Gideon Bachmann

Hans Werner Bachmann, detto Gideon (Heilbronn, 18 febbraio 1927Karlsruhe, 24 novembre 2016), è stato un regista, critico cinematografico e giornalista tedesco naturalizzato statunitense.

Biografia

Di famiglia ebraica, per sottrarsi alla persecuzione nazista fuggì con i genitori in Israele e, dopo un anno di permanenza, si spostò negli Stati Uniti. Crebbe ospite di uno zio a New York e fin dall'adolescenza manifestò interesse per la fotografia e per il cinema, per cui si iscrisse al corso di cinema al City College. Tra il 1955 e il 1964 fu conduttore radiofonico di rubriche di cinema Film Forum e The Film Art, diffuse all'epoca in tutti gli Stati Uniti. Nello spazio di 30 minuti presentava le ultime uscite nelle sale cinematografiche e le commentava insieme alle persone che vi avevano lavorato. Nel 1957 ebbe l'occasione di intervistare per la sua rubrica radiofonica Federico Fellini, che si trovava a New York per presentare Le notti di Cabiria, che l'anno successivo sarebbe tato premiato con l'Oscar.[1]

Alcuni anni più tardi Bachmann, incaricato da un editore americano di scrivere un libro su Fellini, venne in Italia per seguire la lavorazione di Otto e mezzo. Si stabilì a Roma, trovando alloggio nell'antica torre del Palazzo del Grillo e decise di fermarsi in Europa e di non tornare più negli Stati Uniti. Negli anni '60 prese parte con piccoli ruoli ad alcuni film di Fellini e lavorò come corrispondente di numerose testate americane, raccogliendo centinaia di interviste a personaggi del cinema, tanto da accumulare un consistente archivio di nastri registrati. Oltre a seguire il lavoro di Fellini, Bachmann strinse un legame di solida amicizia con Pier Paolo Pasolini, che aveva esordito come regista pochi anni prima.[2]

Sul set di Fellini Satyricon girò il documentario Ciao Federico!, considerato il primo documentario sul backstage di un film italiano. Raccontando in maniera ironica il lavoro del maestro riminese, Bachmann riuscì a realizzare un'opera dalla struttura autonoma, sganciata dal Satyricon, un vero e proprio «film sul film». Nel corso della sua lunga carriera realizzò anche tre documentari sui movimenti culturali newyorkesi, uno dei quali vinse un Leone d'argento alla Mostra di Venezia.[2]

Nel 1975, la sua compagna Deborah Beer era la fotografa di scena esclusiva del film Salò o le 120 giornate di Sodoma e Gideon Bachmann si trovò a seguire tutte le riprese, dove avrebbe dovuto realizzare un altro backstage; il lavoro tuttavia non fu mai portato a termine, a causa della tragica morte del regista nel novembre dello stesso anno. Una parte del materiale girato fu tuttavia recuperata e utilizzata nel 2006 da Giuseppe Bertolucci per il documentario Pasolini prossimo nostro.[2]

Bachmann ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, dal 1996 in poi, a Karlsruhe, dove ha diretto per anni una scuola di cinema presso il Centro per l'arte e la tecnologia dei media, mettendo a disposizione le sue conoscenze personali nell'ambiente cinematografico per inviare i suoi studenti a svolgere stage formativi, pagati dalla sua scuola, sui set dei film che erano in realizzazione nei diversi momenti. Ha continuato a seguire festival cinematografici in tutto il mondo, conducendo decine di conferenze stampa (conosceva sei lingue) e festeggiando i suoi compleanni alla Berlinale fino al 2014.[1]

Il suo vastissimo archivio è stato donato all'associazione culturale Cinemazero di Pordenone, mentre la scuola di Karlsruhe ha ereditato i circa 500 nastri di interviste, che sono state catalogate, digitalizzate e rese disponibili per la consultazione on line. Con il suo materiale sono state realizzate diverse mostre, a Cannes come a Rimini (quest'ultima in occasione dell'inaugurazione del Museo Fellini) e alcune interviste sono state raccolte in volume.[2]

Filmografia

  • New York sotterranea, 1967(regista)
  • 48 ore ad Acapulco, 1967 (attore)
  • Jonas, 1967/68 (regista)
  • Protesta – Per cosa?, 1968 (regista)
  • Ciao Federico!, 1970 (regista)
  • Una fotocamera non è una Molotov!, 1977 (regista)
  • Pace al sapore di menta, 1983 (attore)
  • Il mio viaggio in Italia, 2001, (fotografo)

Documentari su Bachmann

  • Trial and Error (Prova ed errore), 2019, regia di Marie Falke
Documentario in lingua tedesca (sottotitolato in inglese) in cui Gideon Bachmann descrive a Marie il suo archivio: dozzine di scatole contenenti ritagli dei suoi articoli, fotografie, lettere: un vasto catalogo di storie e di immagini di un uomo che è stato fra i testimoni del XX secolo. Il documentario è l'incontro tra un uomo di età avanzata e una entusiasta studentessa di cinema a caccia di storie, con considerazioni su vita e morte e sul rapporto fra attore e regista.https://filmwerk-kalliope.com/TrialAndErrors.html

Note

  1. ^ a b (DE) Vox Humana - Das Archiv Gideon Bachmann [Vox Humana - L'archivio di Gideon Bachmann], su ZKM - Zentrum für Kunst und Medien Karlsruhe. URL consultato il 23 maggio 2026.
  2. ^ a b c d Andrea Crozzoli, Gideon Bachmann, l'ebreo errante, in Cinemazeronotizie, nº 1, gennaio 2017, pp. 3-4

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