La Hoffmann è una microvettura a tre ruote visibile al Lane Motor Museum di Nashville, salita agli onori delle cronache per essere stata definita come: "La peggior macchina mai costruita"(The worst car ever built) dal redattore della rivista onlineJalopnik[1].
Storia
Si tratta del restauro, avvenuto nel 1997, di un prototipo di autovettura costruito nel secondo dopoguerra, presumibilmente tra il 1949 e il 1951. In dipendenza delle fonti il progetto originale viene fatto risalire a un artigiano tedesco di nome Michael Hoffmann[2][3] o all'azienda Hoffmann che in quegli anni produceva su licenza la Piaggio Vespa in Germania[4].
Caratteristiche tecniche
Si tratta di un veicolo a 3 ruote con le 2 anteriori fisse e la terza posteriore sterzante, configurazione già utilizzata anche in precedenza da altri progettisti. La carrozzeria in alluminio, di linea tondeggiante, aveva una lunghezza di poco superiore ai 3 metri e l'abitacolo era progettato per ospitare due persone.
Il propulsore è un monocilindro a due tempiraffreddato ad aria da 200 cm³ di cilindrata fabbricato dalla ILO-Motorenwerke in grado di erogare all'incirca 6 CV (4,8 kw) di potenza[2]. Il suo posizionamento è particolare: collocato posteriormente alla ruota è fissato su un telaio ausiliare unitamente alla ruota stessa; un sistema di leveraggi consente lo spostamento del blocco intero per sterzare.
Durante la prova effettuata nel 2015 che ha decretato il poco invidiabile primato[5], è stata rilevata la sua pericolosa instabilità anche alle basse velocità, dovuta principalmente al fatto che, a causa del posizionamento degli organi meccanici, la carreggiata anteriore è superiore al passo.
Oltre a questo sono state rilevate anche altre caratteristiche progettuali discutibili come:
L'azionamento dei cristalli avviene tramite una cinghia che viene ancorata nella posizione desiderata grazie all'ausilio di occhielli e picchetti presenti sulla portiera controvento.
L'ingresso e l'uscita dal veicolo sono molto difficoltose, sia per l'apertura controvento delle portiere che per l'esiguità di spazio disponibile all'interno dell'abitacolo, occupato in gran parte dall'accoppiata ruota/motore.
Il tubo di rifornimento del carburante passa attraverso la cabina tra il pianale e il lunotto dell'auto, rendendo difficoltosa la visuale posteriore e agevolando contemporaneamente la diffusione di miasmi all'interno dell'abitacolo.
Il pomello del cambio è a scorrimento lineare anziché il più classico schema a H, la vettura presenta così due marce "folli", una tra la seconda e la prima marcia, l'altra invece, tra la prima e la retromarcia.
Gli specchi retrovisori sono stati posizionati in maniera poco corretta e quasi inutilizzabili essendo la visibilità bloccata dal montante anteriore.
Essendo equipaggiata con un motore monocilindrico, la macchina presenta maggiori vibrazioni d'esercizio rispetto ai motori pluricilindrici.
Data l'assenza della ventola di raffreddamento, il motore è soggetto a surriscaldamento[5].
Un'altra curiosità per un veicolo di questo tipo è la presenza di un'autoradio nel cruscotto e di un altoparlante posizionato tra i sedili di guidatore e passeggero, sul divisorio in legno posto a protezione degli organi meccanici.