Al (folklore)
Gli Al sono demoni del folklore del Caucaso, dell'Iran, dell'Armenia e dell'Asia centrale. Si tratta di demoni legati alla gravidanza e alla maternità che spesso interferiscono con la riproduzione umana.
Nella tradizione popolare
Nella mitologia armena gli al rubano polmoni, fegato e cuore alle donne incinte, in travaglio o che hanno appena partorito. Distruggono inoltre i feti nel ventre materno, causando aborti spontanei. Possono inoltre sottrarre i bambini a quaranta giorni dalla nascita, sostituendoli con piccoli diavoletti[1]. Possono essere di genere maschile o femminile, dall'aspetto mostruoso: naso d'argilla, occhi di fuoco, zanne aguzze simili a quelle di un cinghiale, capelli arruffati, artigli e denti metallici, seno cadente, con sembianze simili a quelle di una vecchia strega[2]. Dopo aver rubato gli organi della donna, gli al cercano di fuggire e di attraversare il primo corso d'acqua disponibile, dopo il quale la donna non può più essere salvata. Le pratiche apotropaiche contro gli al sono assimilabili a quelle utilizzate con altri demoni, come l'uso di preghiere, oggetti in ferro, cipolle e aglio, oppure l'impedire loro di raggiungere l'acqua[3].
In Iran, l'al viene descritta come una donna anziana, magra e ossuta, con il naso d'argilla, il volto rosso e una cesta di paglia appesa alla spalla, in cui ripone fegato o polmone della madre[4]. In Asia centrale è invece raffigurata come una vecchia grassa, pelosa e sgradevole, con un seno pendente su una spalla e con una bisaccia di lana sull'altra, dove custodisce cuore e fegato della vittima[5].
Secondo le numerose tradizioni del Vicino Oriente, Dio creò una al come prima consorte di Adamo, ma l'Adamo terreno non riuscì ad adattarsi alla sua natura dirompente. Questa è la causa scatenante della rivalità tra al e Eva e le sue figlie[2]. Gli al sono stati documentati per la prima volta nella letteratura europea a metà del XIX secolo[5].
Varianti linguistiche
- Lingua armena: Ալ (Al) o Ալք (Alk)[6]
- Lingua azera: al arvadi
- Lingua curda: Alk o Hal
- Lingue dardiche: halmasti
- Lingua georgiana: ალი (Ali)
- Lingua lesga: Ал (Al)
- Lingua mongola: Гал (Qal)
- Oirato: Һал
- Persiano: آل (Āl)
- Lingua russa: Алы (Aly)
- Lingua tagica: hāl o xāl
- Lingua taliscia: Ала (Ala)
- Lingua tat: Ол (Ol)
- Lingue turciche: almasti o albasti
- Lingua turkmena: Al
- Lingua udi: Һал (hal)[4]
Note
Bibliografia
- (EN) Garnik Asatrian, Āl Reconsidered, in Iran & the Caucasus, vol. 5, n. 1, 2001, pp. 149–156, DOI:10.1163/157338401X00189, ISSN 1609-8498, JSTOR 4030855.
- (EN) Mardiros H. Ananikian, Chapter XI: The World of Spirits and Monsters, in Armenian Mythology, The Mythology of All Races, VII, Boston, Marshall Jones Company, 1925.
- (DE) Carsten Colpe, Götter und Mythen der Kaukasischen und Iranischen Völker, 1965, p. 89.
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