Dukeite
| Dukeite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 7.DF.80[1] |
| Formula chimica | Bi3+24Cr6+8O57(OH)6·3H2O[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | trigonale[3] |
| Parametri di cella | a = 15,067(3) Å, c = 15,293(4) Å, V = 3 007 ų, Z = 2[4] |
| Gruppo puntuale | 3m[3] |
| Gruppo spaziale | P31c (nº 159)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 7,171[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3 - 4[5] |
| Sfaldatura | non osservata[6] |
| Frattura | irregolare[6] |
| Colore | dal giallo al marrone-giallo sporco[5] |
| Lucentezza | resinosa[5] |
| Opacità | trasparente[5] |
| Striscio | giallo brillante[5] |
| Diffusione | molto rara[7] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La dukeite (simbolo IMA: Duk[8]) è un minerale molto raro della famiglia dei "solfati (selenati, tellurati, cromati, molibdati, tungstati)" e possiede composizione chimica Bi3+24Cr6+8O57(OH)6·3H2O.[2]
Etimologia e storia
Il nome è in onore della Duke University di Durham, cittadina statunitense della Carolina del Nord poiché l'esemplare olotipo è stato scoperto nelle sue collezioni e, nello specifico, della Mary Duke Biddle Foundation che ha finanziato e curato la cospicua collezione mineralogica dell'università.[4]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[9] elenca la dukeite nella classe "7. Solfati (selenati, tellurati, cromati, molibdati, tungstati)" e nella sottoclasse "7.D Solfati (selenati, ecc.) con anioni aggiuntivi, con H2O"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo tale che la dukeite possa essere trovata nella sezione "7.DF Con cationi di media e grande dimensione" dove è l'unico membro del sistema nº 7.DF.80.[9]
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".[1]
Contrariamente alla sistematica Strunz, la Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß colloca la dukeite nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno di 2:3 (M2O3 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/C.02 insieme a sénarmontite, arsenolite, sphaerobismoite, sillénite, crombismite e bismite.[10]
La classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la dukeite nella famiglia dei "cromati"; qui è nella classe dei "cromati composti" e nella sottoclasse popolata dai "cromati composti con formule varie", dove è l'unico membro del sistema nº 36.01.03.[11]
Abito cristallino
La dukeite cristallizza nel sistema trigonale nel gruppo spaziale P31c (gruppo nº 159) con parametri reticolari a = 15,067(3) Å e c = 15,293(4) Å, oltre a possedere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La dukeite è stata scoperta su un altro minerale, la pucherite, conservato in un museo; i minerali associati sono bismutite, hechtsbergite, pucherite e schumacherite.[6]
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo a[7] Le Val-d'Ajol nel Vosgi (Francia), nella miniera di Kinkei a Chino (Giappone) e nella sua località tipo, la miniera "Posse" nel Minas Gerais (Brasile).[12]
Forma in cui si presenta in natura
La dukeite forma fasci strettamente legati di dimensioni fino a 1 mm a loro volta composti da cristalli aciculari paralleli di dimensioni massime di 100 μm.[6] Il minerale è trasparente con lucentezza resinosa; il colore va dal giallo al marrone-giallo sporco, mentre lo striscio è giallo brillante.[4]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With large and medium-sized cations, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b c (DE) Dukeit (dukeite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b c d (EN) Dukeite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b c d e f (EN) Peter C. Burns, Andrew C. Roberts, John A.R. Stirling, Alan J. Criddle e Mark N. Feinglos, Dukeite, Bi3+24Cr6+8O57(OH)6(H2O)3, a new mineral from Brejaúba, Minas Gerais, Brazil: Description and crystal structure (abstract), in American Mineralogist, vol. 85, n. 11-12, 25 marzo 2015. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b c d (EN) Dukeite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ a b (EN) Localities for Dukeite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 14 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 13 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Lapis-Systematik - IV OXIDE - IV/C Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 2:3 (M2O3 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ (DE) Dana 8 Systematik - 36 Compound Chromates - 36.01 Compound Chromates with miscellaneous formulae, su mineralienatlas.de. URL consultato il 14 agosto 2026.
- ^ (EN) Posse mine, São José de Brejaúba, Conceição do Mato Dentro, Minas Gerais, Brazil, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 14 agosto 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Peter C. Burns, Andrew C. Roberts, John A.R. Stirling, Alan J. Criddle e Mark N. Feinglos, Dukeite, Bi3+24Cr6+8O57(OH)6(H2O)3, a new mineral from Brejaúba, Minas Gerais, Brazil: Description and crystal structure (abstract), in American Mineralogist, vol. 85, n. 11-12, 25 marzo 2015. URL consultato il 14 agosto 2026.
- (EN) Dukeite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 14 agosto 2026.
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