Dendrocnide moroides
| Dendrocnide moroides | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi I |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Urticaceae |
| Genere | Dendrocnide |
| Specie | D. moroides |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Hamamelididae |
| Ordine | Urticales |
| Famiglia | Urticaceae |
| Genere | Dendrocnide |
| Specie | D. moroides |
| Nomenclatura binomiale | |
| Dendrocnide moroides (Wedd.) Chew | |
| Sinonimi | |
|
Dendrocnide moroidea | |
Dendrocnide moroides (Wedd.) Chew, 1965, nota comunemente come la pianta dei suicidi, gympie o gympie gympie, è una pianta della famiglia delle Urticaceae.[1]
È la più tossica delle specie australiane di Dendrocnide.[2]
È conosciuta infatti per i peli urticanti che la ricoprono interamente e che quando vengono toccati rilasciano la moroidina, una potente neurotossina.[3]
Peraltro il frutto, dopo aver rimosso i peli urticanti che lo ricoprono, risulta commestibile per l'uomo.[4]
Descrizione

D. moroides di solito cresce come una pianta a stelo singolo e può raggiungere i 3 metri d'altezza. Ha grandi foglie cuoriformi lunghe dai 12 ai 22 cm e larghe dagli 11 ai 18 cm, con margini finemente dentati.
La specie è l'unica nel genere Dendrocnide ad avere infiorescenze monoiche in cui i pochi fiori maschili sono circondati da fiori femminili.[5] I fiori sono piccoli e, una volta impollinati, il loro gambo si gonfia per formare il frutto. I frutti sono succosi, simili al gelso e sono di colore dal rosa brillante al viola. Ogni frutto contiene un singolo seme esterno al frutto stesso.[6]
Biologia
La specie è uno dei primi colonizzatori nelle radure della foresta pluviale; i semi germinano in piena luce solare.[7]
Distribuzione e habitat
La specie è diffusa nell'Est dell'Australia, nelle Piccole Isole della Sonda e a Vanuatu[1]. Sebbene relativamente comune nel Queensland, la specie è rara nella sua fascia più meridionale ed è elencata come specie in via di estinzione nel Nuovo Galles del Sud.[8]
Tossicità
Il contatto con le foglie o lo stelo fa penetrare i peli cavi con punta di silice nella pelle. I peli provocano una sensazione di bruciore estremamente dolorosa che può durare da alcune ore a 1-2 giorni; tale sensazione può ripresentarsi, seppur in misura minore per diversi mesi o più ogni volta che l'area viene toccata, esposta all'acqua o soggetta a variazioni di temperatura. I peli vengono anche dispersi nell'aria dalla pianta e, se inalati, possono causare problemi respiratori.[9] Ernie Rider, che fu colpito in faccia e sul busto con il fogliame nel 1963, disse:
La puntura non impedisce a diverse piccole specie di marsupiali, tra cui il pademelon dalle zampe rosse, gli insetti e gli uccelli di mangiare le foglie.[6]
La moroidina, un octapeptide biciclico contenente un insolito legame C-N tra triptofano e istidina, è stata inizialmente isolata dalle foglie e dagli steli di questa pianta, e successivamente si è dimostrato il principale composto responsabile della lunga durata delle punture.[11]

Ci sono state prove aneddotiche di alcune piante con i peli, ma non più urticanti suggerendo un cambiamento chimico della tossina.[12]
Trattamento
Il trattamento raccomandato per la pelle esposta ai peli è applicare acido cloridrico diluito (1:10)[13] e rimuovere i peli con una striscia strappacera di epilazione.[14] Se non disponibile, è possibile utilizzare una striscia di nastro adesivo e una pinzetta. Bisogna fare attenzione a rimuovere tutti i peli intatti, senza romperli, poiché le punte dei peli, se rimangono conficcate, aumenteranno solo il livello di dolore.
Note
- ^ a b (EN) Dendrocnide moroides, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 23/5/2022.
- ^ I ricercatori sintetizzano il composto anticancro trovato in un albero velenoso australiano, su it.scienceaq.com. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ^ (EN) Hyland B.P M., Whiffin T., Zich F.A. et al., Factsheet – Dendrocnide moroides, in Australian Tropical Rainforest Plants, Cairns, Australia, Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), 2010. URL consultato il 10 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2019).
- ^ (EN) Is It Edible? – An introduction to Australian Bush Tucker, su acsedu.com, ACS Distance Education. URL consultato il 15 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2014).
- ^ (EN) Chew Wee-Lek, Dendrocnide moroides (Wedd.) Chew, in Flora of Australia: Volume 3, CSIRO Publishing / Australian Biological Resources Study, 1989, ISBN 978-0-644-08499-4. URL consultato il 10 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
- ^ a b (EN) Hurley M., Growth dynamics and leaf quality of the stinging trees Dendrocnide moroides and Dendrocnide cordifolia (Family Urticaceae) in Australian tropical rainforest: implications for herbivores, in Australian Journal of Botany, vol. 48, n. 2, 2000, pp. 191-201, DOI:10.1071/bt98006.
- ^ (EN) If You Touch This Plant It Will Make You Vomit In Pure Agony, su io9.com.
- ^ Harden Gwen J., Dendrocnide moroides (Wedd.) Chew – New South Wales Flora Online, su PlantNET – The Plant Information Network System, Sydney, Australia, The Royal Botanic Gardens and Domain Trust, 2001. URL consultato il 10 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2017).
- ^ (EN) Corinne Schmitt, Philippe Parola e Luc de Haro, Painful Sting After Exposure to Dendrocnide sp: Two Case Reports, in Wilderness Medical Society, vol. 24, n. 4, 13 luglio 2013, pp. 471-473, DOI:10.1016/j.wem.2013.03.021. URL consultato il 23 novembre 2022.
- ^ (EN) "Once Stung, never Forgotten", Australian Geographic
- ^ (EN) Dendrocnide, su proseanet.org. URL consultato il 10 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2019).
- ^ (EN) "Gympie-Gympie losing its sting?" Archiviato il 2 aprile 2016 in Internet Archive., Australian Geographic.
- ^ (EN) "Gympie-Gympie Factsheet", Australian Geographic
- ^ (EN) "Stinging Trees", Karl S. Kruszelnicki, ABS Science, abc.net.au.
Bibliografia
- Amy Stewart, Wicked Plants: The Weed that Killed Lincoln's Mother and Other Botanical Atrocities, Etchings by Briony Morrow-Cribbs. Illustrations by Jonathon Rosen, Algonquin Books of Chapel Hill, 2009, ISBN 978-1-56512-683-1.
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Dendrocnide moroides
Collegamenti esterni
- Dendrocnide presso il Dipartimento di Biologia, Davidson College
- Essere punto da Gympie Gympie Tree è uno dei peggiori tipi di dolore che puoi immaginare (23-01-2015), Oddity Central
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