Birnessite
| Birnessite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.FL.45[1] |
| Formula chimica | (Na,Ca,K)0.6(Mn4+,Mn3+)2O4(H2O)1.5[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[3] |
| Parametri di cella | a = 5,175 Å, b = 2,850 Å, c = 7,337 Å, β = 103,18°, V = 105,36 ų, Z = 1[4] |
| Gruppo puntuale | 2/m[3] |
| Gruppo spaziale | B2/m[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 3[4] g/cm³ |
| Densità calcolata | 3,4[4] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 1,5[3] |
| Colore | nero, marrone scuro in luce trasmessa[5] |
| Lucentezza | semi vitrea, resinosa, grassa, semi metallica, terrosa[4] |
| Opacità | opaca[5] |
| Striscio | marrone, marrone scuro[5] |
| Diffusione | comune |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La birnessite (simbolo IMA: Bir[6]) è un minerale diffuso del gruppo omonimo; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica (Na,Ca,K)0.6(Mn4+,Mn3+)2O4(H2O)1.5.[2]
Etimologia e storia
La birnessite prende il proprio nome nel 1956 a opera di Lloyd Hugh Parker Jones e Angela Alice Milne, che usarono il nome della località tipo del minerale, Birness in Scozia. La birnessite era precedentemente chiamata "manganite manganosa" in una pubblicazione di McMurdie (1944).[4]
Classificazione
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2009,[7] la birnessite è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.F Idrossidi (senza V od U)"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura cristallina del minerale, in modo tale che la birnessite possa essere trovata nella sezione "4.FL Idrossidi con H2O ± (OH); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove è l'unico membro del sistema nº 4.FL.45.[7]
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la birnessite è elencata nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "idrossidi e idrati di ossido (ossidi idrati con struttura a strati)" dove forma il sistema nº IV/F.11 insieme a jianshuiite, aurorite, ernienickelite, calcofanite, cianciulliite e buserite.[8]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la birnessite nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi multipli" e nella sottoclasse degli "ossidi multipli con formula ABX2" dove è l'unico membro del sistema nº 07.05.03.[9]
Abito cristallino
La birnessite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/m con costanti di reticolo a = 5,175 Å, b = 2,850 Å, c = 7,337 Å e β = 103,18°, oltre ad avere 1 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La birnessite è minerale contenente manganese; è presente in molti terreni, è un comune prodotto dell'alterazione di depositi minerali ricchi di manganese; inoltre è un componente degli ossidi di manganese precipitati da batteri e anche un costituente della "vernice del deserto"[10] e dei noduli di manganese marini.[11]
Il minerale è piuttosto diffuso ed è stato trovato in numerosi siti sparsi per il mondo.[12] Qui si ricorda solo la sua località tipo, Birness (57.40322°N 1.99291°W), presso la cittadina di Ellon (Scozia).[13]
Forma in cui si presenta in natura
La birnessite si presenta di solito come cristalli fini e/o sferulitici, più raramente in piastrine di dimensioni fino a 50 µm.[11] Il minerale è opaco con lucentezza variabile tra il semi vitreo, il resinoso, grasso, semi metallico e terroso; il colore è nero, che diventa marrone scuro in luce trasmessa, equello dello striscio va dal marrone al marrone scuro.[4]
Modificazioni e varietà
La clinobirnessite è un minerale non approvato dall'IMA perché la birnessite comprende tutti i tipi strutturali, inclusa la clinobirnessite.[14]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - Hydroxides with H2O ± (OH); sheets of edge-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: September 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, settembre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2025).
- ^ a b c d (EN) Birnessite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ a b c d e f g h (EN) Birnessite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ a b c (DE) Birnessit (Birnessite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 31 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 31 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Lapis Classification IV OXIDE - IV/F Hydroxide und oxidische Hydrate (wasserhaltige Oxide mit Schichtstruktur), su mineralienatlas.de. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ (EN) Dana Classification 8th edition - (AB)2X3, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ La "vernice del deserto" è un rivestimento arancione-giallo-nero che si trova sulle superfici rocciose esposte in ambienti aridi.
- ^ a b (EN) Birnessite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ (EN) Localities for Birnessite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ (EN) Birness, Ellon, Aberdeenshire, Scotland, UK, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ^ (EN) John L. Jambor, Edward S. Grew e Andrew C. Roberts, New mineral names (PDF), in American Mineralogist, vol. 79, 1994, pp. 1210-1214. URL consultato il 31 dicembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Birnessite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 31 dicembre 2025.
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