Malhmoodite
| Malhmoodite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 8.CE.75[1] |
| Formula chimica | Fe2+Zr(PO4)2 • 4(H2O)[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | triclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 5,31200(10) Å, b = 9,3419(3) Å, c = 9,7062(3) Å, α = 97,6111(13)°, β = 91,9796(11)°, γ = 90,3628(12)°, V = 477,10(2) ų, Z = 2[3] |
| Gruppo puntuale | 2/m[5] |
| Gruppo spaziale | P1 (nº 2)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 2,877[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3[7] |
| Colore | bianco crema[6] |
| Lucentezza | serica[8] |
| Opacità | da trasparente a traslucida[4] |
| Striscio | bianco[8] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La malhmoodite (simbolo IMA: Mmo[9]) è un minerale piuttosto raro del gruppo omonimo; appartiene alla famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati" e possiede composizione chimica Fe2+Zr(PO4)2 • 4(H2O).[2]
La malhmoodite è l'analogo del ferro Fe2+ della zigrasite.
Etimologia e storia
La malhmoodite fu scoperta per la prima volta nella miniera di vanadio "Union Carbide" vicino a Wilson Springs nella contea di Garland (nell'Arkansas, Stati Uniti),[10] e descritta da Charles Milton, James J. McGee e Howard T. Evans Jr., che chiamarono il minerale in onore di Bertha K. Malhmood per onorare i suoi molti anni di servizio come assistente esecutiva presso i laboratori analitici del "Servizio Geologico degli Stati Uniti".[6]
Il minerale è stato riconosciuto come minerale indipendente dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 1992, ma inizialmente con il nome errato di mahlmoodite, perché i primi descrittori avevano commesso un errore di battitura nella loro pubblicazione. Questo errore è stato corretto solo nel 2002 da una nota ufficiale della Commissione sui nuovi minerali, nomenclatura e classificazione (CNMNC).[11]
Il campione tipo del minerale è conservato nel National Museum of Natural History di Washington con il numero di catalogo 170394.[5]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale fino al 2009,[12] elenca la malhmoodite nella classe "8. Fosfati, arseniati, vanadati" e da lì nella sottoclasse "8.C Fosfati senza anioni aggiuntivi, con H2O"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e al rapporto tra fosfato/arseniato/vanadato e acqua, in modo tale che la malhmoodite possa essere trovata nella sezione "8.CE Con soltanto cationi di media dimensione, RO4:H2O circa 1:2,5" dove forma il sistema nº 8.CE.75 insieme alla zigrasite.[13]
Questa classificazione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat dove, all'interno del sistema 8.CE.75, fa la sua comparsa anche un minerale senza nome e chiamato provvisoriamente UM2009-11-PO:CaHZr.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la malhmoodite si trova nella classe dei "fosfati, arseniati e vanadati" e da lì nella sottoclasse dei "fosfati contenenti acqua, senza anioni estranei"; qui è nella sezione in cui sono elencati i minerali con "cationi di piccole e medie dimensioni: Be e Al-Mn-Fe-Cu-Zn-Mg" e dove forma il sistema nº VII/C.09 insieme a metavariscite, fosfosiderite, kolbeckite, variscite, strengite, mansfieldite, scorodite, yanomamite, parascorodite, koninckite e zigrasite.[14]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la malhmoodite nella famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati"; qui è nella classe dei "fosfati idrati ecc." e nella sottoclasse dei "fosfati idrati ecc., con A2+B2+(XO4) • x(H2O)" dove forma il sistema nº 40.01.05 insieme a zigrasite e UM2009-11-PO:CaHZr.[15]
Abito cristallino
I primi studi sulla malhmoodite[6] riportavano che la cristallizzazione avveniva nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/c con i parametri reticolari a = 9,12(2) Å, b = 5,42(1) Å, c = 19,17(2) Å e β = 94,81(1)°, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.
Studi più recenti,[3] invece, stravolgono tali conclusioni e danno come sistema cristallino il triclino con gruppo spaziale P1 (gruppo nº 2); i parametri di cella sono a = 5,31200(10) Å, b = 9,3419(3) Å, c = 9,7062(3) Å, α = 97,6111(13)°, β = 91,9796(11)° e γ = 90,3628(12)°; le unità di formula sono 2.
Origine e giacitura
La malhmoodite è un raro minerale secondario presente nelle cavità di rocce ignee alcaline; la paragenesi è con anatasio, kolbeckite, pirite, pirosseno ricco di sodio e sfalerite.[5]
La malhmoodite è molto rara ed è stata trovata solo in pochi siti sparsi per il mondo: la sua località tipo, "Wilson Springs" (34.48345°N 92.98351°W) nella contea di Garland (Arkansas) e la cava "Pink Rose Lode" nella contea di Custer (Dakota del Sud); a Vielsalm e Lierneux (Belgio); la cava "La Lande" nei pressi di Pontivy (Francia); a Portreath (in Cornovaglia, Inghilterra).[16]
Forma in cui si presenta in natura
La malhmoodite si presenta in aggregati sferoidali di cristalli fibrosi irradiati a listelli, di dimensioni fino a 0,15 mm.[5] Il minerale è da trasparente a traslucido,[4] con lucentezza serica;[7] il colore è bianco crema, mentre quello del suo striscio è bianco.[7]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With only medium-sized cations, RO4:H2O about 1:2.5, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 16 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2025).
- ^ a b c d (EN) Hexiong Yang, Xiangping Gu, Thomas Loomis, Ronald B. Gibbs e Robert T. Downs, The Crystal Structure of Malhmoodite from Custer, South Dakota, USA (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 60, n. 3, 2022, pp. 485-492, DOI:10.3749/canmin.2100029. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ a b c (EN) Malhmoodite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy.
- ^ a b c d (EN) Malhmoodite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ a b c d (EN) Charles Milton, James J. Mcgee e Howard T. Jr. Evans, Mahlmoodite, FeZr(PO4)2•4H2O, a new iron zirconium phosphate mineral from Wilson Springs, Arkansas (PDF), in American Mineralogist, vol. 78, n. 3-4, 1993, pp. 437-440. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ a b c (EN) Malhmoodite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ a b (DE) Malhmoodit (Malhmoodite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 16 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ (EN) Wilson Springs (Potash Sulfur Springs), Garland County, Arkansas, USA, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ (EN) Joel D. Grice e Giovanni Ferraris, New minerals approved in 2002 and nomenclature modifications approved in 1998-2002 by the Commission on the New Minerals and Mineral Names, International Mineralogical Association (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 41, 2003, pp. 795-802. URL consultato il 17 maggio 2025.
- ^ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 16 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Strunz 9 Classification - 8 Phosphate, Arsenate, Vanadate - 8.C Phosphate ohne weitere Anionen, mit H2O - 8.CE Mit ausschließlich mittelgroßen Kationen, RO4:H2O = 1:2.5, su mineralienatlas.de. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ (DE) Lapis Classification - VII PHOSPHATE, ARSENATE UND VANADATE - VII/C Wasserhaltige Phosphate, ohne fremde Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ (EN) Dana Classification 8th edition - AB(XO4) • xH2O, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ^ (EN) Localities for Malhmoodite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 16 maggio 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Malhmoodite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy.
- (EN) Hexiong Yang, Xiangping Gu, Thomas Loomis, Ronald B. Gibbs e Robert T. Downs, The Crystal Structure of Malhmoodite from Custer, South Dakota, USA (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 60, n. 3, 2022, pp. 485-492, DOI:10.3749/canmin.2100029.
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