Umberto Franci
Umberto Franci (Urbino, 28 novembre 1909 – Urbino, 31 maggio 2012) è stato un incisore e pittore italiano.
Biografia
Si diplomò all'Istituto per la Decorazione e l'Illustrazione del Libro nel 1932, sotto la guida di Francesco Carnevali, Aleardo Terzi, Ettore di Giorgio e Bruno da Osimo. Le tecniche artistiche da lui praticate furono fondamentalmente l'incisione (in particolare la xilografia) e la pittura. Il suo stile iniziale si contraddistinse per un segno della linea molto dura.
Nel 1934 lavorò a Roma, assieme allo xilografo Attilio Giuliani, per realizzare delle incisioni raffiguranti le città italiane sede di Università, su commissione dei Gruppi Universitari Fascisti, in quanto queste vedute dovevano servire per essere scambiate con gli studenti americani. Dopo questo lavoro insegnò in varie località italiane, dalla Calabria, ad Amantea, a Castelforte fino a Sessa Aurunca; durante questo periodo realizzò alcune xilografie, come Costumi Calabresi, fortemente caratterizzate dal linguaggio aulico di Adolfo De Carolis, filtrato tramite la lezione di Ettore Di Giorgio e Bruno da Osimo.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Franci fu già nell'esercito; anche qui si distinse notevolmente, ottenendo la promozione a sottotenente di complemento, nel 1931; poi la promozione a tenente di fanteria, nel 1938; la promozione a capitano, nel 1953, ed infine la promozione a tenente colonnello, nel 2009, in occasione del suo centesimo compleanno. Dopo l'otto settembre 1943 andò a combattere con le formazioni partigiane. Durante il periodo bellico, Franci espose le opere legate ai temi della difesa costiera e dei soldati, all'interno delle Esposizioni degli artisti in armi, organizzate da Francesco Sapori, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Subito dopo la guerra tornò ad insegnare nella sua provincia d'origine e nel 1959 ottenne la cattedra di Xilografia presso la Scuola dove si era diplomato.
Tra il 1954 ed il '60 rinnovò il suo linguaggio artistico, sostituendo il tratto duro degl'inizi con un segno molto più morbido e analogamente adottò dei valori tonali morbidi e sfumati. Da questo periodo Franci adottò il soggetto che mantenne fino alla fine, ovvero il paesaggio della campagna urbinate, fatto di dolci colline e da soffici e delicati valori cromatici. Dal 1960 iniziò a produrre le prime opere con i pastelli a cera, dove il tratto è completamente sostituito dal colore. Le ultime xilografie, invece appaiono più fredde, con una forte preminenza del bianco.
Partecipò a diverse mostre, sia italiane che estere; come: la Biennale d'Arte di Venezia, varie Quadriennali di Roma, diverse rassegne regionali e nazionali, alle esposizioni organizzate dalla Biennale di Venezia nei Paesi sudamericani, alle mostre organizzate dalla Calcografia Nazionale di Roma in vari Paesi europei. Infine ha partecipato all'Internazionale Xilografica, organizzata dal Museo di Arte e di Storia di Friburgo, in vari Paesi europei[1].
Franci si impegnò molto anche nella vita culturale e politica della sua città. Ricoprì prima la carica di consigliere comunale, dal 1956 al 1960[2], poi quella di assessore all'urbanistica, per il Partito Socialista Italiano, ed infine quella di presidente dell'Azienda autonoma di Soggiorno e Turismo. Fu socio della locale Accademia Raffaello, dal 7 aprile 1941[3].
È morto il 31 maggio 2012, all'ospedale di Urbino, all'età di 102 anni[4].
Onorificenze
Note
- ^ Cuppini 1986.
- ^ Comune di Urbino - Risultati Elettorali - Elezioni Comunali, su comune.urbino.ps.it (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2014).
- ^ A. Fucili, L'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7
- ^ Addio ad Umberto Franci l'artista aveva 102 anni, su ilrestodelcarlino.it, 2 giugno 2012. URL consultato l'8 maggio 2013.
- ^ Onorificenze - Dettaglio decorato (76258), su quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana. URL consultato il 12 aprile 2026.
Bibliografia
- S. Cuppini, Umberto Franci, in AA.VV., La Scuola del Libro di Urbino - Copenaghen, Istituto Italiano di Cultura, 22-31 maggio, Urbino, Arti Grafiche Editoriali, 1986, pp. 97-101, SBN UMC0978082.
Collegamenti esterni
- Umberto Franci, su prourbino.it. URL consultato il 20 gennaio 2026.
- Opere di Umberto Franci nell'Istituto Centrale per la Grafica, su calcografica.it. URL consultato il 20 gennaio 2026.
- Opere di Umberto Franci nella Fototeca Zampetti, su sanzio.uniurb.it. URL consultato il 20 gennaio 2026.
- Umberto Franci nel Dizionario d'arte Sartori, su dizionariodartesartori.it. URL consultato il 20 gennaio 2026.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 210908085 · ISNI (EN) 0000 0003 5860 1768 · SBN CFIV117734 · LCCN (EN) no2012137370 · GND (DE) 188446788 |
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