presentò un curioso rapporto in cui affermava di aver attaccato tre "Heinkel He 113", abbattendone uno e costringendo gli altri a fuggire verso la Francia.[13]
Durante quella sortita avvistò un ricognitore Henschel Hs 126 che inseguì attraverso il canale della Manica prima di abbatterlo definitivamente sopra le batterie di cannoni tedesche a Boulogne-sur-Mer.[13] All'atterraggio, il suo ufficiale comandante gli comunicò che gli era stata conferita una bar alla sua DFC per aver conseguito 15 vittorie in 16 giorni.[13] L'onorificenza fu pubblicata il 22 ottobre 1940.[14]
Fronte del canale
L'8 novembre 1940, il suo Spitfire (P7554) fu gravemente danneggiato durante uno scontro a fuoco con diversi Bf 109 sopra Beachy Head, nell'East Sussex.[1] Lo Spitfire subì danni così ingenti che fu costretto ad atterrare in un campo arato, ma riuscì a uscire illeso. Il 17 novembre 1940, il No.41 RAF Squadron attaccò una formazione di 70 Bf 109 che fungevano da copertura aerea per un raid di bombardamento su Londra. Dopo aver abbattuto un Bf 109 e averne incendiato un altro, il suo cacciafu colpito da una raffica di proiettili di cannone, che lo ferirono gravemente il braccio destro e a entrambe le gambe. I proiettili, inoltre, aprirono permanentemente la valvola dell'acceleratore, tranciando la leva di comando. La valvola aperta permise allo Spitfire di accelerare rapidamente fino a 640 km/h (400 mph), lasciandosi alle spalle i Bf 109, senza che dovesse tentare di manovrarlo con il braccio destro ferito. A 20.000 piedi (6.100 m) iniziò la discesa e, con scarso controllo e senza mezzi per rallentare il caccia, non poté effettuare un atterraggio sicuro; essendo troppo gravemente ferito per paracadutarsi in salvo, si trovava in una situazione pericolosa.[1] Dopo aver perso quota fino a 2.000 piedi (610 m),spense il motore e trovò un luogo adatto per l'atterraggio di emergenza vicino alla base RAF Martlesham Heath, nel Suffolk, dove fece planare il caccia danneggiato per un atterraggio "a carrello abbassato".[15] Rimasto sdraiato nell'aereo per circa due ore, fu trovato da due soldati dell'esercito britannico in pattuglia e trasportato per due miglia (3 km) su una barella improvvisata fatta con i loro fucili Enfield e cappotti invernali in dotazione all'esercito, realizzata su sua istruzione.[1] A questo punto egli aveva perso così tanto sangue da essere privo di sensi, e quindi incapace di sentire l'ulteriore dolore di essere stato lasciato cadere tre volte, una delle quali in un argine d'acqua.[15] Dopo essere stato trasferito al Princess Mary's Hospital presso la RAF Halton, il 17 dicembre 1940 gli fu conferito il Distinguished Service Order (DSO).[15]
Subì quindici operazioni chirurgiche separate nei tre mesi successivi per rimuovere le schegge e altri frammenti metallici dalle sue ferite.[15]Nei tre mesi successivi rimase ad Halton a riprendersi dalle ferite, uscendo solo in un'occasione per recarsi con le stampelle e in uniforme completa a Buckingham Palace, dove re Giorgio VI gli conferì il DSO, la DFC con la Bar.[16] Fu anche menzionato nei dispacci nel marzo 1941.[17]
Per diversi mesi rimase ricoverato presso il Royal Masonic Hospital insieme a Richard Hillary, un altro asso della Battaglia d'Inghilterra, ed entrambi vennero operati dal pioniere della chirurgia plastica Archibald McIndoe.[18] Mentre era lì, Hillary scrisse le sue memorie The Last Enemy, prima di morire in un incidente di volo l'8 gennaio 1943. Ricordava Lock sottoposto a trattamento con sulfapiridina e che era "loquace".[18][19] Le infermiere indossavano mascherine e guanti antinfettivi, ed Eric, "con un sorriso amabile", le malediceva per questo "dall'alba al tramonto".[20] Nel giugno del 1941, ricevette la notifica della sua promozione a sottotenente di squadriglia e gli fu richiesto di presentarsi immediatamente per il servizio di volo con il No.41 RAF Squadron.[21] Quattro settimane dopo fu promosso a tenente di squadriglia e assegnato al No.611 RAF Squadron, assumendo il comando del B Flight.[16] Nel luglio del 1941 ottenne tre vittorie contro i Bf 109 durante delle offensive di sorvolo sulla Francia: il 6 luglio alle 15:00, l'8 luglio alle 06:30 e alle 11:00 del 14 luglio vicino a Le Touquet.[22][23][24]
Il 3 agosto 1941, stava tornando da un Missione "Rhubarb" quando avvistò una colonna di truppe e veicoli tedeschi su una strada vicino al Pas-de-Calais. Segnalando l'attacco al suo gregario, il tenente di squadriglia E.C. Cathels, fu visto staccarsi dalla formazione e prepararsi per l'attacco: fu l'ultima volta che venne visto. Si ritiene che sia stato abbattuto dal fuoco antiaereo.[12] Né il suo corpo né il suo Spitfire Mk V, W3257, sono mai stati ritrovati, nonostante una ricerca approfondita della zona negli anni successivi alla guerra da parte sia della RAF che della Commonwealth War Graves Commission.[25]
Egli fu il primo di tre assi della RAF che furono abbattuti durante questo periodo: Douglas Bader fu abbattuto per errore e fatto prigioniero il 9 agosto 1941; lo Spitfire di Robert Stanford Tuck fu colpito dalla contraerea nemica vicino a Boulogne-sur-Mer il 28 gennaio 1942, e fu costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza e fatto prigioniero.[26] Nel luglio 1942, Paddy Finucane andò perduto in circostanze simili a quelle di Lock.
