Kuniumi

"Izanami e Izanagi creano le isole giapponesi con la lancia Ame-no-Nuboko", stampa ukiyo-e dipinta da Kobayashi Eitaku (c. 1882, era Meiji)[1].

Il Kuniumi (国産み?, lett. "Creazione del paese") è, nella mitologia giapponese, la storia della creazione dell'arcipelago giapponese, come narrato nel Kojiki e nel Nihon shoki. Secondo questa leggenda, dopo la creazione del Cielo e della Terra (Tenchi-kaibyaku), Izanagi e Izanami, su ordine degli dei di Takamagahara crearono le isole che formano l'attuale arcipelago giapponese[2].

La creazione del Giappone è seguita dalla creazione degli dei (kamiumi).

Storia della creazione

Lo stesso argomento in dettaglio: Mito giapponese della creazione.

Kojiki

Dopo la creazione, la Terra era ancora una massa morbida informe. I primi cinque dei, chiamati Kotoamatsukami[3], allora delegarono la coppia di dei più giovane, Izanagi e Izanami, di portare a termine il loro venerabile mandato: scendere dal cielo e dare forma solida alla terra.

I Kotoamatsukami quindi donarono loro la lancia Ame-no-Nuboko. Izanagi e Izanami si fermarono sull'Ame-no-ukihashi (Ponte Fluttuante del Cielo) e agitarono la massa caotica con la lancia. Quando gocce di acqua salata caddero dalla punta, formarono la prima isola, Onogoroshima[4]. I due dei scesero sull'isola di Onogoro, si sposarono[5], e costruirono il Pilastro Celeste (天御柱?, Ame-no-mihashira)[6] che sosteneva la Yahirodono (八尋殿?, lett. "Sala che misurava otto braccia")[3][7][8][9].

Poi iniziarono una conversazione per informarsi reciprocamente sulla loro anatomia, il che ha portato alla decisione reciproca di avere rapporti sessuali[8].

Izanagi girò intorno al Pilastro Celeste in senso antiorario, mentre Izanami girò in senso orario e quando si incontrarono, Izanami fu la prima a parlare, dicendo: «Oh, sei un giovane così bello e gentile!» al che Izanagi rispose: «Oh, che bella e gentile giovane donna!», poi i due dei si guardarono negli occhi ed ebbero un rapporto sessuale.

Tuttavia, poiché fu la divinità femminile Izanami a dare inizio all'unione, il rapporto fu considerato improprio e quindi dalla loro unione nacquero bambini deformi. Le due divinità misero il primogenito, il bambino deforme Hiruko (蛭子?, lett. "Bambino sanguisuga"), su una barca di canne (Nel Nihon Shoki, si tratta di una robusta imbarcazione in legno di canfora, l'“Amanoiwakusubune[10]) e la lasciarono andare alla deriva. Successivamente nacque Awashima (淡島?, lett. "Isola di schiuma"), ma (anche se non è esplicitamente indicato) sembra che anche lui fosse un bambino deforme e, insieme a Hiruko, non è annoverato tra i figli di Izanagi e Izanami[8][5]. (Nel testo principale della quarta parte del Nihon Shoki, quando Izanami parlò per prima davanti a Izanagi, Izanagi rispose semplicemente: “Io sono un uomo. Per diritto, dovrei parlare per primo”, e semplicemente riprovarono[8]).

Izanagi e Izanami, turbati, decisero di recarsi nei cieli inferiori per consultare gli dei primordiali di Takamagahara alla ricerca del motivo per cui i bambini nati dalla loro unione fossero deformi. Attraverso la divinazione, appresero che era sconsigliabile che fosse la donna a prendere l'iniziativa nell'unione. Così, le divinità tornarono sull'isola di Onogoroshima e ripeté il rito, questa volta, fu la divinità maschile, Izanagi, a prendere l'iniziativa, e i due si guardarono ancora una volta negli occhi[11]. Al termine del rito, celebrarono l'unione con successo e le terre iniziarono a nascere[12].

