Cumia intertexta

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Cumia intertexta
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumMollusca
ClasseGastropoda
SottoclasseCaenogastropoda
OrdineNeogastropoda
SuperfamigliaBuccinoidea
FamigliaColubrariidae
GenereCumia
SpecieCumia intertexta
Nomenclatura binomiale
Cumia intertexta
Helbling, 1779
Sinonimi

Murex (Fusus) intertextus
Helbling, 1779
Colubraria intertexta
Helbling, 1779
Colubraria reticulata
Blainville, 1829
Colubraria reticulata var. profundorum
Ardovini, 2014
Colubraria reticulata var. spongiarum
Kobelt, 1901
Cumia decussata
Bivona e Bernardi, 1838
Cumia reticulata var. inflata
Coen, 1922
Epidromus reticulatus
Blainville, 1829
Epidromus reticulatus var. albina
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. atra
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. fasciata
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. fulva
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. minor
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. nivea
Monterosato, 1880
Epidromus reticulatus var. spongiarum
Kobelt, 1901
Murex calfius
Brusina, 1870 Triton mediterraneum
G.B.Sowerby II, 1833
Triton reticulatum
Blainville, 1829
Triton (Cumia) reticulatus var. biplex
Coen, 1922
Triton turriculatum
Deshayes, 1835
Tritonium bonanni
Delle Chiaje, 1830

Nomi comuni

Lumaca vampiro mediterranea

La lumaca vampiro mediterranea (Cumia intertexta Helbling, 1779) è un mollusco gasteropode marino, caratterizzato da un'alimentazione ematofaga, ovvero si nutre succhiando il sangue ai pesci.

Nel 2026 la specie è risultata vincitrice dell’iniziativa International Mollusc of the Year che ogni anno seleziona cinque specie candidate sottoposte a voto pubblico; la specie più votata viene premiata con il sequenziamento completo del genoma da parte dell’Senckenberg Society for Nature Research.[1] Tra le altre specie candidate nel 2026 figuravano Ephippodonta lunata, Lithoredo abatanica, Triplofusus giganteus e Filicaulis seychellensis. Nell’edizione 2025 il riconoscimento è stato assegnato al genere Muusoctopus, un polpo di acque profonde.

Distribuzione e habitat

La specie mediterranea Cumia intertexta è lunga non più di cm e diffusa nella parte meridionale del bacino (Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, coste nordafricane). Il suo areale è largamente sovrapponibile a quello dei Sparisoma cretensis (pesci pappagallo del mediterraneo), ma ci sono evidenze che non disdegni qualunque altro pesce a disposizione (gobidi, scorpenidi, uranoscopidi, blennidi ecc.) [2].

Biologia

Si tratta dell'unica rappresentante in Mediterraneo della famiglia Colubrariidae, che comprende un centinaio di specie per lo più ematofaghe. Questi gasteropodi vivono prevalentemente in acque basse nascondendosi di giorno sotto i sassi o nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, per attivarsi di notte [3]. I loro bersagli preferiti sembrano essere i pesci pappagallo per la loro abitudine di rifugiarsi ogni notte negli stessi siti per riposare. I colubrariidi sono in grado di localizzare al buio i pesci più vicini e di perforare la loro pelle con l'aiuto di piccoli denti situati all'apice di una lunga proboscide estensibile fino a 10 volte la lunghezza della conchiglia. A questo punto somministrano un cocktail di sostanze bioattive prodotto nelle loro ghiandole salivari, grazie al quale sono in grado di anestetizzare il pesce e di mantenere il suo sangue allo stato liquido mentre si nutrono. Quando sono sazie ritirano la proboscide e tornano a nascondersi, lasciando il pesce stordito ma vivo.

Il cocktail velenifero di Cumia intertexta contiene un gran numero di proteine bioattive fra le quali anticoagulanti, anestetici, proteine perforanti in grado di sciogliere i tessuti, e perfino un enzima in grado di aumentare la pressione sanguigna del pesce, velocizzando l'alimentazione; alcune di queste proteine hanno un potenziale per il trattamento di patologie umane.[4]

Note

  1. ^ Mollusc of the Year 2026, su unitasmalacologica.org. URL consultato il 5 maggio 2026.
  2. ^ Oliverio, M. e Modica, M. V., Relationships of the haematophagous marine snail Colubraria (Rachiglossa: Colubrariidae), within the neogastropod phylogenetic framework, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 158, n. 4, 2010, pp. 779-800.
  3. ^ Bouchet P e Perrine D., More gastropods feeding at night on parrotfishes, in Bulletin of Marine Science, vol. 59, 1996, pp. 224–228.
  4. ^ Modica, M. V., Lombardo, F., Franchini, P. e Oliverio, M., The venomous cocktail of the vampire snail Colubraria reticulata (Mollusca, Gastropoda), in BMC genomics, vol. 16, 1), 2015, p. 441.

Bibliografia

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