Onorificenze
— 17 dicembre 1940.[27]
— 1 ottobre 1940.[28]
— 22 ottobre 1940.[14]
Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p The Airmen Story.
- ^ Shores, Williams 1994, p. 402.
- ^ Western Front Association.
- ^ Commonwealth war graves commission.
- ^ Foundation.
- ^ a b c d Baker 1962, p. 128.
- ^ Bishop 2004, p. 20.
- ^ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34910, 30 July 1940.
- ^ Baker 1962, p. 129.
- ^ a b c d e f g h i j Baker 1962, p. 130.
- ^ Robinson 1987, p. 80.
- ^ a b Shores, Williams 1994, p. 212.
- ^ a b c Baker 1962, p. 131.
- ^ a b (EN) The London Gazette (PDF), n. 34976, 22 October 1940.
- ^ a b c d Baker 1962, p. 131-132.
- ^ a b Baker 1962, p. 132.
- ^ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35107, 14 March 1941.
- ^ a b Hillary 2010, p. 154.
- ^ Fransk 1980, p. 119-120.
- ^ Hillary 2010, p. 155.
- ^ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35222, 18 July 1941.
- ^ Foreman 2005, p. 72.
- ^ Foreman 2005, p. 75.
- ^ Foreman 2005, p. 80.
- ^ Foreman 1997, p. 132.
- ^ Price 1997, p. 24.
- ^ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35015, 17 December 1940.
- ^ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34958, 1º October 1940.
Bibliografia
- (EN) E.C.R. Baker, The Fighter Aces of the RAF, London, William Kimber, 1962.
- (EN) Patrick Bishop, Fighter Boys: Saving Britain 1940, Harper Perennial, 2004, ISBN 0-00-653204-7.
- (EN) Ken Delve, Fighter Command 1936-1968. An Operational & Historical Record, Barnsley, Pen & Sword, 2007.
- (EN) John Foreman, RAF Fighter Command Victory Claims of World War Two: Part Two, 1 January 1941 – 30 June 1943, Walton on Thames, Red Kite, 2005, ISBN 0-9538061-8-9.
- (EN) Norman Franks, Wings of Freedom: Twelve Battle of Britain Pilots, London, William Kimber, 1980, ISBN 0-7183-0396-2.
- (EN) Norman Franks, Royal Air Force Fighter Command Losses of the Second World War. Volume 1: Operational Losses: Aircraft and Crews, 1939–1941, Hersham, Surrey, Midland Publishing, 1997, ISBN 1-85780-055-9.
- (EN) Richard Hillary, The Last Enemy, London, Vintage Ltd, 2010, ISBN 978-0-09-955182-9.
- (EN) John Lake, The Battle of Britain, Etobicoke (Ontario), Prospero Books, 2000, ISBN 1-55267-007-4.
- (EN) Peter Lewis, Squadron Histories. RFC, RNAS & RAF since 1912, London, Putnam & Company, 1968.
- (EN) Francis Mason, Battle Over Britain, London, McWhirter Twins Ltd, 2010, ISBN 978-0-901928-00-9.
- (EN) Alfred Price, Spitfire Mark V Aces 1941–1945, Botley, Osprey Publishing, 1997, ISBN 978-1-85532-635-4.
- (EN) Anthony Robinson, RAF Fighter Squadrons in the Battle of Britain, London, Arms and Armour, 1987, ISBN 978-0-85368-846-4.
- (EN) Christopher Shores e Clive Williams, Aces High: A Tribute to the Most Notable Fighter Pilots of the British and Commonwealth Forces of WWII, London, Grub Street Publishing, 1994, ISBN 978-1-898697-00-8.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) The Airmen's Stories -P/O E S Lock, su bbm.org.uk. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- (EN) Eric Stanley Lock, su eastgrinsteadmuseum.org.uk. URL consultato il 27 aprile 2026.
- (EN) Lock, Eric Stanley, su allspitfirepilots.org. URL consultato il 27 aprile 2026.
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