Nascita delle isole

Le otto grandi isole create da Izanagi e Izanami, secondo la leggenda.

Secondo la leggenda, la formazione del Giappone ebbe inizio con la creazione di otto grandi isole, note come Ōyashima[13] (letteralmente otto grandi isole), da parte di Izanagi e Izanami. Nell'ordine della loro formazione, queste isole sono le seguenti[14][12]:

  • Awaji-no-ho-no-sawake-no-shima (淡道之穂之狭別島?): attualmente, isola Awaji
  • Iyo-no-futana-no-shima (伊予之二名島?): l'attuale Shikoku
  • Oki-no-mitsugo-no-shima (隠伎之三子島?): oggi, Isole Oki. Nota anche come Ame-no-oshikorowake (天之忍許呂別?)
  • Tsukushi-no-shima (筑紫島?): l'attuale Kyūshū
  • Iki-no-shima (伊伎島?): l'attuale isola Iki. Nota anche come Amehitotsubashira (天比登都柱?)
  • Tsu-shima (津島?): l'attuale isola di Tsushima. Nota anche come Ame-no-sadeyorihime (天之狭手依比売?)
  • Sado-no-shima (佐度島?): l'attuale isola di Sado
  • Ohoyamatotoyoakitsu-shima (大倭豊秋津島?): l'attuale Honshū. Nota anche come Amatsumisoratoyoakitsunewake (天御虚空豊秋津根別?)

Poiché queste otto isole furono create per prime, il Giappone è chiamato anche Ōyashima no kuni ("Paese delle otto grandi isole"). Nel mito non vengono menzionate né Hokkaidō né le isole Ryūkyū, poiché queste non erano note ai giapponesi al momento della compilazione del Kojiki[12]. Successivamente, Izanagi e Izanami diedero vita ad altre sei isole[15][12][16]:

Nihon Shoki

Il racconto del Nihon Shoki differisce esclusivamente per il fatto che Izanagi e Izanami intraprendono volontariamente la creazione delle isole (Volume 1, Capitolo 4). È evidente la forte influenza del concetto di Yin e Yang, come si evince dai riferimenti a Izanagi e Izanami rispettivamente come "dio dello yang" (陽神?, youshin, divinità maschile) e "dea dello yin" (陰神?, inshin, divinità femminile). Il resto della storia è identico, tranne per il fatto che le altre divinità celesti (Kotoamatsukami) non compaiono, né vengono menzionate le ultime sei isole minori nate da Izanagi e Izanami.

Note

  1. ^ (EN) Izanami and Izanagi Creating the Japanese Islands, su collections.mfa.org, Museum of Fine Arts, Boston. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  2. ^ (JA) 国生み, su jinjahoncho.or.jp, Associazione dei santuari shintoisti. URL consultato il 26 giugno 2020.
  3. ^ a b Seiji Komukai, 神道の本, collana Books Esoterica, vol. 2, Gakken, 1992, p. 27.
  4. ^ Tobe, 2003, p, 16
  5. ^ a b Tobe, 2003, p, 17-18
  6. ^ Takeda, 1996, p, 22 n6
  7. ^ Chamberlain, 2008, p, 73
  8. ^ a b c d Chamberlain, 2008, p, 74
  9. ^ Takeda, 1996, p, 21–25
  10. ^ (JA) Shōgakukan, 天の磐樟船, su kotobank.jp, Kotobank. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  11. ^ Tobe, 2003, p, 18–20
  12. ^ a b c d Chamberlain, 2008, p, 75
  13. ^ (JA) Shōgakukan, 大八島・大八洲, su kotobank.jp, Kotobank. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  14. ^ Tobe, 2003, p, 20–21
  15. ^ Tobe, 2003, p, 21–22
  16. ^ Chamberlain, 2008, p, 76

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