Neocuproina

Neocuproina
formula di struttura
formula di struttura
un campione di neocuproina
un campione di neocuproina
Nome IUPAC
2,9-dimetil-1,10-fenantrolina
Abbreviazioni
DMPHEN
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC14H12N2
Massa molecolare (u)208,27 g/mol
Aspettosolido giallo chiaro
Numero CAS484-11-7
Numero EINECS207-601-9
PubChem65237
SMILES
CC1=NC2=C(C=C1)C=CC3=C2N=C(C=C3)C
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acquapoco solubile (20 °C)
Temperatura di fusione161 °C (434 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante
attenzione
Frasi H315 - 319 - 335
Consigli P261 - 305+351+338 [1]

La neocuproina[2] è un composto eterociclico aromatico e un ligando chelante simile alla fenantrolina, della quale è il derivato dimetilico nelle posizioni 2 e 9.[3][4]

A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino da bianco a beige, dall'odore caratteristico, solubile in metanolo. Come la fenantrolina, la neocuproina è basica, il pKa del suo acido coniugato è 6,01±0,30.[5]

Sintesi e struttura

La neocuproina può essere preparata mediante reazioni di Skraup sequenziali (reazione di Doebner-Miller/condensazione) della o-nitroanilina con crotonaldeide diacetato. Una sintesi alternativa comporta la condensazione di o-fenilendiammina, m-nitrobenzensolfonato e crotonaldeide diacetato. Questo metodo offre rese più elevate ma è meno economico.[6] La neocuproina si cristallizza come un diidrato e un emiidrato.

Chimica di coordinazione

All'inizio degli anni trenta, i derivati della fenantrolina divennero noti per il loro uso come indicatori colorimetrici per molti metalli di transizione. La neocuproina ha dimostrato di essere altamente selettiva per il rame(I). Il complesso risultante, [Cu(neocuproina)2]+ ha un colore rosso arancio intenso.[6] Le proprietà dei complessi neocuproinici di rame(I) sono state ampiamente studiate, ad es. per la preparazione di complessi di catenano e rotaxano.[7] Il rilascio di NO+ (nitrosonio) dagli S-nitrosotioli, catalizzato da rame, è inibito dalla neocuproina.[8]

Rispetto all'1,10-fenantrolina, la neocuproina ha i due metili che fiancheggiano i siti donatori di azoto con conseguente ingombro sterico. Una conseguenza importante è che i complessi trischelati del tipo [M(neocuproina)3]n+ sono decisamente sfavorevoli, in contrasto con la situazione con i ligandi di fenantrolina che mancano di sostituzione nelle posizioni 2 e 9, ma possono formare complessi bischelati [M(neocuproina)2]n+.[9] Il ligando batocuproina è simile alla neocuproina, ma ha in più sostituenti fenilici nelle posizioni 4,7.[10]

Altri metalli

Il platino forma tipicamente complessi planari quadrati del tipo [Pt(2,9-dimetil-1,10-fenantrolina)X2], dove X è di solito un alogenuro.[11]

È stato anche scoperto che la neocuproina ha proprietà che causano la frammentazione e la scomparsa della melanina nei melanociti dei pesci zebra adulti. Inoltre, organismi che esprimono la proteina fluorescente eGFP (Enhanced Green Fluorescent Protein) in presenza di neocuproina perdono la fluorescenza.[12]

Note

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 27.02.2010
  2. ^ (EN) DMPHEN, su www.chemspider.com. URL consultato il 30 luglio 2026.
  3. ^ M. K. Eggleston, P. E. Fanwick, A. J. Pallenberg e D. R. McMillin, A Twist on the Copper Center in the Crystal Structure of [Cu(dnpp)2]PF6 and the Charge-Transfer Excited State? (dnpp = 2,9-Dineopentyl-1,10-phenanthroline), in Inorganic Chemistry, vol. 36, 1997, pp. 4007-4010, DOI:10.1021/ic970135e.
  4. ^ Chandler, Christopher J., Deady, Leslie W. e Reiss, James A., Synthesis of some 2,9-Disubstituted-1,10-phenanthrolines, in Journal of Heterocyclic Chemistry, vol. 18, 1981, pp. 599-601, DOI:10.1002/jhet.5570180332.
  5. ^ Neocuproine CAS#: 484-11-7, su www.chemicalbook.com. URL consultato il 30 luglio 2026.
  6. ^ a b O'Reilly, E. J. e Plowman, R. A., Coordination Compounds of Substituted 1,10-Phenanthrolines and Related Dipyridyls, in Australian Journal of Chemistry, vol. 13, n. 1, 1959, pp. 145-149, DOI:10.1071/CH9600145.
  7. ^ McCleverty, J; Meyer, T. J. "Phenanthroline Ligands" in Comprehensive Coordination Chemistry II, Vol. 1, 2004, p.25-39.
  8. ^ Al-Sa’doni, H.H.; Megson, I.L.; Bisland, S.; Butler, A.R.; Flitney, F.W. Neocuproine, A Selective Cu(I) Chelator, and the relaxation of rat vascular smooth muscle by S-nitrosothiols. British Journal of Pharmacology, 121(6), 1997, p.1047-1050. DOI10.1038/sj.bjp.0701218
  9. ^ Pallenberg, A. J.; Marschner, T. M.; Barnhart, D. M., Phenanthroline complexes of the d10 Metals Nickel(0), Zinc(II) and Silver(I)—Comparison to Copper(I) Species, in Polyhedron, vol. 16, 1997, pp. 2711-2719, DOI:10.1016/S0277-5387(97)00051-X.
  10. ^ (EN) PubChem, Bathocuproine, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 30 luglio 2026.
  11. ^ Fanizzi, Francesco P.; Margiotta, Nicola; Lanfranchi, Maurizio; Tiripicchio, Antonio; Pacchioni, Gianfranco; Natile, Giovanni "A Molecular Tool for Measuring the Electron-Acceptor Ability of Ligands from Crystallographic Data" European Journal of Inorganic Chemistry volume 8, 2004, p.1705-1713. DOI10.1002/ejic.200300888
  12. ^ O’Reilly-Pol, Thomas; Johnson, Stephen L. "Neocuproine Ablates Melanocytes in Adult Zebrafish" Zebrafish 5(4). Mary Ann Liebert, Inc. 2008. DOI10.1089/zeb.2008.0540

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