Stibioclaudetite
| Stibioclaudetite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.CB.45[1] |
| Formula chimica | AsSbO3[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 4,5757 Å, b = 13,1288 Å, c = 5,4216 Å, β = 95,039°, V = 324,44 ų, Z = 4[5] |
| Gruppo puntuale | 2/m[4] |
| Gruppo spaziale | P21/m[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 5,009[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 2[3] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {010}[5] |
| Colore | incolore[6] |
| Lucentezza | adamantina[5] |
| Opacità | trasparente[6] |
| Striscio | bianco[3] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La stibioclaudetite (simbolo IMA: Scld[7]) è un raro minerale del gruppo della claudetite; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica AsSbO3.[2]
Etimologia e storia
La stibioclaudetite prende il nome per via della sua relazione con la claudetite e per la sua composizione chimica (il prefisso deriva da stibium, il nome latino dell'antimonio). A sua volta la claudetite prende il proprio nome in onore di Frédéric Just Claudet (1826 - 1906), chimico che per primo descrisse questo minerale.[8]
Classificazione
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[9] la stibioclaudetite compare con il nome provvisorio IMA 2007-028[10] ed è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e da lì nella sottoclasse "4.C Metallo:Ossigeno = 2:3, 3:5 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione del cationi coinvolti, in modo tale da trovare la stibioclaudetite nella sezione "4.CB Con cationi di media dimensione" dove forma il sistema nº 4.CB.45 insieme alla claudetite.[9]
Tale classificazione viene mantenuta invariata nell'edizione successiva proseguita dal database "mindat.org".[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la stibioclaudetite è elencata nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno di 2:3 (M2O3 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/C.01 insieme a claudetite, valentinite e auroantimonato.[11]
Anche la classificazione secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la stibioclaudetite nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi semplici con carica cationica 3+ (A2O3)" dove forma il "gruppo della claudetite" con il numero di sistema 04.03.10 insieme a bismite e claudetite.[12]
Abito cristallino
La stibioclaudetite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/m con le costanti di reticolo a = 4,5757 Å, b = 13,1288 Å, c = 5,4216 Å e β = 95,039°,[6] oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.[3]
Origine e giacitura
La stibioclaudetite è stata rinvenuta come fase figlia in inclusioni fluide all'interno di pegmatiti granitiche, ma è stata trovata anche in una cavità all'interno di tennantite massiva proveniente da una zona ossidata. La paragenesi è con leiteite, ludlockite, quarzo e smithsonite. [13]
Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato solo in pochi siti sparsi per il mondo: la località tipo, la miniera di Tsumeb (19.22704°S 17.72764°E) (Namibia);[14] a Wet Swine Gill ad Allerdale (Cumbria, Inghilterra); presso Guttaring (in Carinzia, Austria); nella miniera di Borgofranco (a Borgofranco d'Ivrea, Piemonte) e Pira Inferida presso Gonnosfanadiga (Sardegna), entrambi in Italia; nella miniera nº 45 di Plaka a Lavreotiki (Grecia); nel deposito di oro-antimonio di Zlatá Idka (distretto di Košice-okolie, Slovacchia).[15]
Forma in cui si presenta in natura
La stibioclaudetite forma cristalli di dimensioni fino a 6 mm.[13] Il minerale è trasparente con lucentezza adamantina, è incolore e il colore dello striscio è bianco.[6]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With medium-sized cations, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: September 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, settembre 2025. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b c d (DE) Stibioclaudetit (Stibioclaudetite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b c (EN) Stibioclaudetite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b c d (EN) Marcus Origlieri, Robert T. Downs, William W. Pinch e Gary L. Zito, Stibioclaudetite, a new mineral from Tsumeb, Namibia (PDF), in The Mineralogical Record, vol. 40, n. 3, 2009, pp. 209-213. URL consultato il 21 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2022).
- ^ a b c d (EN) Stibioclaudetite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 21 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ (EN) Claudetite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 21 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (EN) Synonyms of Stibioclaudetite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ (DE) Lapis-Systematik - IV OXIDE - IV/C Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 2:3 (M2O3 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ (EN) Dana Classification 8th edition - A2X3, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ a b (EN) Stibioclaudetite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ (EN) Tsumeb Mine (Ongopolo Mine), Tsumeb, Oshikoto Region, Namibia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ^ (EN) Localities for Stibioclaudetite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Stibioclaudetite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- (EN) Marcus Origlieri, Robert T. Downs, William W. Pinch e Gary L. Zito, Stibioclaudetite, a new mineral from Tsumeb, Namibia (PDF), in The Mineralogical Record, vol. 40, n. 3, 2009, pp. 209-213. URL consultato il 21 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2022).
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