Ivan Zajec

Ivan Zajec (Lubiana, 15 luglio 1869 – Lubiana, 30 luglio 1952) è stato uno scultore sloveno.
Biografia

Ivan Zajec nacque in una famiglia di artisti. Suo padre Franc Ksaver Zajec era uno scultore originario di Sovodenj (parte del comune di Gorenja vas-Poljane), dove vivevano il fratello Valentin Zajec e i suoi figli Martin, Anton e Marko, tutti scultori. La madre invece era Josipina Walland.[1]
Il giovane Ivan perse il padre nel 1888 e si trasferì a Vienna per frequentare dapprima una scuola di artigianato, poi l'Accademia di belle arti, dove si distinse per la sua bravura nell'intaglio, nella fusione, nella cesellatura e in altre tecniche, a tal punto da aggiudicarsi la medaglia Füger per la scultura Il satiro spaventato (1894). Lavorò per due anni nello studio di Theodor Friedl e conobbe Anton Ažbe a Monaco di Baviera, città in cui poté ammirare i capolavori della scultura antica e rinascimentale.[1]
Dopo aver visitato l'Italia, nel 1899 aprì uno studio a Vienna in cui si occupò di sculture architettoniche, ma anche di alcune opere importanti a contenuto allegorico, mitologico e di genere. Visitò Parigi, Londra e gli Stati Uniti, dopodiché rientrò brevemente a Lubiana, per poi trasferirsi a Trieste e a Roma. Nella capitale italiana realizzò disegni per archeologi, copie nei Musei Vaticani e lavorò per un periodo nello studio di Ivan Meštrović nel 1913. Durante la prima guerra mondiale venne internato in Sardegna.[1]
Nel periodo interbellico visse a Lubiana, dove continuò a dedicarsi all'arte plastica di piccolo formato. Nel 1920 iniziò a insegnare modellismo e scultura come supplente presso il Liceo tecnico superiore, mentre dal 1927 fu docente a tempo parziale di modellismo presso il Dipartimento di architettura della Facoltà di tecnologia di Lubiana. Nel 1924 partecipò alla competizione artistica dei Giochi della VIII Olimpiade all'età di 54 anni e 293 giorni, risultando l'atleta olimpico più anziano ad aver mai gareggiato per la Jugoslavia.[1]
Ritiratosi nel 1940, fu insignito del Premio Prešeren alla carriera dieci anni più tardi.[1]
Lo stile
L'opera di Ivan Zajec non è ancora stata studiata a fondo. Tra i suoi capolavori si annoverano monumenti pubblici, sculture funerarie, ecclesiastiche e architettoniche, nonché ritratti, soggetti allegorici e di genere. La sua produzione spazia dai linguaggi storicisti e dall'Art Nouveau a tentativi individuali di impressionismo pittoresco e al realismo socialista programmatico del dopoguerra. Nonostante l'influenza degli esempi francesi contemporanei, l'opera scultorea di Ivan Zajec fu profondamente influenzata dai professori dell'Accademia di Vienna e dai monumenti da loro eretti lungo la Ringstraße.[2]
L'opera che diede una svolta alla carriera di Zajec è il monumento a France Prešeren a Lubiana. Dalla sua ideazione all'esecuzione finale trascorsero sei anni per via delle numerose modifiche che lo scultore dovette effettuare per accontentare tutti. Ciò nonostante, il monumento suscitò una dura critica che si trasformò in aspro dibattito politico, laddove prevalsero le recensioni negative. Zajec non ne volle mai parlare.[3]
Le mostre
Tra le mostre internazionali a cui Zajec prese parte si registrano una partecipazione all'Esposizione di Parigi (1900), una al Salon di Parigi del 1907 con due sculture, e una alla II Esposizione Internazionale d'Arte della Secessione romana nel 1914 con la scultura Amazzone ferita.[2]
La Galleria nazionale della Slovenia di Lubiana gli ha dedicato una mostra retrospettiva nel 2023.[3]
Note
- ^ a b c d e (SL) Ivan ZAJEC, su Obrazi slovenskih pokrajin. URL consultato il 26 aprile 2026.
- ^ a b (EN) Ivan Zajec (1869–1952), su National Gallery of Slovenia. URL consultato il 26 aprile 2026.
- ^ a b Una retrospettiva ripercorre le tappe della carriera di Ivan Zajec, su rtvslo.si. URL consultato il 26 aprile 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Ivan Zajec, su Olympedia.
- (EN) Ivan Zajec, su sports-reference.com, Sports Reference LLC (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2017).
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